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  • Eventi Religiosi

Enna ritrova la festa della Madonna delle Grazie – di Luca Ballarò

Riccardo Agosto 3, 2026 4 minuti letti
madonna delle grazie

Lo scorso anno scrissi della mancata festa della Madonna delle Grazie della Parrocchia San Leone Vescovo – Enna, che stava cadendo nell’oblio, con la malattia del parroco e la chiusura permanente della chiesa. Lo scorso anno, per la prima volta, la festa non si fece, nel silenzio generale.
Quest’anno invece scrivo per condividere la bellezza di una tradizione ritrovata: quella stessa festa è ritornata nei giorni precedenti e la prima domenica di agosto, grazie alla presenza del nuovo parroco e della comunità che ivi ritorna a operare. Una festa che non ha di certo gli sfarzi di altre in città, ma bella proprio per questo, perché si vive nell’intimo, nella semplicità e nella genuinità di una comunità e di un quartiere , quelli di Santu Lí, che si ritrovano ai piedi della “propria” Madonna, quella venerata immagine della Madre con le braccia protese che chiama i fedeli suoi figli a raccolta.
Vedere la chiesina con le luminarie accese in questi giorni, l’addobbo della festa sul portone centrale, la comunità che si ritrova nuovamente a vivere insieme, a gioire, è una cosa molto bella, perché dalle nostre parti la festa , oltre all’aspetto religioso – devozionale centralissimo, ha anche questo carattere di appartenenza, il ritrovarsi insieme, il condividere, fattori che la rendono nevralgica, indispensabile per una determinata porzione di popolo che vi si riconosce. Ecco, quello che “San Leone” ha sperimentato in questi giorni è proprio questo, ritrovando i caratteri che appartenevano al quartiere e che tornano ad essere non più passato, ma presente e speriamo anche futuro. Non solo fare festa, ma ritrovarsi, condividere.
Il tutto in un quartiere periferico della città, dove la comunità diventa ancora di piú una seconda casa, porte aperte nei momenti di difficoltà, spalle su cui aggrapparsi, mani da stringere e con cui operare.
Il titolo della Madonna delle Grazie, inoltre, è un titolo assai importante per la città ed è bello che ritorni ad essere onorato; non solo si lega a doppio filo con quello patronale (non a caso la festa, che canonicamente si ricorda il 2 luglio, slitta alla prima domenica di agosto) ma anche perché si trova incastonato in un quartiere che è attiguo ad altri due in cui il culto alla Madonna è centrale: Valverde, che aspetta la festa della vicina San Leone per iniziare i propri festeggiamenti l’indomani, e la parrocchia San Giorgio, che festeggia la Madonna delle Grazie , detta dei Carusi, la prima domenica di Settembre. Un titolo che quindi è caratterizante di quei luoghi, come dimostra la congrega ivi operante, la presenza di devozioni che si intrecciano, l’antica icona del Vallone, che sembra unire questi luoghi e queste devozioni.
Un titolo che era ricordato anche in altre chiese, come quella di San Paolino al Cimitero o quella fatta erigere a Porto Salvo, per ringraziare la Vergine dell’allontanamento della pestilenza nel ‘500.
Si riaccendono le luminarie, si riaccende la speranza di una comunità che può finalmente ritornare a vivere, non solo la festa, ma le pieghe del tempo.
Sarebbe bello se il prossimo anno tornasse la messa sul sagrato, con la statua della Madonna affacciata dinanzi al panorama di Enna che da lì si staglia. Quasi a ricordare lo sguardo della Madre, sempr proteso sulla sua città, e le grazie che da secoli intercede per lei.
Grazie quindi alla comunità e al suo parroco, per aver ripreso questa bella tradizione e far si che non andasse perduta. Ma ancora di più per aver ascoltato il bisogno della gente, di questa parte di città, e aver permesso che le porte di quella chiesa tornassero ad aprirsi, non solo per la festa, ma utto l’anno. Aperte per accogliere, riunire.
Perché lì si intrecciano storie di fede certo, ma anche appartenenza e legami.
Un legame che sentivano forte due persone di Santu Lí, i miei nonni, che saranno sicuramente contenti da lassú, nel rivedere la loro chiesina aperta e in festa.

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Riccardo

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