La Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, assieme alla Federazione della Fai, il sindacato che
rappresenta i lavoratori nell’agricoltura e all’ANOLF di Enna, Associazione degli immigrati di varie
etnie, tornano a riaccendere i riflettori sulla questione caporalato e sulle condizioni di degrado in
cui versano centinaia di lavoratori impiegati in agricoltura, principalmente migranti, vittime di
caporali e assoggettati a logiche di produzione disumane.
La morte di un lavoratore extracomunitario, giunto cadavere al pronto soccorso di Enna, nei giorni
scorsi ha portato alla luce una storia di lavoro nero e caporalato. Erano infatti in cinque a lavorare, 9
ore al giorno e per 5 euro all’ora senza alcun contratto, e nessun dispositivo di sicurezza. E ciò
riporta alla mente, dichiarano i Segretari della Cisl, la barbara morte del giovane lavoratore
pakistano avvenuta a San Cataldo lo scorso giugno, così come le tante vittime di questa orrenda
pratica.
Siamo convinti, dichiarano i Segretari della Cisl, della Fai e dell’Anolf, che la legge 199 del 2016,
da noi fortemente voluta e sostenuta, sta funzionando sul piano del contrasto penale allo
sfruttamento e all’intermediazione illecita di lavoratori, ma resta ancora molto da fare nella parte
che riguarda la prevenzione e la promozione di una sana cultura d’impresa e del lavoro di qualità.
Gli eventi, infatti, non fanno altro che rilevare il permanere di condizioni drammatiche e degradanti
di lavoro, trasporto pubblico inesistente e mobilità dei lavoratori consegnata in mano ai caporali. E
dunque palese che la sola attività di prevenzione e contrasto di tale fenomeno non basta , ma di
come sia necessario intervenire in maniera più stringente sul fronte della prevenzione, della qualità
del lavoro, dell’accoglienza.
C’è tutto il tema della intermediazione al lavoro e della costruzione di una salda rete del lavoro
agricolo di qualità,continuano i Segretari della Cisl, l’ unico che possa porre argine alle pratiche di
intercettazione ed abuso della manodopera. Su questo tema occorrerà costruire sensibilità e percorsi
condivisi.
E dunque la battaglia non potrà dirsi vinta sin quando non si capirà che l’unico contrasto efficace è
quello che coinvolge la società organizzata. Servono più controlli e ispezioni sui luoghi di lavoro e
sul territorio, più progetti di sistema partecipati, e soprattutto la piena applicazione della Legge 199
sulla parte preventiva.
La certezza dei diritti costituzionali e contrattuali si garantisce con ispezioni capillari e mettendo in
campo una vera progettazione sociale, con azioni in grado di rilanciare il ruolo della contrattazione
nelle politiche di integrazione, di sicurezza, nelle politiche abitative e nei trasporti. A tale proposito
serve unire le forze, Istituzioni e Parti sociali devono difendere insieme le ragioni del lavoro
dignitoso e sostenere gli sforzi delle aziende sane, virtuose, rispettose delle regole e dei contratti.
Alla luce dei tragici eventi occorsi nel nostro territorio, abbiamo inviato una richiesta di incontro al
Prefetto di Enna, Dott.ssa Matilde Pirrera, affinchè venga istituita una Cabina di Regia presieduta
dal Prefetto e che coinvolga le organizzazioni sindacali, le Istituzioni e le organizzazioni
professionali, con l’obiettivo di sottoscrivere un Protocollo d’intesa al fine di definire un piano di
azione per lo sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato.
f.to
Il Segretario Generale Cisl Il Segretario Generale Fai Il Presidente Anolf Enna
Emanuele Gallo Filippo Bartolotta Cottonario Davide Rosario


