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Alla scoperta dell’ennese: il Riparo di San Tommaso sul Torrrente Torcicoda a Enna

Notizie gentilmente fornite dall’amico Gaetano Cantaro

Il Riparo di San Tommaso sul Torrente Torcicoda
Il riparo sotto roccia che si vede in foto risale al periodo preistorico e, segnatamente, all’età del rame o al massimo bronzo antico, ciò in base ai frammenti ceramici ancora oggi visibili. Il sito venne successivamente abitato dai Greci, i quali ne fecero uno dei santuari più antichi della Sicilia. È stata constatata da parte del professore Enrico Giannitrapani che ne ha condotto una campagna di scavi la presenza di pozzetti votivi tipici degli antichi luoghi di culto greci. È visibile anche l’antico pavimento greco portato alla luce dagli scavi effettuati qualche anno fa. Il sito venne abitato anche in epoca medievale. Nel corso della vallata, lunga circa 2 km, sono ancora visibili i resti di otto mulini ad acqua costruiti tra il ‘700 e l’800. Uno di questi mulini venne costruito in prossimità del riparo San Tommaso che venne abitato fino agli anni ‘50 e poi definitivamente abbandonato. Percorrendo la valle dopo il riparo, in direzione Caltanissetta, esisteva la “grotta dell’Inferno” una particolarissima formazione rocciosa purtroppo oggi crollata. Nel ‘700 in quella zona si aggirava anche il famoso e temibilissimo brigante Testalonga che prese a dimora il Mulino dell’Agnello i cui resti sono ancora visibili nella spianata adiacente la fine della valle in direzione Caltanissetta. Secondo la leggenda quel mulino venne costruito in una notte dal diavolo. Tutta la zona è intrisa di misteri che si ricollegano anche alla cosiddetta “fiera dei morti” che si svolgeva in quelle zone (siamo vicini a Cozzo Iaculia), di questa fiera parlo’ diffusamente Gaston Vuillier nell’800.

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