Che fine hanno fatto le province? Il governo Crocetta, con la complicita’ dei pentastellati, cancello’ l’ente provincia, con un colpo di spugna, senza rendersi conto del grave danno che avrebbe causato alla Sicilia e ai siciliani. Il governo nazionale di allora, per non essere di meno, promulgo’ la legge Delrio, penalizzando i territori anche nel resto d’Italia. La speranza per noi siciliani, di ritornare alle urne per le province, era rappresentata dall’altra grande delusione sicula… i diventeremo bellissimi. Altro flop, ma non per loro… sono sempre seduti su bellissime poltrone altroche’. E infine arriviamo all’odierno governo Schifani. Solida maggioranza che ha lo stesso colore della maggioranza che governa l’Italia. Allora e’ cosa fatta, si pensava. In campagna elettorale, si prometteva il ritorno alle province, con la possibilita’ di dotarle di nuove competenze, per potersi occupare non solo di strade e di scuole ma anche di una promozione e tutela del territorio. A distanza di un anno nulla di fatto. Anzi si parla con insistenza che saranno rimandate a chissa’ quale data. Qualcuno fa finta di spingere il disegno di legge fermo all’ars e qualcun altro se ne frega sfacciatamente. Per prendere tempo, e farlo perdere a noi siciliani, sostengono, in tanti, che l’ eventuale legge elettorale siciliana, verrebbe impugnata da Roma. Niente di piu’ falso. Per impugnare la legge il ministro competente, nella fattispecie Calderoli, che in diversi incontri ha dichiarato al centrodestra siciliano che mai l’avrebbe fatto, dovrebbe proporre al consiglio dei ministri l’impugnazione confrontandosi, anche, con la corte costituzionale. Il tutto ci sembra alquanto complicato e difficile da realizzare. Allora? Nulla di fatto. Il presidente Schifani in una riunione di qualche giorno fa, ha detto che se fallira’, chiedera’ scusa ai siciliani. Con tutto il rispetto caro presidente, non sappiamo cosa farcene delle sue eventuali scuse. Nei prossimi 4 anni con un ente provincia funzionante potremmo fare arrivare al nostro territorio tantissimi milioni di euro, anche con il PNRR, che potrebbero rappresentare per noi quell’ ossigeno che ci serve, per evitare di soccombere totalmente. Qualche giorno fa anche il presidente della Repubblica e’ intervenuto con un suo intervento, durante l’ incontro tenutosi dall’ unione delle province italiane, dicendo chiaramente che e’ stato un grandissimo errore toglierle e che bisogna rimetterle il prima possibile. Anche la sua speranza viene cestinata, come se fosse stata espressa dall’ultimo cittadino di questa martoriata Italia. Si diceva anche che si sarebbe andati al voto insieme alle europee, cosi FdI sarebbe stata contenta dell’eventuale trascinamento nazionale sulle provinciali…..gia’ immagino. Da Roma dopo le false promesse sul blocco navale e il caro benzina, dicono che non sono interessati. Ai grandi politici possiamo dire solo una cosa, che continuando cosi’ per le europee di giugno, si registrera’ la piu’ bassa percentuale di votanti della storia italiana di sempre. Non ci resta che sperare, anche se siamo sempre convinti che “cu di speranza campa, disperatu mori”. Gaetano Di Maggio


