Sul confine più a nord del Val di Noto si trovano tre piccole borgate, vive testimonianze delle vicende storiche di quest’area del territorio ennese. Villadoro, Milletarì e Cacchiamo, piccoli nuclei di case alle pendici delle vette più alte dei Monti Erei, come Monte Altesina e Serra del Vento, borghi che, per la loro posizione strategica, rappresentarono e ancora rappresentano l’equidistante crocevia per chi deve raggiungere le Madonie e i Nebrodi. Luoghi che subiscono un costante spopolamento, mitigato da quelle piccole esperienze virtuose che raccontano la resistenza di chi vuol mantenere le proprie radici salde a questo angolo nascosto di mondo. Luoghi collegati tra loro da trazzere e che grazie a queste antiche strade si aprivano alle città più importanti di Sicilia. Trazzere su cui cammineremo per andare da un borgo all’altro, strade che sono il filo conduttore di storie antiche e attuali, dalle Case Museo di Milletarì a chi ha aperto una trattoria dove abitano 100 persone, dalla Villa Masseria Bongiorno al Geopark Center.
Un cammino che comincia a Milletarì, borgata degli inizi dell’Ottocento, con la visita delle case museo, e che proseguirà sulla “mulattiera di Cicerone”, l’antica via del grano di età greca e forse anche precedente, che permetteva di trasportare velocemente il grano da Enna verso Halaesa (oggi Tusa), di cui percorreremo chilometri suggestivi fino alla “tribunedda” dello Spirito Santo, simbolo dell’antico pellegrinaggio che univa le comunità nei secoli. Passeremo, poi, sotto la mole imponente di Serra del Vento, fino a giungere al borgo di Cacchiamo, frazione di Calascibetta. Qui conosceremo la storia di resilienza delle giovani sorelle Gulino e pranzeremo nella loro trattoria con prodotti del territorio. In seguito, scopriremo la storia della Villa Masseria Bongiorno, primo nucleo della borgata e antica dimora nobiliare e poi il Geopark Center, dove conoscere la straordinaria storia geologica della Sicilia. Da qui, percorrendo “la via dei jenchi”, antichissima via di transumanza che conduceva verso i Nebrodi, raggiungeremo Villadoro, il cui territorio faceva parte della Baronia di Regiovanni già nel XVI secolo e che prese però le forme attuali solo alla fine del XVII secolo, quando la famiglia D’Onofrio e Grimaldi donò parte del feudo ai contadini, che iniziarono a costruire un borgo con chiesa.
Qui parteciperemo ad un rituale di condivisione senza tempo, le “Tavolate di San Giuseppe”, ricche di pietanze preparate dalle famiglie del borgo. Un altro modo per conoscere questi luoghi, per addentrarsi nelle tradizioni e concludere così questo piccolo, straordinario viaggio.
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