Il 18 e 19 giugno si sono svolti a Lecce, presso il Convitto Palmieri- Archivio Carmelo Bene, il premio Gli Asini 2022 e il convegno nazionale sul giornalismo d’inchiesta. Il premio, ideato da Goffredo Fofi, ha accompagnato il percorso delle riviste da lui fondate – da Lo straniero, a Linea d’ombra, agli Asini- ed è giunto alla trentesima edizione. L’intento è quello di valorizzare la “filosofia asinina, la cui caratteristica fondamentale risiede nella testardaggine nello sviluppo dei progetti nei rispettivi campi di appartenenza” e di individuare “gruppi, artisti e operatori che si sono distinti nel corso dell’anno e nella loro attività”. Tra i premiati di quest’anno c’è Scorci- Rivista siciliana di varia umanità, con sede ad Enna, ma che ha redattori e collaboratori sparsi tra Sicilia e continente. Questa la motivazione del premio a Scorci: “è una rivista nata da giovani e meno giovani intellettuali “di base” siciliani che operano nell’isola o sul continente, ma che si sono stretti insieme per analizzare, raccontare, proporre a partire dalla conoscenza il più possibile approfondita di realtà e storia locali. Si occupa di letteratura, cinema, teatro, musica ma anche di scuola ed educazione e di analisi dei meccanismi del potere nazionale e locale”. Gli altri premiati sono: la rivista marchigiana “MalaMente”; Jean Paul Manganaro, studioso francese di origine siciliana di letteratura e teatro, autore del libro Oratorio Carmelo Bene; Giuseppe Rizzo, siciliano di Roma, giornalista del settimanale “Internazionale”, ha raccolto in “I fantasmi non esistono” (Mondadori) inchieste minuziose e partecipi sull’emarginazione; Marco Grifo, giovane storico siciliano, ha scritto “Le reti di Danilo Dolci” (Franco Angeli editore), in cui evoca i legami intercorsi tra il lavoro di Dolci in Sicilia e la cultura e la politica italiana dagli anni Cinquanta; Giorgia Grilli, autrice del volume Di cosa parlano i libri per bambini. La letteratura per l’infanzia (Donzelli); Alberto Rollo, autore del romanzo “Il miglior tempo” ( Einaudi); Anna Bella Gioia, autrice del saggio “Università delle donne. Esperienze di femminismo a Roma (1979-1996); Tomi Mellina Bares e Velania A. Mesay, che hanno realizzato un’approfondita inchiesta sui migrati a Lesbo; La Gazzetta del Mezzogiorno e il suo direttore Oscar Iarussi; infine Monsignor Raffaele Nogaro, ex vescovo di Caserta.
Domenica 19 si è tenuto il convegno sul giornalismo d’inchiesta con gli interventi di Goffredo Fofi, Gad Lerner, Giuseppe Rizzo (Internazionale); Lucia Capuzzi (Avvenire), Oscar Iarussi (Gazzetta del Mezzogiorno); Velania A. Mesay (MicroMega), Giuliano Battiston (giornalista e ricercatore), Mimmo Perrotta e Vittorio Giacopini (Gli Asini) e redattori di Scorci e MalaMente. Si è messo in evidenza come il giornalismo di oggi non riesca a produrre inchieste capaci di raccontare la realtà in modo problematico e critico e si trovi invischiato in un dibattito fortemente polarizzato e sterile, si pensi alla guerra in Ucraina e alla pandemia. Via d’uscita, come sostenuto da Fofi nel suo intervento e ribadito da Gad Lerner, potrebbe essere attivare nuove energie capaci di coniugare pensiero e azione.
Il numero 3 di Scorci è appena uscito per info e richieste scorci rivista@gmail.com
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