INTERROGAZIONE
(risposta orale)
TITOLO
Notizie in merito allo stato di gestione e manutenzione del lago di Pergusa
e della sua Riserva Naturale Speciale
DESTINATARIO
Presidente della Regione Siciliana; Assessore regionale del territorio e dell’ambiente
TESTO
Premesso che:
il Lago di Pergusa è una Riserva Naturale Speciale, istituita con Legge regionale n. 71 del 1995 al fine di
“salvaguardare il bacino pergusino e le relative presenze florofaunistiche, entro i confini previsti dal
Piano regionale dei Parchi e delle Riserve” ed affidata alla Provincia Regionale di Enna;
l’importanza naturalistica della Riserva è stata confermata dall’individuazione come Zona di Protezione
Speciale (ZPS) e Sito di Importanza Comunitaria (SIC: ITA060002), ai sensi delle Direttive CEE 79/409
e 92/43, oggi Zona Speciale di Conservazione (ZSC);
il lago e la sua riserva fanno parte integrante del “Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark”,
appartenente alle reti internazionali EGN e GGN sotto l’egida dell’UNESCO e può considerarsi un unicum
nel suo genere in quanto è privo di emissari ed immissari e riceve l’acqua esclusivamente dal contributo
atmosferico sia superficiale che attraverso la falda; il lago è inoltre caratterizzato da ampie oscillazioni
di livello, legate al regime pluviometrico ed all’evaporazione soprattutto estiva è anche noto per il “RED
WATER” (l’arrossamento delle acque) che si manifesta, in determinate condizioni, per la presenza di
solfobatteri fotosintetici anaerobi, tale peculiarità rende il biotopo di estrema rilevanza naturalistica
tanto da essere indicato già nella “carta dei biotopi d’Italia” redatta nel 1971 a cura del CNR;
il bacino conserva tuttora molte delle caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche di un ambiente
ricco sia in biodiversità come nei suoi elementi mitologici e culturali e rappresenta altresì un’area
nevralgica nella corrente migratoria di molte specie ornitiche, in quanto è situato lungo una delle
principali rotte migratorie della regione paleartica occidentale;
rilevato che:
da recenti notizia di stampa emerge un quadro desolante sullo stato di salute del lago e della riserva con
il conseguente rischio di desertificazione dello stesso e di perdita definitiva dell’unica riserva naturale
di cui possono godere gli ennesi;
da notizie apprese da Legambiente Enna, in questi giorni la situazione del lago di Pergusa appare
estremamente critica: le acque, il cui tenore di salinità e le cui condizioni chimico-fisiche generali non
vengono più controllate per il mancato finanziamento del monitoraggio ambientale da parte dell’Ente
Gestore Libero Consorzio Comunale di Enna, si sono visibilmente ritirate e si presentano come un
sottilissimo velo liquido concentrato nella parte centrale del bacino; gravi le condizioni per la fauna e la
flora con un probabile innalzamento della salinità delle acque e con la sparizione di molte delle specie
di anatidi e ralliformi normalmente presenti;
2
la condizione complessiva del lago non può semplicemente essere imputata alle condizioni
meteoclimatiche odierne in quanto nell’ultima annualità le piogge cadute in area pergusina sono
addirittura leggermente superiori a quelle delle medie annuali e, nonostante il prolungarsi di serie di
giorni con temperature ben più alte della media stagionale, il fenomeno di impoverimento del bacino
appare già consolidatosi nei mesi dell’inverno 2022/23 tant’è che il Libero Consorzio di Enna, pressato
dalle richieste delle associazioni ambientaliste, convocò proprio durante i mesi invernali (24 novembre
2022) un Tavolo tecnico al quale hanno partecipato l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente,
l’Autorità di Bacino Distretto Idrografico Sicilia, Enel Green Power Italia, il Comune di Enna, la società
Acquaenna SCPA, il Genio Civile di Enna, il Distaccamento Forestale di Enna Bassa, Legambiente di Enna,
WWF Sicilia Centrale;
durante la prima e unica riunione (il tavolo doveva avere un carattere permanente ma da allora non è
stato più convocato) sono emerse alcune criticità dirimenti per la sopravvivenza del lago:
a) la pulizia e il mantenimento in efficienza dei canali di adduzione delle acque pluviali al lago il cui
bacino superficiale afferente di circa 12 KMQ proviene da una parte dal sistema fognante del
villaggio, sistema ancora misto grigio/nero, verso il depuratore extra bacino di contrada Acqua
Città. Se questi canali non vengono sottoposti a regolare ed annuale mano d’opera a causa del
loro profilo in molti tratti sub-orizzontale finiscono per intasarsi e non condurre più alcun
apporto al lago stesso. Se è vero che, comunque, una quota parte delle acque ristagnanti a monte
finiscono per ricaricare la falda generatrice del lago è anche vero che le pozze che così si creano
in corrispondenza delle principali precipitazioni sono estremamente più soggette all’
evaporazione con la conseguente perdita di gran parte dell’apporto possibile al lago;
b) il sistema fognario necessita di un totale ripensamento con la divisione in acque nere ed acque
grigie, con la collettazione delle nere verso il depuratore ed il recupero, mediante laminazione e
fitodepurazione delle grigie verso il lago;
c) i due maggiori canaloni (piano dei Mondelli e Vallone Amaradio), necessitano della creazione di
sistemi di decantazione per evitare l’accumulo di detriti solidi nelle parti sub-orizzontali in
galleria, in particolare il Canalone di piano del Mondelli percorre in galleria oltre cento metri
prima di sboccare nel frammiteto che circonda il lago. Oggi lo stesso canalone appare quasi del
tutto intasato;
d) i pozzi presenti attorno il bacino, tutti obbligatoriamente sigillati, dovrebbero essere sottoposti
a continuo controllo onde evitare il fenomeno di depressione della falda acquifera che fu alla
base della crisi di depauperamento del livello durante gli anni ’90 dello scorso secolo, tale azione
è di pertinenza dell’Autorità di Bacino alla quale è demandata la funzione di Polizia Idraulica;
e) i lago di Pergusa, proprio a risoluzione della crisi idrica degli anni’90 dello scorso secolo, venne
dotato di un sistema di ricarica con acque extra bacino, attraverso un bypass allacciato alla
condotta acquedottistica Ancipa 2 con una saracinesca posta in Contrada Parasporino e una
condotta dalle caratteristiche idropotabili ad alta pressione che giunge sino all’altezza del
Villaggio GESCAL di Pergusa dove si getta nel canale sfioratore del lago e, quindi, nella prima
vasca di decantazione dell’antico sistema di idrovora presente nel lago;
f) questa condotta, realizzata con fondi dell’ex Provincia Regionale di Enna, venne affidata
all’allora esistente ASEN, Azienda Speciale del Comune di Enna, poi chiusa in seguito alla
creazione dell’ATI Idrico. Stranamente, nel passaggio dei beni dall’uno all’altro ente, non venne
ratificato il passaggio della suddetta condotta. Pertanto, necessitando il lago di un ulteriore
apporto “di soccorso” la condotta ad oggi non potrebbe essere utilizzata a causa di una vacatio
burocratica che ne impedirebbe finanche il controllo tecnico di tenuta. Va, quindi, celermente
effettuato il recupero della condotta che va intestata ad uno degli enti competenti ed affidata in
gestione al gestore del sistema acquedottistico provinciale così da giungere in tempi celerissimi
alla constatazione dello stato di funzionamento della stessa condotta e, in modo altrettanto
celere, alla ricarica del battente idrico mediante l’uso di contingenti di acqua provenienti dalla
Diga Ancipa;
g) la ricarica del lago va imputata alla Regione Siciliana che, nonostante la cronica disattenzione
verso lo stato del biotopo pergusino, è proprietaria del demanio idrico in cui ricade il lago stesso
così come è la prima proprietaria delle acque invasate all’Ancipa e poi utilizzate dall’ENEL ai fini
di produzione di energia elettrica e da Siciliacque per i fini idropotabili;
3
tenuto conto che:
un altro importante problema, oltre a quelli tecnici sopra menzionati, riguarda la governance del lago e
dell’intera area protetta in quanto la stessa è stata affidata all’ex provincia regionale mediante legge e
non con un apposito decreto istitutivo e conseguente atto di affidamento in convenzione; ciò ha fatto sì
che la Riserva non sia dotata di alcun personale, non abbia un Direttore e la sua gestione non viene
sottoposta ad alcun sistema di controllo ed ad eventuale rescissione della convenzione, insomma una
concessione “sine die”;
l’affidamento ha visto prima un periodo senza alcun regolamento d’usi e divieti, seguito da una
regolamentazione che prevedeva la dismissione entro il 2003 dell’impianto motoristico ed infine un
regolamento, tuttora vigente, anche in chiara infrazione delle Direttive Europee, che prevede una
“convivenza” basata su pesantissime deroghe finalizzate all’utilizzo dell’autodromo;
considerato che:
sussiste pure la questione dell’ex circolo nautico, il quale, mediante un Accordo di programma quadro
tra la Regione Siciliana (Giunta Lombardo) e la Provincia Regionale di Enna venne finanziato per un suo
restauro ed una rifunzionalizzazione ai fini museali e di accoglienza dei visitatori. Il progetto venne
portato alla cantierabilità e affidato mediante appalto ad una ditta per una somma complessiva di
circa 1.300.000 euro. Nel frattempo intervenne la dismissione delle province e uno dei commissari
nominati preferì rinunciare all’opera restituendo le somme ed affrontando il contenzioso con la ditta.
Oggi il circolo nautico e la sua dotazione di antichi legni di navigazione è a rischio crollo e rappresenta
uno dei nodi da sciogliere nella gestione complessiva dell’area;
la convivenza della riserva con l’impianto motoristico e la vicenda del recupero del vecchio circolo
nautico rappresentano ulteriori nodi da sciogliere per garantire una corretta fruibilità turistica e
preservazione della riserva, nonché un consapevole utilizzo dell’autodromo e delle altre strutture che
possano avere una ricaduta in termini turistici;
per sapere:
se è a conoscenza di quanto sopra esposto e con quali concrete iniziative si intende porre rimedio alle
criticità evidenziate che, in assenza di un immediato intervento, rischiano di portare alla scomparsa
definitiva del lago e di conseguenza alla perdita di un importante volano di sviluppo per la città di Enna
e per tutto il territorio provinciale;
quali sono gli intendimenti del Governo regionale in merito alla governance della riserva e alla gestione
del lago e quali azioni si stanno mettendo in campo per il rilancio dell’area in modo tale da garantire la
conservazione della riserva, del lago e di tutte le attività ad esso connesse.
FIRMATARI
On. Sebastiano VENEZIA
On. Michele CATANZARO
On. Giovanni BURTONE
On. Valentina CHINNICI
On. Antonello CRACOLICI
On. Emanuele DIPASQUALE
On. Mario GIAMBONA
On. Calogero LEANZA
On. Dario SAFINA
On. Ersilia SAVERINO
On. Tiziano SPADA


