TEATRI DI PIETRA 2026 in Sicilia
Da Medea alle Troiane, da Pinocchio a Shakespeare: Teatri di Pietra attraversa la provincia di Palermo con otto nuovi appuntamenti
Dal 3 al 10 agosto il festival farà tappa a Marineo, San Cipirello, Cefalà Diana, Himera e Solunto con un programma che intreccia mito, teatro contemporaneo, musica e spettacoli per tutta la famiglia
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La seconda settimana di programmazione di Teatri di Pietra Sicilia 2026 conduce il pubblico in un itinerario che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Palermo, dove il patrimonio archeologico e monumentale si trasforma ancora una volta in spazio vivo di incontro tra arte e comunità. Dal 3 al 10 agosto il festival farà tappa a Marineo, San Cipirello, Cefalà Diana, Himera e Solunto, proponendo un cartellone che alterna grandi figure del mito, riscritture dei classici, teatro dedicato alle famiglie e un omaggio musicale ai Beatles in chiave jazz. Tutti gli spettacoli sono in programma in orario serale; informazioni e biglietti sono disponibili sui circuiti Liveticket e Tickettando e sul sito ufficiale del festival.
Ad aprire la settimana sarà domenica 3 agosto, al Castello Beccadelli di Marineo, “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”, una rilettura originale del capolavoro di Collodi che supera i confini del teatro per ragazzi e restituisce al celebre burattino la sua dimensione più profonda e universale. Lo spettacolo indaga il percorso di crescita, gli errori, il desiderio di libertà e la continua ricerca della propria identità, trasformando Pinocchio in una metafora della fragilità e della possibilità di rinascere. La produzione tornerà in scena il 4 agosto a San Cipirello e il 10 agosto alle Terme Arabe di Cefalà Diana, confermando la sua capacità di dialogare con pubblici di ogni età.
Sempre lunedì 4 agosto, alle Terme Arabe di Cefalà Diana, spazio a “Donne di guerra – Le Troiane”, intensa rilettura del capolavoro euripideo che pone al centro le voci femminili travolte dalla violenza dei conflitti. Attraverso le figure di Ecuba, Cassandra, Andromaca ed Elena, lo spettacolo riflette sulle conseguenze della guerra, sul dolore delle madri e delle sconfitte, ma anche sulla straordinaria capacità di resistere quando ogni certezza sembra crollare. Un racconto che, pur affondando le proprie radici nella tragedia antica, continua a interrogare con forza il presente.
Il 5 agosto, nell’Area Archeologica di Himera, andrà in scena “Essere o non essere Shakespeare”, un viaggio teatrale ironico e coinvolgente dentro l’universo del Bardo. Lo spettacolo attraversa alcune delle sue opere più celebri, alternando leggerezza e profondità, riflessioni sul potere, sull’amore, sull’ambizione e sulla natura umana. Una drammaturgia dinamica che restituisce tutta l’attualità della scrittura shakespeariana, dimostrando come i suoi personaggi continuino a parlare al pubblico contemporaneo.
Il 6 agosto, al Parco Archeologico di Solunto, sarà la volta de “Il pomo della discordia”, spettacolo che prende avvio dal celebre mito del giudizio di Paride per raccontare, con ironia e intelligenza, l’origine simbolica dei conflitti e delle rivalità. Il racconto mitologico diventa occasione per riflettere sulle passioni umane, sulle scelte individuali e sul sottile equilibrio tra desiderio, potere e destino, in un intreccio che mantiene intatta la forza evocativa della tradizione classica.
Cambio di atmosfera giovedì 7 agosto, quando Himera ospiterà il “Beatles Jazz Tribute”, concerto che rende omaggio al repertorio della storica band di Liverpool attraverso arrangiamenti originali e improvvisazioni jazzistiche. Un dialogo tra due linguaggi musicali apparentemente lontani che restituisce nuova luce a melodie entrate nella memoria collettiva, offrendo al pubblico un’esperienza capace di unire raffinatezza musicale e grande immediatezza comunicativa.
La settimana si concluderà domenica 10 agosto con uno degli appuntamenti più attesi dell’intero cartellone palermitano: “Medea”, in scena nell’Area Archeologica di Himera. La tragedia di Euripide torna a interrogare il pubblico attraverso una figura tra le più complesse e controverse della letteratura occidentale. Medea diventa simbolo dell’esclusione, della vendetta e della lacerazione interiore, ma anche della forza di una donna che rifiuta di piegarsi alle convenzioni e affronta fino alle estreme conseguenze il conflitto tra ragione e passione. Un’opera che continua, a distanza di secoli, a parlare con straordinaria intensità delle contraddizioni dell’essere umano.
«Ogni luogo attraversato da Teatri di Pietra diventa parte integrante della narrazione scenica», afferma il direttore artistico Aurelio Gatti. «Il dialogo tra paesaggio, memoria e spettacolo crea un’esperienza che va oltre la semplice rappresentazione, invitando il pubblico a riscoprire questi siti come spazi di cultura condivisa, incontro e riflessione. È in questo intreccio tra patrimonio e creazione artistica che il Festival continua a costruire una geografia culturale capace di unire territori, comunità e visioni contemporanee.»


