“Se davvero la Regione ha cambiato passo, si vedrà dai Consorzi di Bonifica. Enti indispensabili per lo sviluppo della migliore agricoltura nell’isola, ma condannati sinora all’incertezza. E con lacune di organico così evidenti da rendere ormai improrogabile l’avvio del turn-over per tutti i 900 stagionali su cui si fondano le strutture consortili”.
Ad affermarlo è Enzo Savarino, segretario regionale della filbi uil sicilia che ieri ha presieduto l’Esecutivo regionale della Federazione italiana lavoratori di Bonifica e Irrigazione.
Il documento approvato al termine dell’assemblea, l’organizzazione sollecita “una legge regionale di riforma, che dia finalmente riferimenti sicuri al mondo della Bonifica, e una definizione del processo di stabilizzazione previsto nelle ultime leggi di Bilancio”. “Non è più possibile – afferma il segretario confinare il personale avventizio a un precariato infinito che, fra l’altro, impoverisce le strutture in cui prestano la propria attività da anni. Al contrario noi rivendichiamo una piena valorizzazione del patrimonio umano degli enti. Per questo, crediamo necessario anche un piano di riqualificazione del personale che interessa molti lavoratori a tempo indeterminato dei Consorzi”.
L’organizzazione sindacale chiede all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino che sia “attivato al più presto il tavolo di confronto per affrontare i problemi del settore” e ricorda “le drammatiche attese per l’erogazione dei contributi regionali agli enti consortili”. “Così – afferma l’Esecutivo – si riducono le capacità operative dei Consorzi, rendendo difficoltosa la programmazione delle attività, e si mette costantemente a rischio il regolare pagamento degli stipendi, com’è avvenuto anche nel recente passato quando lavoratrici e lavoratori in alcuni territori hanno accumulato arretrati sino a nove mesi”.
La Filbi, infine, denuncia “le minacce al corretto inquadramento dei dipendenti, prodotte da una disposizione del Dipartimento dell’Agricoltura secondo cui vanno revocate le delibere di promozione con effetti retroattivi e recuperate le somme illegittimamente corrisposte”. “Sembra strano – aggiunge il sindacato – come vengano disattese per motivi infondati le indicazioni della Cabina di regia che, per evitare un aggravio di spese alla Regione, raccomandavano la definizione transattiva dei contenziosi giudiziali e stragiudiziali in corso con i dipendenti da un lato, oltre al reinquadramento del personale avente titolo alla riqualificazione”.
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