a Enna, all’iniziativa “Dalla parte della scuola” promossa dal Partito Democratico, abbiamo denunciato con chiarezza le responsabilità del Governo Meloni.
In Sicilia – e in particolare nelle aree interne come la provincia di Enna – le scuole fanno i conti con edifici insicuri, carenze strutturali e servizi insufficienti. Servirebbero investimenti massicci. Invece il Governo taglia quasi 570 milioni all’edilizia scolastica, impone un dimensionamento che sopprime autonomie, riduce cattedre e aumenta le classi pollaio. Non è efficienza: è un arretramento del diritto allo studio che penalizza soprattutto il Sud e accelera spopolamento e dispersione.
Il PNRR rappresentava un’occasione storica per modernizzare le scuole, rafforzare il tempo pieno, contrastare l’abbandono e costruire veri presìdi educativi nei piccoli comuni. Ma senza una visione politica chiara, le risorse rischiano di non produrre il cambiamento di cui abbiamo bisogno.
Alla Camera continuerò a battermi per fermare questa deriva e per difendere le comunità scolastiche delle aree interne.
Doverosi sono i ringraziamenti alla segretaria provinciale Katya Rapè per aver organizzato questa importante iniziativa; al presidente del Libero Consorzio Piero Capizzi per l’ospitalità; all’ On. Valentina Chinnici, vicepresidente della Commissione Istruzione all’ARS; a Cleo Li Calzi, presidente del PD Sicilia; all’On. Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Istruzione; ai dirigenti, professori, studenti e sindacalisti della scuola presenti.
A tutti loro grazie per l’impegno e il grande contributo dato alla riuscita dell’iniziativa.
La scuola pubblica non è un costo da ridurre, ma il fondamento del nostro futuro.
E noi continueremo a difenderla, senza ambiguità.
Pagina Facebook Stefania Marino


