“Perché la guerra?” Chiese il genio di Albert Einstein in una lettera a Sigmund Freud. La risposta di quest’ultimo fu, nella sua complessità, la chiave per capire l’ingegno diabolico umano. Dopo una serie di riflessioni vertenti la relazione tra interessi, forza e diritto, il neurologo e psicoanalista giunse ad una conclusione: “Vediamo dunque che anche all’interno di una collettività non può venire evitata la risoluzione violenta dei conflitti”.
Ovvio, all’epoca di Freud ed Einstein si stavano sviluppando le correnti scivionistiche che tanto avrebbero segnato l’Europa e che portarono a due conflitti mondiali.
Dopo trent’anni di pace in Europa mai nessuno avrebbe pensato di dover fronteggiare una nuova minaccia sul continente Europeo. È per questa ragione che ieri si è svolto un sit-in alla Torre di Federico per protestare contro la guerra. Esercitando la libertà costituzionale di riunione (ormai negata parzialmente nel regime di Putin), le maggiori personalità comunali hanno espresso un pensiero sul conflitto. In particolare si è espresso pubblicamente il Sindaco Maurizio Di Pietro, il quale ha affermato: ” È un momento difficile. Questo è un attacco ai nostri valori. Oggi più che mai sogno un’Europa unita. Non a caso abbiamo fissato il nostro appuntamento qui, alla Torre. Questo è un monumento simbolico, perché il sogno di Federico II era quello di un’Europa unita. Ricordiamoci, però, che la guerra si combatte sempre e che non esistono conflitti di Serie A o di Serie B”. Ad accompagnare le dichiarazioni del Sindaco, anche quelle del Presidente del Consiglio Paolo Gargaglione: “Non faremo mancare il nostro sostegno”. A tal proposito è iniziata la raccolta dei beni di prima necessità (compresi anche capi di abbigliamento) e, nei prossimi giorni, la ricerca di famiglie in grado di garantire un rifugio agli orfani ucraini, a madri con figli; lanciato anche in appello a proprietari di immobili sfitti da poter destinare temporaneamente agli sfollati del conflitto.
Ad arricchire il contenuto dell’evento anche una dichiarazione di una cittadina ennese di origini ucraine, la quale vive nella nostra comunità da anni. “Sono molto felice di questa risposta da parte della città. Ho condiviso questa manifestazione mostrandola ai miei parenti. Sono tutti contenti della solidarietà degli altri popoli” ha dichiarato visibilmente commossa. Inoltre ha aggiunto, sostenuta da un vigoroso applauso dei presenti: “I nostri là (sul fronte) non piangono. Ieri avevo amici che parlavano di grandi progetti ed oggi sono stati travolti. Noi non abbiamo paura. Mio fratello è andato in guerra, ha detto a mio papà di non avere paura perché vuole proteggere il Paese”.
Presenti moltissimi adolescenti e giovani, arrivati in modo indipendente o insieme a scuole o scout. I più piccoli hanno espresso un pensiero, una breve missiva diretta a Putin, nella quale si richiede pace e prosperità.
A rappresentare la grande fetta di ragazzi vi era il giovanissimo consigliere Marco Greco, il quale si è detto felice di vedere una simile unità politica. Nella sua dichiarazione ha lasciato aperto un’interessante spiraglio per altre attività di questo genere, magari a scopo informativo “Perché la guerra in Ucraina si combatte dal 2014 e noi l’abbiamo scoperta solo oggi”.
Matteo Russo.


