Laurea magistrale in Economia a Pietrangelo Buttafuoco dall’università Kore di Enna.
Il conferimento è divenuto esecutivo con l’approvazione nei giorni scorsi da parte della ministra Anna Maria Bernini, a conclusione del canonico iter iniziato lo scorso anno con la proposta da parte del consiglio del corso di laurea in economia e direzione della imprese e del dipartimento di scienze economiche e giuridiche dell’ateneo ennese, la successiva approvazione unanime del senato accademico e infine la delibera a dicembre, anch’essa unanime, del consiglio di amministrazione.
Profonda soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’università, Cataldo Salerno, e dal rettore, Paolo Scollo.
Pietrangelo Buttafuoco, profondamente radicato nella provincia di Enna dove ha vissuto per intero la prima parte della sua vita, ha una laurea in Filosofia conseguita all’università di Catania. Alla Kore di Enna è stato membro del consiglio dei Garanti fino al 2015.
La cerimonia solenne – fa sapere l’università – si terrà in autunno ad inizio del nuovo anno accademico.
QUESTA LA RELAZIONE ALLEGATA ALLA PROPOSTA
Pietrangelo Buttafuoco rappresenta una figura di spicco nel panorama intellettuale e istituzionale italiano.
Nato il 2 settembre 1963 a Catania, da una famiglia residente nella provincia di Enna, al cui territorio è rimasto sempre legato, consegue la Laurea in filosofia teoretica presso l’ateneo della città natale.
Scrittore, giornalista, autore teatrale, dal 2020 al 2024 è stato Presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, L’Aquila. È stato membro del Cda Fondazione Leonardo -Med’Or, Roma, Cda Teatro di Ferrara, Cda Centro studi americani, Componente del Comitato per lo Sviluppo e la valorizzazione della Cultura della Difesa presso il Ministero della Difesa, Componente del Comitato Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali presso Presidenza del Consiglio dei Ministri. Scrive per SkyTg24-Insider ed è stato autore de Salamini in Mix delle Cinque, in onda su Rai-Radiol. Autore e conduttore di Lupus in fabula, il libro del giorno in onda su Rai-Radio1, Pietrangelo Buttafuoco ha saputo coniugare una prolifica attività letteraria e giornalistica con incarichi di alta responsabilità manageriale alla guida di prestigiosi enti culturali e fondazioni.
In particolare, il percorso professionale di Buttafuoco è caratterizzato da una progressiva assunzione di responsabilità nella gestione di complessi organismi culturali pubblici e privati, culminata con i recenti vertici nazionali.
Intellettuale e manager culturale, Pietrangelo Buttafuoco è l’attuale Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, incarico operativo dal marzo 2024. Vanta una consolidata esperienza nella governance di istituzioni di rilievo nazionale, avendo guidato come Presidente il Teatro Stabile di Catania (2007-2012) e il Teatro Stabile d’Abruzzo (dal 2019).
In ambito strategico e dell’innovazione, ricopre il ruolo di Direttore del sito della Fondazione Leonardo – Civiltà delle macchine ed è stato membro del Consiglio dei Garanti dell’Università degli Studi di Enna “Kore” negli anni dal 2008 al 2025.
Scrittore finalista al Premio Campiello, unisce la produzione culturale a competenze di direzione editoriale e televisiva maturate presso i principali gruppi media italiani.
Si segnala quindi, non solo l’elevato profilo scientifico e culturale del Dr. Buttafuoco, ma anche la sua capacità di incidere con impegno e professionalità nell’ambito dei processi manageriali della cultura e dell’innovazione.
La sua innegabile statura intellettuale infatti si è tradotta in efficacia manageriale e visione strategica nella governance delle istituzioni culturali.
La figura di Pietrangelo Buttafuoco, pertanto, smentisce il pensiero comune che, seguendo un approccio dicotomico e standardizzato, traccia un confine netto tra il mondo delle idee e il mondo dell’azione, tra la figura dell’intellettuale – che vive rifugiato nella sua turris eburnea – e quella del manager, chiamato invece a misurarsi con la dura concretezza delle decisioni gestionali e della governance delle strutture organizzative
Conferire la laurea honoris causa in Economia e direzione delle Imprese a Pietrangelo Buttafuoco, pertanto, significa riconoscere un talento raro: e cioè la capacità di trasformare la cultura in asset strategico, di rendere il pensiero non solo un esercizio di stile, ma un motore di gestione e sviluppo di un intero settore produttivo, come quello della cultura.
Se la sua penna è nota per essere affilata e barocca, la sua leadership organizzativa e gestionale si è dimostrata ferma, pragmatica e lungimirante. Ne emerge una figura di intellettuale come amministratore, che rompe lo stereotipo dell’intellettuale.
Nel suo percorso, che lo ha visto spaziare dalla presidenza del Teatro Stabile di Catania a quello d’Abruzzo, fino alla prestigiosa nomina al vertice della Biennale di Venezia, Buttafuoco ha dimostrato una dote manageriale fondamentale che potremmo definire come la capacità di governare la complessità.
Egli non gestisce enti culturali come semplici apparati burocratici, ma come organismi viventi. La sua cifra manageriale risiede nell’intuizione che un bilancio in ordine non è il fine, ma il mezzo per liberare la creatività. A tal fine egli ha saputo unire la diplomazia delle relazioni – arte in cui eccelle – con la capacità di attrarre risorse e consensi trasversali; e ha dimostrato che la “visione” non è un termine astratto, ma il primo requisito di un CEO culturale che deve anticipare i tempi e non subirli.
Oltre alle suindicate capacità manageriali, il profilo di Pietrangelo Buttafuoco si segnala anche perché egli, con la sua produzione letteraria, a tratti provocatoria, ha svolto un’importante attività di promozione del territorio e della cultura della Sicilia centrale, ricollegandosi con un sottile filo rosso che lega tutti gli intellettuali e scrittori siciliani a quella che Sciascia chiamava la strategia della “Sicilitudine”.
Siffatto approccio si rinviene anche nel suo modo di amministrare, in cui si svela una sapienza antica, quasi una techne greca che si fonde con il pragmatismo moderno. La sua gestione non è mai tecnocratica, ma umanistica.
Buttafuoco manager capisce che il capitale umano è il vero patrimonio di ogni impresa culturale e di ogni territorio.
Nella guida della Biennale, la più complessa macchina culturale del mondo, egli porta in dote quella capacità tipicamente siciliana di saper leggere la dialettica della realtà, di armonizzarne gli opposti, e al contempo di navigare tra le correnti globali mantenendo ferma la barra del timone sull’identità delle origini e sulla qualità degli obiettivi conseguiti. Anche per queste ragioni la sua leadership ha il peso dell’autorevolezza, e non solo dell’autorità.
In Pietrangelo Buttafuoco, dunque, non premiamo solo lo scrittore o il giornalista. Premiamo l’uomo di governo che ha compreso una verità essenziale per il nostro tempo: la cultura non è un lusso, è un’industria pensante che produce senso e dà forma alla realtà che ci circonda, innescando anche processi economici virtuosi quali leve fondamentali per risollevare l’economia di un territorio.
A lui va il nostro plauso per averci insegnato che si può essere sognatori e costruttori allo stesso tempo, e che la più alta forma di management è quella che, amministrando il presente, si costruisce l’immaginario
QUI LA MOTIVAZIONE SINTETICA
“Per aver saputo coniugare, nella sua azione di governo, l’alto profilo intellettuale con una solida e
pragmatica visione sistemica e gestionale, Pietrangelo Buttafuoco ha dimostrato come la cultura possa e debba essere gestita secondo criteri di efficienza, sostenibilità e innovazione strategica. La sua leadership si è distinta per la capacità di armonizzare le esigenze di bilancio con l’eccellenza della proposta artistica, trasformando le istituzioni da lui presiedute in modelli di governance culturale attiva.
Per la lungimiranza dimostrata nell’interpretare il ruolo di manager pubblico non come mero custode dell’esistente, ma come architetto di nuove prospettive di sviluppo, valorizzando il capitale umano e posizionando gli enti di sua competenza al centro delle dinamiche culturali ed economiche globali.”


