Cantanti per una notte
Domani e dopodomani, come da tradizione in piazza Sant’Agostino, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna de’Carusi, antica festa ennese dedicata ai piccoli minatori promossa dalla Confraternita Maria SS. delle Grazie – Enna – , si terrà uno dei più tradizionali appuntamenti musicali dell’estate ennese, sin dal 1983, il Festival Canoro dei Bambini, giunto alla sua 43* edizione.
Un momento molto particolare in cui piccole voci, per due sere, solcano il palco e si esibiscono interpretando canzoni del passato e di oggi con l’innocenza che appartiene loro. Non solo bambini, ma anche ragazzi e adolescenti, giovani talenti in erba , veri e propri artisti che, come é avvenuto anche nel passato, proprio da quel palco di Sant’Agostino possono prendere il volo .
Quello del Festival Canoro é un momento molto genuino, semplice, ma ricco della bellezza delle emozioni che i bambini provano e fanno provare: mesi di prove, organizzazione zelante dei promotori, cura e dedizione di chi prepara le giovani voci, ricerca di contributi e fondi da parte della congrega, che con amore e zelo ne cura ogni anno la realizzazione. Una grande macchina organizzativa sta dietro queste due serate in musica di inizio settembre che affronta ogni anno di tutto, purché il festival si faccia e i bambini possano cantare.
Un festival che non vuole classifiche , nè vincitori e vinti, perché tutti sono protagonisti e vincitori, per il solo fatto di mettersi in gioco, per il solo fatto di esserci e credere nella bellezza della musica e della loro semplicità.
Il festival della Madonna de’Carusi diventa, quindi, non solo spettacolo, ma anche occasione per tanti bambini di vincere le proprie paure, mettersi in gioco, conoscersi e farsi conoscere, fare amicizia dietro le quinte, coltivare il proprio talento e metterlo a disposizione della comunità, nel ricordo di quei poveri “Carusi” meno fortunati che vivevano di miseria e venivano sfruttati.
Quest’anno, inoltre, delle grandi novità aspettano le due serate, due format diversi e mai visti per rendere la serata ancora più bella e accattivante.
Anche quest’anno il mio invito: non diamo per scontato ciò che abbiamo, scendiamo in piazza e godiamoci , anche tra un trancio di pizza e un altro, qualche ora di musica e allegria, rendendo felici i bambini della nostra presenza e premiando la Confraternita e il comitato organizzatore che tanto si spendono perché questa tradizione non tramonti.
Vero, è un invito che faccio ogni anno, ma non posso non farlo, da ex- partecipante che sa cosa rappresenta per quei bambini di quell’età, ma soprattutto da ennese che non si perde mai nessuna delle due serate, che canta da sotto il palco, fa il tifo e applaude questi piccoli, grandi artisti.
Non mancate, perdereste davvero tanto con la vostra assenza.
Ps. Domani sera il palco lo solcherò pure io, con la mia nipotina, ma questa è un’altra storia.


