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Alla scoperta dell’ennese: il Borgo di Fundrò

L’insediamento di Fundrò è risalente all’epoca normanna e fu distrutto alla fine del XV sec. dal Duca Martino il Vecchio. Gli abitanti superstiti furono condotti a Enna ove formarono i quartieri di Pisciotto e Fundrisi, insieme ai superstiti provenienti da Rossomanno.
L’antica chiesa parrocchiale di Fundrò si salvò e in breve tempo, per volontà del monaco benedettino Tommaso de Asmari, vicario della diocesi di Catania, vi fu ripristinato il culto.
I superstiti abitanti di Fundrò , hanno mantenuto nel tempo le loro tradizioni e le loro peculiarità, vivendo, quasi come un borgo separato, il quartiere Fundrisi, ai margini della città di Enna.
Due le chiese presenti nel quartiere, la più antica Chiesa dedicata alla Madonna di Montesalvo e la più recente chiesa di San Bartolomeo.
Oggi il quartiere Fundrisi risulta pienamente integrato alla città di Enna, ma proprio per la volontà di mantenere nel tempo identità e tradizioni, i suoi abitanti hanno costituito l’ Associazione Fundrò.

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