La migrazione non è di serie B: l’impegno di Don Bosco 2000 per la migrazione circolare
Piazza Armerina (EN)
17 dicembre 2025
In occasione della Giornata Internazionale dei Migranti, che si celebra il 18 dicembre, l’Associazione Don Bosco 2000 richiama l’attenzione sull’urgenza di considerare la migrazione una priorità strategica nelle politiche nazionali e internazionali, centrale per lo sviluppo sostenibile, la coesione sociale e la tutela della dignità umana.
“La migrazione non può essere relegata a un tema di serie B – dichiara Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000 –. È una realtà strutturale del nostro tempo, segnata da conflitti, crisi climatiche e disuguaglianze, ma anche una grande opportunità se governata con visione e responsabilità”.
I dati confermano la portata del fenomeno: oltre 280 milioni di migranti nel mondo e più di 50.000 morti lungo le rotte migratorie dal 2014. Eppure i migranti rappresentano una risorsa fondamentale. Solo in Italia, nel 2023, hanno dichiarato 72,5 miliardi di euro di redditi, versato 10,1 miliardi di Irpef e contribuito in modo decisivo a settori chiave come agricoltura, costruzioni e servizi alla persona.
Don Bosco 2000, attiva in Sicilia e in Africa, ha recentemente sperimentato un nuovo modello: la cooperazione circolare, sintesi di due concetti – migrazione circolare e cooperazione allo sviluppo. Un processo che coniuga accoglienza, formazione e cooperazione internazionale, consentendo ai giovani migranti di acquisire competenze in Italia e di rientrare nei Paesi d’origine, in particolare Senegal, Gambia e Mali, come promotori di sviluppo locale, start-up e iniziative di microcredito.
“Accogliere significa investire nelle persone e nei territori – conclude Sella –. La migrazione, se accompagnata e governata, genera valore per i Paesi di origine e per quelli di accoglienza”. Ogni giorno l’associazione si impegna affinché i migranti, beneficiari di accoglienza nelle comunità MSNA, SAI e CAS, siano protagonisti attivi. Emblematico l’esempio di Aidone, dove i ragazzi, grazie al supporto delle insegnanti del CPIA, sono stati protagonisti di uno spettacolo ricco di emozioni, raccontando i loro Paesi di origine e le loro tradizioni. La cooperazione circolare è anche questo: scambio costante, condivisioni, dialogo e integrazione.
In conclusione, Sella ricorda come celebrare questa giornata sia necessario per promuovere un reale cambio di paradigma: “Il cambio di paradigma delle politiche migratorie è necessario per affrontare le sfide poste dalla rivoluzione demografica nei Paesi africani”.


