Scioglimento del Consorzio Ente Autodromo. La ex Provincia non ha avuto altra chance
Con la fuoriuscita del Comune di Enna sono venuti meno i presupposti legali per la proroga
La vicenda dello scioglimento del Consorzio Ente Autodromo di Enna ha inevitabilmente avuto un effetto dirompente nell’opinione pubblica e nel dibattito politico, intanto perchè inaspettato, e ancor di più perchè per il territorio ennese, e non solo, ha rappresentato una realtà sportiva che per trent’anni, con alti e bassi, si è fortemente accreditata nel mondo automobilistico facendo conoscere Pergusa anche a livello internazionale. Da sempre la ex Provincia oggi Libero Consorzio Comunale, in qualità di socio fondatore, ha creduto nella mission dell’Autodromo, non facendo mai mancare il suo appoggio politico ed economico. Cosa è quindi accaduto, cosa si è inceppato nel percorso che avrebbe dovuto condurre l’Assemblea dei soci, costituita dalla ex Provincia, dal Comune e dall’Aci, all’approvazione di un nuovo statuto o in assenza della sua proroga? Per dovere di cronaca, e soprattutto per dovere istituzionale nei confronti dei cittadini ennesi, i quali potranno trarre le dovute conclusioni, il Libero Consorzio Comunale di Enna con elementi e fonti riscontrabili agli atti, chiarisce i termini della vicenda attraverso la sequenza cronologica che ha portato poi all’atto finale della nomina del liquidatore a seguito della mancanza del numero legale nelle due ultime sedute dell’Assemblea dei Consorziati del 1 agosto 2024. “L’Assemblea lo scorso 22 luglio ha proposto di approvare la proroga di un anno della durata del Consorzio e l’impegno di costituire, entro settembre un tavolo tecnico finalizzato alla revisione dello Statuto. Ciascun consorziato ha così interessato i propri organi deliberativi. Si sono espressi favorevolmente il Libero Consorzio senza alcuna condizione e l’Aci, quest’ultima a condizione del parere unanime di tutti e tre gli enti. Solo il Comune non ha accolto la proposta dell’Assemblea Consortile respinta con delibera consiliare n. 51 del 30.07.2024. Accade così che il notaio incaricato di redigere l’atto di proroga, già fissato per il 31 luglio, avendo appreso della bocciatura da parte del Consiglio comunale, ha comunicato che sono venuti meno i presupposti per poter procedere alla stipula dell’atto in quanto mancava il consenso unanime di tutti e tre gli enti. L’Assemblea che è tornata a riunirsi nel pomeriggio del 31 agosto, assente il Comune di Enna, ha così preso atto della decisione del Consiglio comunale e dei contenuti della corrispondenza intrattenuta con il notaio, nella quale si ribadiva l’impossibilità di procedere alla proroga. L’Assemblea, inoltre, ha registrato la dichiarazione resa dal Presidente dell’Aci con la quale ha ribadito di non essere autorizzato a un qualche pronunciamento sulla proroga, nell’assemblea consortile in corso, essendo stato autorizzato a procedervi, dal proprio Consiglio Direttivo, solo nel caso in cui tutti e tre i consorziati avessero favorevolmente deliberato, condizione non soddisfatta dalla decisione del Comune di Enna. L’Assemblea riunitasi l’indomani, 1 agosto per assumere le determinazioni consequenziali a quanto avvenuto e registrato non ha potuto deliberare, né in prima né in seconda convocazione, per mancanza del numero legale. In prima convocazione, ore 10,00 era presente l’ACI, e assenti il LCC e il Comune ; in seconda convocazione, ore 11,00 presente il LCC e assenti ACI e Comune . Il giorno successivo il Consiglio di amministrazione dell’Autodromo, acquisito il parere legale di un avvocato del foro di Catania, ha ritenuto di procedere alla nomina del liquidatore del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa, e provveduto a nominarlo nella persona della dottoressa Mariangela Corbo”. Nel verbale sottoscritto dal Libero Consorzio e dall’Aci i due consorziati, avendo accertato l’impossibilità di modificare in due o addirittura unilateralmente il termine di scadenza, hanno riconosciuto “di dovere obbligatoriamente agire se pur con rammarico nella consapevolezza che il Consorzio Ente autodromo ha rappresentato un’importante risorsa per il territorio, auspicando che ci sia spazio in futuro per una rilettura del contesto e per nuove scelte”.


