Prorogata fino al 30 giugno 2026
la mostra “GESTI SCOLPITI” di JAGO al Teatro Antico di Taormina
Alla luce dell’eccezionale successo di pubblico registrato sin dall’apertura, la mostra “Gesti Scolpiti” dello scultore Jago, allestita presso il Parco Archeologico di Naxos Taormina, viene prorogata fino al 30 giugno 2026.
Organizzata da Aditus e Civita Sicilia in collaborazione con BAM, l’esposizione ha riscosso un interesse straordinario già dalle prime settimane. L’entusiasmo, la curiosità e la partecipazione di visitatori di ogni età si sono tradotti in numeri da record sia in termini di affluenza sia di risonanza sulla stampa e sui social media, segnando un primato storico e consolidandola come uno degli eventi culturali più rilevanti dell’anno in Sicilia.
Nel contesto emblematico offerto dal Teatro Antico di Taormina, quattro opere di Jago – Impronta Animale (2012), Memoria (2015), Prigione (2016) e David (2024, bronzo) – si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo, testimoni di una necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi.
Tra queste opere, a catalizzare l’attenzione di pubblico e critica è in particolare la David, imponente opera in bronzo alta 181 cm esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. Si tratta della prima scultura in bronzo realizzata da Jago, un passaggio significativo nel suo percorso artistico che segna l’apertura a una nuova dimensione materica. L’opera reinterpreta in chiave moderna il mito di David e Golia attraverso una figura femminile fiera e determinata, che – con la fionda e la pietra strette tra le mani – richiama esplicitamente il celebre David di Michelangelo. Il progetto nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso, fino ad arrivare al modello attuale, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago, impegnandolo in una vera e propria impresa.
Le altre tre sculture, scolpite in marmo statuario, ruotano invece attorno al tema della mano: simbolo di contatto, creazione, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno, affonda nella materia, costruisce memoria. Non solo strumento, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo.
In Impronta Animale, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione, l’immagine scolpita, avvolta nelle pieghe del marmo, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe.
Jago – Prigione (particolare)
Jago – Impronta Animale
Jago – Memoria (particolare)
La potenza evocativa delle sculture dialoga con la stratificazione storica del luogo, dimostrando la capacità delle sculture di Jago e, più ampiamente, della scultura contemporanea di interrogare il passato e risuonare nel presente.
La proroga fino al 30 giugno 2026, oltre a confermare il successo della mostra, garantisce una più ampia fruizione da parte del pubblico in una stagione caratterizzata da un clima più sereno, in armonia con il contesto unico che la ospita.


