Quando il teatro cura l’anima: il successo di “Se domani non torno. Tróes” al Liceo delle Scienze Umane di Enna
ENNA – Ci sono sere in cui il teatro smette di essere semplice finzione e si trasforma in uno specchio potente e perfino catartico. È quanto accaduto il 4 giugno 2026 presso l’auditorium di via Ingrà ad Enna, dove gli alunni del Liceo delle Scienze Umane – curvatura Teatro e Cinema – hanno portato in scena lo spettacolo di fine anno dal titolo “Se domani non torno. Tróes”.
Il risultato? Un successo segnato da una standing ovation spontanea, commozione tra il pubblico e scroscianti applausi. Ma, sopra ogni cosa, a vincere è stata l’emozione profonda suscitata da un’opera che ha saputo annullare le distanze temporali, legando i miti e i drammi dei tempi antichi alle cronache dei giorni nostri, per accendere un faro sul tema, ancora drammaticamente attuale, della violenza di genere.
Una drammaturgia collettiva per scuotere le coscienze
La vera forza del progetto risiede nella sua genesi. Il testo, infatti, non è stato semplicemente recitato, ma profondamente “vissuto”: la drammaturgia è stata curata dagli studenti stessi, che hanno saputo tradurre le proprie riflessioni, paure e speranze in parole di rara intensità. A guidarli in questo viaggio creativo è stata l’attrice Lorenza Denaro, esperta esterna che ha firmato l’adattamento e la sapiente regia, valorizzando le inclinazioni e la sensibilità di ogni singolo ragazzo.
Dietro le quinte, il motore dell’iniziativa è rappresentato dalle professoresse Mariangela Savoca, referente per il percorso teatrale, e Susanna Pinto, che ha curato il laboratorio sul linguaggio cinematografico. Insieme, le due docenti hanno guidato gli alunni delle classi 1A e 2B in un percorso a classi aperte che ridefinisce i confini della scuola tradizionale.
Oltre la cattedra: la scuola del futuro è un laboratorio
Questo spettacolo non è stato un evento isolato, ma il culmine di un percorso d’eccellenza: la Curvatura Teatro e Cinema. La messa in scena di “Se domani non torno. Tróes” ha dimostrato concretamente come sia possibile realizzare attività fortemente creative all’interno del normale percorso curricolare.
Abbandonando la tradizionale lezione frontale e cattedratica, il Liceo delle Scienze Umane di Enna ha scommesso su una didattica laboratoriale innovativa. Al centro del processo educativo non c’è più il docente che dispensa nozioni, ma lo studente con le sue intuizioni e le sue potenzialità. In questo modo, lo studio delle Scienze Umane si è fuso perfettamente con l’educazione alla cittadinanza, traducendo la teoria dei libri in competenze trasversali fondamentali per la vita: l’empatia, la comunicazione assertiva, la capacità di lavorare in squadra e il problem solving.
L’orgoglio delle famiglie e il “Fiore all’occhiello” dell’Istituto
A fine serata, i commenti dei numerosi genitori presenti sono stati unanimi: una profonda gratitudine per gli alti livelli interpretativi raggiunti dai ragazzi, ma soprattutto per la straordinaria valenza educativa di un’opera che lascia il segno nella crescita personale degli studenti.
Un plauso speciale è stato rivolto alla Dirigente Scolastica dell’Istituto, la Prof.ssa Maria Silvia Messina, da sempre in prima linea nel sostenere e promuovere le iniziative che danno prestigio alla scuola. Visibilmente orgogliosa, la Dirigente ha voluto ribadire l’importanza strategica di questo percorso, definendo ufficialmente la curvatura Teatro e Cinema come «il fiore all’occhiello del Liceo delle Scienze Umane di Enna» che si conferma così non solo come un luogo di formazione accademica, ma come un laboratorio di vita e di civiltà, capace di formare cittadini consapevoli, empatici e pronti a cambiare, fin da oggi, il mondo che li circonda.


