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Alla Kore di Enna due giornate di studio sulla riforma dello Sport e del Terzo settore: tutele, governance e nuove professionalità

Riccardo Febbraio 26, 2026 6 minuti letti
convegno Kore

Alla Kore di Enna due giornate di studio sulla riforma dello Sport e del Terzo settore: tutele, governance e nuove professionalità

ENNA – Due giornate dense di contenuti, testimonianze e confronto operativo hanno animato l’Università degli Studi di Enna “Kore”, nell’ambito dell’insegnamento di “Economia e gestione delle Aziende dello Sport” (Corso di Laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”). I seminari di approfondimento hanno messo al centro due snodi decisivi per chi opera – o intende operare – nel mondo sportivo e nel non profit: la riforma del Terzo settore e la riforma dello Sport, con un taglio dichiaratamente pratico, tra norme, adempimenti, impatti economico-aziendali e casi concreti.

Il programma: dal Terzo settore alla riforma dello Sport
Il primo appuntamento, è stato dedicato a “La riforma del Terzo settore: stato dell’arte, adempimenti e prospettive economico-aziendali”. Tra i temi richiamati: quadro normativo e principali numeri del Terzo settore in Italia, aspetti contabili e fiscali, bilancio sociale e valutazione dell’impatto sociale, oltre al rapporto con gli stakeholder e alle sinergie strategiche. A completare la sessione anche una testimonianza dal territorio: CAI – Club Alpino Italiano, Sezione di Acireale, sul “percorso di ingresso nel Terzo settore”.

Il giorno successivo, l’attenzione si è spostata su “La riforma dello Sport: stato dell’arte, adempimenti e prospettive economico-aziendali”: dalla normativa di riferimento e i principali numeri dello sport in Italia all’adeguamento degli statuti, dagli aspetti contabili e fiscali alla figura del lavoratore sportivo, fino ai modelli organizzativi e di controllo (MOG) nelle associazioni sportive. La giornata si è chiusa con testimonianze aziendali, tra cui Fabio Montesano (Direttore Generale Enna Calcio SCSD) e Salvatore Bartolo Spinella (Commercialista, Presidente nazionale dello CSAIn), oltre al prof Francesco Sgrò, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze del Movimento e dello Sport.

Moine: “Riforma assorbita, perché introduce tutele. E alza la qualità dei dirigenti”

Nel suo intervento, il prof. Federico Moine – commercialista e Revisore legale a Torino – ha restituito una lettura complessivamente positiva dell’attuale fase della riforma sportiva: secondo la sua analisi, il sistema delle associazioni e società sportive dilettantistiche ha ormai “assorbito” la riforma, riconoscendone soprattutto la logica di fondo, legata all’introduzione di tutele e contratti per chi lavora nello sport.

Un passaggio centrale riguarda la sostenibilità economica dell’adeguamento: Moine ha richiamato la previsione di una gradualità contributiva, sottolineando che fino al 31 dicembre 2027 i contributi previdenziali possono essere versati in misura ridotta (indicata al 50%** rispetto all’ordinario), elemento che avrebbe favorito l’accettazione del nuovo impianto.

Non solo: tra gli effetti più rilevanti citati dal docente, l’innalzamento del livello di preparazione richiesto a chi dirige un ente sportivo dilettantistico. “Per essere dirigente oggi bisogna essere preparati”, è il senso del messaggio: la riforma, oltre a imporre adempimenti, starebbe spingendo verso modelli gestionali più strutturati e una governance più moderna.

Moine ha poi acceso un faro su un tema di forte attualità: l’introduzione della figura del safeguarding (tutela contro abusi e comportamenti lesivi, con particolare attenzione ai minori e alle discriminazioni di genere), ricordando la possibilità di indirizzare segnalazioni anche in forma anonima. Una misura che, nella sua lettura, rafforza la dimensione etica e sociale della riforma.

Ampio spazio anche al ruolo del volontariato, definito “ossatura” del dilettantismo: figure non retribuibili ma fondamentali nell’organizzazione, accompagnamento e coordinamento. In questo quadro, Moine ha richiamato la possibilità di rimborsi spese forfettari entro 400 euro mensili, come forma di ristoro e incentivo.

Sorano: “La riforma è in attuazione, ma pesa la fatica economica. Serve visione di lungo periodo”

Più problematica, pur senza negare la direzione di marcia, la fotografia proposta dal prof. Enrico Sorano – professore aggregato di Economia aziendale al Dipartimento di Management dell’Università di Torino oltre che dottore commercialista e revisore contabile -. Il docente ha evidenziato come molte società sportive incontrino “grandi difficoltà” nel riorganizzarsi sul piano gestionale: la riforma è “in piena attuazione”, ma l’adeguamento – a suo avviso – è frenato soprattutto da vincoli economici.

Sorano ha insistito su un punto chiave: la riorganizzazione non è un optional, ma un investimento necessario. Solo con l’inserimento di figure professionali adeguate, ha spiegato, le società possono consolidarsi e costruire relazioni stabili sul territorio e con gli altri soggetti del sistema sportivo. Da qui l’invito a una proiezione di lungo termine, per evitare che le fragilità attuali si traducano in crisi strutturali nel medio periodo.

Quanto al senso degli incontri universitari, Sorano ha indicato l’obiettivo della sensibilizzazione: avvicinare studenti e ambiente di riferimento alla comprensione delle norme, in modo che la crescita culturale e la ricettività del territorio procedano insieme. E sul tema del divario Nord-Sud è stato netto: le differenze sarebbero “minime”, perché le difficoltà economiche attraversano tutte le latitudini, incidendo ovunque sull’effettiva applicazione delle regole.

La testimonianza di Montesano: “La normativa è un’opportunità di lavoro. E il modello Enna Calcio coinvolge la città”

Tra i momenti più concreti della giornata, la testimonianza del Direttore Generale dell’Enna Calcio, Fabio Montesano, che ha portato in aula un racconto decennale di costruzione societaria e radicamento territoriale grazie all’Azionariato diffuso. Montesano ha definito la nuova normativa un’occasione e un’opportunità anche occupazionale, sottolineando però quanto il quadro regolatorio sia diventato articolato, tra riforme e aggiornamenti continui.

Ripercorrendo la genesi del progetto, ha collocato l’avvio nel 2016, in un contesto cittadino descritto come complesso (impianti in difficoltà, clima generale di scoraggiamento). Da un convegno sullo sport nacque l’idea dell’azionariato diffuso e il passaggio organizzativo: la trasformazione dell’associazione in una società cooperativa sportiva dilettantistica presentata come un’esperienza pionieristica, sostenuta da un forte lavoro su statuto e assetto giuridico.

Il punto di forza del modello, nella narrazione del DG, è il coinvolgimento della comunità: la compagine sociale avrebbe superato la platea degli “addetti ai lavori”, includendo cittadini e professionisti di diversa estrazione, con un duplice effetto: sostegno finanziario e, soprattutto, impatto di marketing e identità collettiva. Montesano ha poi ricordato tappe simboliche del percorso: la crescita del settore giovanile, la gestione e riqualificazione dello stadio e l’evoluzione sportiva del progetto. A chiudere, un invito a vivere lo sport come appartenenza cittadina, con l’eco della prossima “sfida” domenicale al “Gaeta” contro il Gela.

Un evento tra diritto, economia e responsabilità sociale
Le due giornate alla Kore hanno restituito l’immagine di un settore in trasformazione: da un lato l’urgenza di adempimenti, sostenibilità e competenze; dall’altro l’opportunità di strutturare meglio tutele, ruoli e processi, con ricadute su qualità organizzativa, sicurezza e credibilità.

Il messaggio complessivo, emerso tra interventi accademici e testimonianze, è chiaro: la riforma non riguarda soltanto nuove regole, ma un cambio di paradigma che coinvolge lavoro sportivo, governance, cultura gestionale e valenza sociale. E l’università, in questo scenario, si propone come ponte tra norma e pratica, tra formazione e territorio, per preparare una nuova generazione di dirigenti e professionisti “al passo con i tempi”.

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Riccardo

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