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Per l’ultimo week-end del Palermo Non Scema Festival Sergio Vespertino si fa in tre

Riccardo Settembre 18, 2024 5 minuti letti

Per l’ultimo week-end del Palermo Non Scema Festival Sergio Vespertino si fa in tre

Prima della breve pausa che precede la stagione invernale, nei locali climatizzati del teatro di via XX Settembre da giovedì 19 a domenica 22 saranno proposti tre spettacoli con l’amato attore palermitano. Si inizia con “Pirandello. Questo, codesto e quello”, si prosegue venerdì e sabato
con “Sopra un palazzo” e si conclude domenica con “Ulisse racconta Ulisse”

Teatro Agricantus, via XX Settembre 82a – Palermo
giovedì 19 settembre 2024, h 21 “Pirandello. Questo, codesto e quello”
venerdì 20 e sabato 21 settembre 2024, h 21 “Sopra un palazzo”
domenica 22 settembre 2024, h 18 “Ulisse racconta Ulisse”

I PROSSIMI SPETTACOLI


https://agricantus.organizzatori.18tickets.it/

Si conclude questo fine settimana la XXVII edizione del “Palermo Non Scema Festival”, la stagione estiva del Teatro Agricantus. Nel week end saranno riproposti tre grandi successi con Sergio Vespertino protagonista. Si parte giovedì 19 settembre alle 21 con “Pirandello. Questo, codesto e quello” di cui Sergio Vespertino è autore insieme a Salvatore Ferlita. Accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo dal fisarmonicista Pierpaolo Petta, Vespertino darà vita agli straordinari incontri di Luigi Pirandello, quelli che il Premio Nobel di Agrigento si dice avesse con i fantasmi di personaggi mai nati, ma secondo una nuova e desueta prospettiva. Se un giorno, a recarsi dal grande scrittore, invece che sconosciuti fantasmi fossero i personaggi già noti delle sue novelle, delle commedie o dei romanzi? Quelli “famosi”, ormai di dominio pubblico, perché bene o male incontrati a scuola o nei teatri: se fossero, dunque, loro i questuanti?
Venuti fuori dalle pagine, sbucati dalle tavole di un palcoscenico, sospinti dal motore dell’insoddisfazione e stanchi della maschera finora indossata, adesso sono loro a chiedere all’autore conto e ragione, rinfacciandogli l’ignominia alla quale sono stati inchiodati, volendo a tutti i costi restituirgli la loro “croce”.
E mentre il clima si fa arroventato e la vertigine si impossessa di tutti quanti, personaggi e autore, i ruoli si ribaltano: è Pirandello stavolta a non poterne più, a volersi liberare dei legacci d’inchiostro e mentali che lo avvinghiano alle sue opere per mostrare, finalmente, il vero volto che gli appartiene, inusitato e sorprendente. Provando a immaginare, tracotanza delle tracotanze, una vita alternativa, uno spazio diverso, un altrove possibile non soltanto per le sue povere cavie, ma per se stesso. E quindi per tutti noi.
Venerdì 20 e sabato 21 settembre alle ore 21 Sergio Vespertino ripropone il fortunatissimo “Sopra un palazzo”, scritto a quattro mani con Marco Pomar, e accompagnato in scena dalle musiche dal vivo del fisarmonicista Pierpaolo Petta. “Sopra un palazzo” è anche l’incipit di una incantatoria litania, di una tiritera a tratti ossessiva cui dà concretezza la voce narrante, che appartiene a un tizio nevrotico, a dir poco esasperato. Se ne sta solo sul palcoscenico, anche se in compagnia di due sedie e una strana tendina (la scenografia dello spettacolo è di Carlo De Meo). Intanto parla, straparla, inanellando slogan televisivi, marche di strumenti tecnologici: pare che ce l’abbia col mondo intero (dalla politica alla tecnocrazia). Sulla scia del suo lucidissimo e scoppiettante delirio, il protagonista di “Sopra un palazzo” prefigura scenari possibili, invoca il ritorno allo stupore e alla meraviglia, esaspera, ingigantisce, enfatizza pose e aspetti, sino a lambire una comicità parossistica. Nel frattempo, sul palcoscenico, raccoglie pezzi sparsi: una lampadina, una bottiglia, schegge e brandelli. Li assembla: ma per farne cosa? Lo si saprà solo alla fine, quando le arguzie, le amenità, messe in moto da una verve irresistibile, si faranno da parte per cedere la scena alla poesia.
Domenica 22 settembre alle ore 18 la XXVII edizione del “Palermo Non Scema Festival” si conclude con “Ulisse racconta Ulisse”, testo scritto a quattro mani da Beatrice Monroy e lo stesso Vespertino, che narra le vicende di Ulisse arrivato alla corte dei Feaci, quando il grande viaggio e le grandi avventure sono ormai alle spalle. Adesso nel mondo incantato di Alcinoo dove l’ha accolto Nausicaa, ha un solo obiettivo: essere trasportato a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone.
Dunque, qui inizia il racconto di Vespertino che incarna in scena l’abilità e l’astuzia di Odisseo. Prima di tutto si presenta con il nome che lui pensa in quel momento sia l’unico a rappresentarlo: il mio nome è odio, dice per iniziare e cominciare a tessere le vicende di un guerriero ma soprattutto di un reduce costretto a compiere un lungo percorso per ritrovare Ulisse e non essere più Odisseo. Così, narra da reduce, tutte le guerre producono reduci, uomini che hanno vissuto l’inferno e che non sono più in grado di tornare indietro. A lui invece, ma non ai suoi compagni che moriranno tutti nel grande viaggio del ritorno durato dieci anni, è concessa questa opportunità. Lui può tornare a casa ma per tornare è necessario che si purifichi e prenda conoscenza del mondo, della madre terra, di tutti gli elementi di cui lui, guerriero, non solo non si è accorto ma verso i quali ha compiuto azioni violente. Così il passaggio essenziale è Circe, la maga. Lei, infatti, gli apre le porte dello sconosciuto e gli permette l’attraversamento tra profezie di Tiresia, Sirene, Ciclopi, venti di Eolo e così via. Alla fine del suo racconto, eccolo nel mondo dei Feaci a dire: il mio nome è Ulisse e va verso Itaca trasportato da una nave magica. Nell’ultima parte, Ulisse non ha più voce è solo un puntino all’orizzonte, una vela latina, mentre da Itaca, guardando il mare e il padre di nuovo fuggito, ci parla Telemaco che ha il compito di riportare il regno di Itaca alla normalità dopo la grande strage dei Proci. Adesso Ulisse è un senza nome, lì sulla barchetta è un uomo in cerca di altri mondi, è l’avventura e la ricerca dell’intera umanità.
Il teatro diretto da Vito Meccio, sostenuto dalla Regione Siciliana – Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo e dal Ministero dei Beni Culturali, si fermerà solo qualche giorno prima di ripartire giovedì 10 ottobre con la programmazione invernale.

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Riccardo

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