Conferenza
L’Archivio dei Papi Passato e presente
In una gremita Sala Cerere, il13 Aprile alle 17:00 si è svolta la Conferenza “L’Archivio dei Papi, passato e presente”, tenuta da Mons. Pagano, Vescovo titolare di Celene e Prefetto dell’ex archivio segreto dei Papi. Erano presenti autorità civili e militari, l’Ispettore Gaetano Menzo e il Comandante della Stazione dei Carabinieri Luogotenente Maurizio Scibona, le autorità religiose e le confraternite, il Vicario Foraneo Don Giuseppe Fausciana, l’Assistente spirituale della Diocesi di Piazza Armerina Don Alessio Aira, Don Salvatore Rindone, i membri del Consiglio dell’Azione Cattolica e del MLAC diocesano, Dirigenti Scolastici della provincia di Enna, i docenti e gli alunni del Liceo Classico dell’IIS “N. Colajanni”. Erano presenti le Associazioni che hanno collaborato per la realizzazione della conferenza: l’Azione Cattolica e il Mlac di Enna, la Società Dante Alighieri di Enna rappresentata dal Dott. Tony La Rocca in vece del Presidente Prof. Pietro Colletta, la Casa d’Europa di Enna e la sua Presidente Prof.ssa Cettina Rosso, la Biblioteca Hennaion con il responsabile Prof. Mario Messina. Ha introdotto e presentato l’evento la Prof. Tiziana Buono, Presidente dell’Azione Cattolica della Parrocchia San Giovanni Battista di Enna e Segretaria diocesana del MLAC. Sono seguiti i saluti del Sindaco di Enna, l’Avv. Maurizio Di Pietro, che ha concesso il patrocinio del Comune di Enna e ha messo a disposizione la prestigiosa Sala Cerere. Il Prof. Giovanni Castaldo, già Officiale dell’ex Archivio Segreto Vaticano e docente di Archivistica nella Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica, ha introdotto l’intervento di Sua Eccellenza Mons. Pagano. È stato un privilegio potere ascoltare la testimonianza diretta di chi si è occupato da circa mezzo secolo della storia di uno degli archivi più importanti e prestigiosi del mondo. Mons. Pagano si può definire come “il Custode della storia dei Segreti vaticani” come testimone oculare. Prefetto dell’ex Archivio Segreto Vaticano dal 1997, Barnabita, Accademico dei Lincei e uomo di lunga esperienza, con oltre cinquant’anni di servizio nell’Archivio, è una vera enciclopedia vivente della storia di questa istituzione, definita “la centrale dell’intelligence d’Europa”. Autore di opere di grande successo editoriale come “Secretum”, frutto di un’intervista con Massimo Franco, che è un itinerario nel passato da Galileo a Papa Pacelli e “I documenti vaticani del processo di Galileo Galilei”, in cui viene descritto come Galileo Galilei sottoscrive il verbale di interrogatorio il 12 Aprile 1633, all’età di settant’anni. In quel verbale di 4 secoli fa, si legge “Io Galilei, ho deposto come di sopra” una sottoscrizione autografa, in cui pare che l’animo sia tradito da una scrittura un poco tremolante. Proprio in quegli anni nel 1612 Papa Paolo V decise di creare l’Archivio Segreto Vaticano.
“Secretum” significa separato, privato, non accessibile a tutti, l’archivio riservato solo al Papa e ai suoi incaricati. Come si usava per i Sovrani, si trattava dell’Archivio privato del Pontefice; Archivio privato: in latino Secretum. Fu voluto da Papa Paolo V nel 1612 con l’intento di riunire in un unico ambiente tutti i documenti allora dislocati in diversi siti (biblioteca vaticana, archivio della camera apostolica, Castel Sant’Angelo). Il Papa ne detiene il governo ed esercita la suprema ed esclusiva giurisdizione, per mezzo del Cardinale archivista. Al Prefetto invece è affidata la direzione esecutiva dell’archivio, che contiene oltre 600 fondi conservati, 1200 anni di storia tra l’VIII e il XX sec., per un’estensione di 85 Km di scaffalature. Nel ‘900 sono confluiti documenti di vari dicasteri della curia romana e si sono accresciuti gli spazi, inaugurati da Giovanni Paolo II nel 1980. Sono passati 4 secoli dalla fondazione e Papa Francesco nel 2019 ha sostituito nella denominazione dell’ente quell’aggettivo ormai privo del suo significato originale per l’opinione pubblica mondiale. L’Archivio Segreto Vaticano è così divenuto l’Archivio Apostolico Vaticano. La storia dell’archivio è la storia del governo centrale della Chiesa di Roma e perciò la storia del mondo, dove governo temporale e spirituale si fondono. È una testimonianza della chiesa di rinnovarsi nei secoli su problemi teologici ed ecclesiali delle assemblee conciliari. Attualmente sono stati aperti fino ai fondi di Pio XII, quindi dall’VIII secolo al 1958.
È stata un’occasione unica per immergersi nelle profondità della storia papale e scoprire i segreti custoditi in quest’archivio straordinario con Mons. Pagano, testimone privilegiato della ricchezza e della complessità dell’Archivio dei Papi, sotto la sua guida, l’archivio si è fatto sempre meno deposito e sempre più ricerca, per un atto di fiducia nella conoscenza storica, diceva Tucidide “la storia è un possesso per sempre”, perché ci aiuta a conoscere il passato per comprendere meglio il presente, e per non rifare gli stessi errori nel ripetersi degli eventi storici, che Polibio definiva “anaciclosi” e Giambattista Vico “Corsi e ricorsi storici” e l’archivio Vaticano è uno dei centri di ricerche storiche più importanti del mondo, uno scrigno di tesori incomparabili: milioni di carte, preziosi manoscritti, pergamene e documenti custoditi e messi a disposizione degli studiosi di ogni nazionalità, senza distinzione di fede religiosa.
Dopo la conferenza di Mons. Pagano, è stato proiettato un video di 10 minuti sull’Archivio dei Papi, realizzato dall’archivio e dal centro televisivo vaticano nel 2015. Nel video la voce narrante di Giancarlo Giannini ha descritto l’Archivio segreto del Vaticano contenente 12 secoli di storia, conclavi, eresie, Papi, imperatori, crociate, scomuniche, lettere cifrate, manoscritti e codici provenienti da 5 continenti, 650 fondi archivistici, 30 mila pergamene, 85 Km di scaffali, milioni di documenti. Il ruolo dell’archivista è quello di stabilire un ponte tra il passato, ridandogli vita, e un futuro che deve essere progettato. L’ Archivista dell’archivio segreto Vaticano Luca Carboni dice nel video: “Siamo quel che ricordiamo, passato e presente si fondono in una sintesi dinamica grazie alla competenza, pazienza e cultura degli studiosi”.
Al termine del video è seguito un breve dibattito.La conoscenza della storia passata, tramandataci dalla descrizione di testimoni oculari, diventa per noi possesso per sempre di cultura. Diceva Cicerone che la parola cultura deriva dal verbo latino “Colo” che significa coltivare, per ottenere buoni frutti, togliendo il terreno dallo stato brado e incolto, da cui deriva il termine “incivile” riferito a chi non è colto e non ha cultura. Ecco perché bisogna promuovere formazione e cultura mediante attività che contribuiscano alla crescita personale, comunitaria e sociale. Biblioteche e archivi sono centri propulsori di cultura, che devono irradiare formazione e devono spingere alla curiosità di conoscere la storia per quella che è, oltre le apparenze, perché le carte del passato non mentono mai. Tutti noi dobbiamo avere come obiettivo quello di incentivare ed incoraggiare le nuove generazioni ad attingere a questi tesori di storia e cultura per uscire dallo stato di ferinità, inciviltà e barbarie che sta purtroppo fagocitando il mondo, questo deve essere il nostro imperativo categorico.
La città di Enna è grata a mons. Pagano, non soltanto per averci onorato della sua presenza incantando l’uditorio con acume e intelligenza ma anche per il prezioso dono fatto qualche anno fa alla nostra comunità riguardante la riproduzione del diploma di Federico II imperatore (segnalato dal dott. Giovanni Castaldo), datato a Enna (Datum apud Castrum Iohannis), il 14 agosto 1233, accessibile presso la Torre di Federico.
Il documento pergamenaceo (mm. 279×241) in originale è conservato nell’Archivio Apostolico Vaticano, reca il sigillo d’oro appeso a fili di seta color giallo-senape, con nodo in uscita dal sigillo stesso.
«L’imperatore assicura il papa Gregorio IX circa la personale volontà e quella di suo figlio Enrico, re dei Romani, di voler mantenere fede alla composizione operata da alcuni cardinali fra l’imperatore stesso e talune città lombarde in lotta con lui».


