Il potere si frantuma in scena: “Riccardo III. Il potere a pezzi”
de I Trovatori il 10 aprile a Calascibetta (Enna)
Prosegue il percorso teatrale de I Racconti di Sepillo da Ypsigro, il progetto originale della compagnia teatrale I Trovatori, ideato e interpretato da Giuseppe Vignieri con l’accompagnamento musicale dal vivo di Giuseppe Aiosi. Lo spettacolo si inserisce all’interno del Festival organizzato da Latitudini. Venerdì 10 aprile lo spettacolo approda al Teatro Comunale Contoli Di Dio di Calascibetta (EN) con Riccardo III. Il potere a pezzi, una rilettura intensa e tagliente del celebre personaggio shakespeariano, filtrata attraverso il linguaggio del teatro di narrazione e della giullarata.
Liberamente ispirato all’opera di Shakespeare, Riccardo III. Il potere a pezzi mette in scena la progressiva discesa nella follia del potere assoluto, osservata dallo sguardo ironico e disincantato del giullare. Una figura che diventa coscienza critica e voce collettiva, capace di smascherare le dinamiche del dominio e le sue derive più oscure. Tra satira e poesia, lo spettacolo attraversa i temi universali dell’ambizione, della manipolazione e della perdita di umanità, restituendoli al pubblico con un linguaggio diretto, evocativo e profondamente contemporaneo.
Il progetto I Racconti di Sepillo da Ypsigro nasce dal desiderio di recuperare la tradizione delle giullarate medievali del XII e XIII secolo, reinterpretandole in chiave attuale. Sepillo, il cuntista, guida il pubblico in un universo narrativo in cui mito, storia e presente si intrecciano, mentre le musiche dal vivo – eseguite con strumenti antichi – amplificano la dimensione immersiva della scena. Elemento distintivo dello spettacolo è la scenografia essenziale, costruita attorno a un unico oggetto simbolico: una grande cassa di legno da cui prendono forma personaggi, ambienti e visioni. I costumi, ispirati all’estetica medievale con innesti contemporanei, contribuiscono a creare un immaginario sospeso nel tempo, in cui la comicità si alterna alla riflessione e l’invettiva alla poesia.
Dopo le tappe che hanno attraversato diversi territori tra Sicilia e Lazio, lo spettacolo continua il suo viaggio scenico confermando la forza di un teatro capace di parlare a pubblici diversi – adulti, giovani e contesti scolastici – mantenendo viva la sua funzione originaria: quella di rito collettivo, spazio di ascolto e consapevolezza, in cui la leggerezza del giullare apre alla profondità del pensiero.


