Trump con il suo Board of Peace mina la stabilità di intere zone del mondo
Dichiarazione di Agostino Sella
Il ‘Board of Peace’ prospettato da Donald Trump, pur presentandosi sotto la bandiera del pragmatismo, nasconde un’insidia profonda per la stabilità globale e per la dignità dei popoli coinvolti dai conflitti. La pace non può essere il risultato di un accordo siglato in un ‘club elitario’ che agisce al di fuori o in sostituzione dei canali internazionali consolidati.
Scegliere di bypassare organizzazioni mondiali e istituzioni multilaterali significa mettere in discussione decenni di lavoro diplomatico, basato sulla condivisione e sul riconoscimento reciproco. Questa visione privatistica della pace mina la fiducia tra le nazioni e trasforma il destino delle persone in una mera merce di scambio geopolitico.
Come operatori che vivono ogni giorno sul campo, tra le ferite del Mediterraneo e le crisi dimenticate dell’Africa, non possiamo non esprimere una ferma preoccupazione: un piano che non mette al centro il rispetto dei territori e l’autodeterminazione dei popoli rischia di essere un castello di carta. Le vite umane non sono tessere di un puzzle da incastrare per soddisfare equilibri di potere, ma sono membra vive di comunità che chiedono dignità e diritti. Sostituire l’azione corale a favore dei popoli con decisioni prese dall’alto mette a repentaglio la vita di milioni di persone, riducendo la sofferenza a un dato statistico su un tavolo di negoziazione isolato dal mondo reale.


