Risicallà, in arabo dono di Dio. Le terre fertili servivano agli antichi abitanti per il sostentamento, ma la presenza di abbondanti riserve naturali di acqua ancora presenti, rende oggi questo luogo un piccolo Eden.
Quasi tutte le proprietà custodiscono tra le zolle un’infinita quantità di conchiglie fossili, che raccontano di una Sicilia sommersa dal mare. Vi è un’area sottoposta a vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza e i proprietari per edificare o ristrutturare devono rispettare le regole che consentano un’armonia con la natura. A ciò si aggiunge la presenza di una cappella che dietro di sé svela uno dei tramonti più suggestivi degli Erei. La porta della cappella guarda ad Oriente, come ad indicare ai fedeli, con il loro ingresso in preghiera, l’inizio di un viaggio intriso di luce spirituale, dall’alba al tramonto della vita. La vecchia cappella è posta di fronte l’attuale, ormai avvolta tra i rovi di una natura che domina nel tempo. Incontro il signor Francesco Fazzi, che insieme ad altri, ricordo tra i tanti i signori Mungiovino e Di Maio, racconta di un tempo in cui si faceva comunità e si condivideva denaro, fatica e fede. Nel 1982 Il signor Giuseppe Fazzi – detto Peppi u Chillu – donò alla comunità di Risicallà l’ appezzamento di terra per costruire la nuova cappella. L’allora Parroco della Parrocchia del SS. Crocifisso di Pergusa a cui appartiene la contrada di Risicallà, Salvatore D’Antona, pose la prima pietra per la nuova edificazione. Nacque così l’attuale cappella, venne allestita più volte all’interno nonostante una vandalizzazione, venne maggiormente protetta e ulteriormente decorata con suggestive opere che oggi danno una forte identità al luogo di culto. Anni di intense relazioni: accumulare i fondi attraverso generose offerte, donare il proprio tempo per la costruzione, organizzare la festa del “Perdono di Assisi”, ogni anno il 2 agosto. Tredici proprietari costituirono un “Comitato Pro Risicallà” nel 2005. Iniziò così una tradizione semplice, povera, secondo la parola di S. Francesco d’Assisi: una dolce processione, si dipanava lungo le strade della contrada con percorsi ad anni alterni. Gli uomini portavano in spalla S. Francesco, le donne la Madonna del Rosario. Vi era una sosta, dove veniva servito un rinfresco all’aria aperta con prodotti preparati in casa il cui sapore era reso unico dall’essere comunità. Quindi si tornava e, baciati dagli ultimi raggi di sole, con la musica della banda cittadina, si dava inizio a serate di felicità. Vi era la gentile partecipazione del Comune di Enna e la partecipazione generosa dei fedeli. Durante l’intero mese di agosto le famiglie, sia di residenti che di villeggianti, a turno, ospitavano la statua della Madonna, organizzando momenti di preghiera collettiva. Poi, il Covid ha fatto sparire la tradizione della processione, benchè la festa serale nell’area adiacente la cappella, con fatica di pochi organizzatori rimasti, continuasse a permanere. Quest’anno, nonostante la festa serale non sia stata organizzata, Risicallà ha ricevuto un grande dono: su autorizzazione del parroco della Parrocchia del SS. Crocifisso di Pergusa, Fra’ Saverio Benenati, il vice parroco Fra’ Salvatore Cultrera, da giugno e per tutta l’estate ogni sabato alle 19.00, celebra la Santa messa. La cappella è sempre gremita di fedeli pieni di gioia che vedono rivivere il loro passato, i loro ricordi, la loro storia. Non mancano mai i fiori freschi sull’altare, appena raccolti: donano alla celebrazione un’ immagine poetica unica, nella loro semplicità, nella loro freschezza, nella loro umiltà. Incontrarsi ogni settimana, grazie alla disponibilità dei frati francescani, dona alla comunità di Risicallà l’opportunità di condividere momenti di letizia veramente indimenticabili, sia per gli anziani, che per adulti, ragazzi e bambini. In fondo la felicità non è data da grandi momenti scanditi dal calendario, ma dagli attimi di luce, da quei sorrisi immersi nel silenzio del tramonto dopo la messa.


