LE SETTE SORELLE
di Enrico Mattei
Ci sono voluti soltanto sessant’anni da quel giorno, 27 marzo 1962 quando Mattei visitò Enna, il giorno del famoso incidente aereo che ne causò la morte.
Nella sala del consiglio comunale, rispondendo al saluto del Sindaco Giovanni Rosso, accennò ai suoi programmi sottolineando la grande difficoltà con la quale venivano valutati dalle cosiddette “sette sorelle”.
Questa locuzione sette sorelle, era stata dallo stesso Mattei coniata e riguardava il comportamento, in assoluto regime di monopolio, del cartello creato da sette società petrolifere per gestire nel mondo l’affaire petrolio.
Le sette sorelle erano: la Chevron Corporation, la Texaco, la Gulf Oil Corporation, l’Anglo Iranian Company, la Socal e la Gulf..
L’irruzione dell’AGIP di Mattei nel mercato petrolifero, con offerte migliori e con un diverso rapporto con gli amministratori e le popolazioni locali, turbò l’umore delle sette sorelle che, servendosi della mafia locale, furono le vere mandanti del disastro aereo nel quale, assieme a Mattei, persero la vita anche il giornalista americano Mc Hale ed il pilota.
Il cosiddetto piano Mattei, che oggi viene ricordato, prevedeva la massima occupazione del personale locale non specializzato ed investimenti particolari nelle zone ove si trovavano i pozzi petroliferi.
Un vero e proprio direttorio» in capo all’esecutivo, aperto anche al non profit e alla società civile, per gestire questo nuovo partenariato tra Italia e stati africani.
Una cabina di regia che, tra i tanti compiti, avrebbe avuto anche quello di promuovere l’accesso alle risorse messe in campo dall’Ue e dalle organizzazioni internazionali: incluse le istituzioni finanziarie e le banche multilaterali di sviluppo.
Questo era il programma di Enrico Mattei quando la situazione dei paesi africani era ben diversa da quella attuale.
Parlare oggi di utilizzare il piano Mattei è semplicemente ridicolo da una parte mentre, dall’altra, conferma la grande intuizione di Mattei di settanta anni fa.


