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Interris.it: Ludopatia, la dipendenza che affligge oltre un milione di persone

Riccardo Ottobre 28, 2020 14 minuti letti

Ludopatia, la dipendenza che affligge oltre un milione di persone
da
Lorenzo Cipolla –

Da qualche anno si assiste con sempre maggior frequenza alla solita, triste, scena quando si entra in una tabaccheria o si passa al bar per un caffรจ. Lโ€™orecchio dellโ€™avventore รจ raggiunto dal suono, squillante, che richiama lo sguardo sulla figura seduta davanti alla slot machine in attesa della combinazione giusta che la faccia sentire una fortunata vincitrice e la renda piรน ricca di quando รจ entrata. In realtร  i sogni di gloria nascondono speranze piรน piccole. Se indovina la puntata puรฒ almeno rientrare dei soldi spesi allโ€™apparecchio o, peggio, utilizzarli per giocare di nuovo, confidando che qualche buona stella la faccia vincere ancora.
In cura uno su dieci

Il giocatore sceglie quasi sempre la seconda opzione, in unโ€™incessante rincorsa a una vittoria piรน agognata che possibile. I motivi che spingono una persona a tentare la fortuna col gioco dโ€™azzardo sono i piรน diversi, come un periodo di difficoltร  economica, il bisogno di gratificazione personale o la necessitร  di trovare una valvola di sfogo e di evasione dalla realtร . Una delle conseguenze puรฒ essere di sviluppare un disturbo patologico: la ludopatia. โ€œEโ€™ la dipendenza dal gioco dโ€™azzardoโ€, spiega Alessandro De Carlo, psicologo e docente universitario a Padova, alla Lumsa di Roma e allโ€™ateneo telematico Giustino Fortunato, โ€œche puรฒ partire sia da elementi sani, come qualche piccola vincita, o sommarsi a situazioni di stress quando non altri disturbiโ€.

Il termine dipendenza si usa non a caso, come illustra il professore: โ€œEโ€™ un comportamento compulsivo che conduce a un malessere, una situazione di craving come quella di un tossicodipendente che si ritrova senza sostanzaโ€. Quarantโ€™anni fa, nel 1980, lโ€™American Psychiatric Association (Apa) riconosceva la ludopatia come disturbo psichiatrico. Nel 1994 la malattia veniva inserita nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali e nel 2013 lโ€™International Classification Disease dellโ€™Organizzazione mondiale della Sanitร , lโ€™Oms, lโ€™ha ascritta a disturbo del controllo degli impulsi allโ€™interno della categoria disturbi delle abitudini e degli impulsi.

Il gioco dโ€™azzardo patologico (Gap) รจ a tutti gli effetti una dipendenza sine substantia, non dovuta quindi a molecole chimiche esogene โ€“ anche se spesso si accompagna al consumo di alcol e tabacco โ€“ che in Italia interessa oltre 1,3 milioni di persone di cui solo il dieci per cento, circa 12mila individui, รจ in cura. Il Gap รจ insieme un problema di salute e un fenomeno ad alto rischio sociale che ha riflessi sulla vita relazionale e lavorativa delle persone che ne soffrono. Il disturbo ha storicamente riguardato in prevalenza gli uomini, sia giovani che meno giovani, senza differenza di classe sociale, anche se negli ultimi anni si sta osservando una crescente diffusione nella popolazione femminile anche per la grande e capillare distribuzione che il gioco dโ€™azzardo ha raggiunto grazie alle politiche di liberalizzazione.
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Il gioco e le tasse

Secondo lโ€™Ufficio parlamentare di bilancio, il settore dei giochi comprende 6.600 imprese e circa 100mila occupati, tra il 2000 e il 2016 ha quintuplicato la cosiddetta raccolta, la somma totale delle puntate dei giocatori, toccando โ€“ in seguito superando โ€“ quota cento miliardi di euro, con una percentuale tra il 70 e lโ€™80% di redistribuzione tra le vincite. Il guadagno per i fornitori dei servizi รจ stato di circa nove miliardi di euro nel 2018. Crescita a beneficio del fisco italiano, visto che sempre secondo stime dellโ€™Upb il gettito del Belpaese รจ il doppio di quello di Francia e Regno Unito e oltre tre volte superiore di quelli tedesco e spagnolo.

Lโ€™ultima legge di bilancio e il conseguente decreto fiscale varati dallโ€™esecutivo Pd-Cinquestelle hanno alzato le aliquote sugli apparecchi cosiddetti amusement with prize (Awp) al 23,85% per il 2020 e al 24% nel 2021, mentre per le videolottery (Vlt), che a differenza delle slot machine sono prive di scheda per il gioco e connesse ad un sistema centrale, si stabilisce di portare lโ€™aliquota allโ€™8,5% per il 2020 e allโ€™8,6% per lโ€™anno seguente. Sono previsti inoltre, al comma 732, la riduzione del payout, ovvero percentuale della vincita destinata ai giocatori e decisa per legge, che non puรฒ scendere sotto il 65% per le awp e lโ€™83% per le videolottery entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della misura, in aggiunta il comma 733 prescrive dal 15 gennaio 2020 il prelievo del 20% sulle vincite al di sopra del 200 euro e dal primo marzo su quelle eccedenti i 500 euro.
Il boom dellโ€™azzardo online

Nel 2019, riporta il Libro blu 2020 dellโ€™Agenzie delle dogane e dei monopoli, i dati del gioco dโ€™azzardo legale mettono in evidenza un incremento del volume di denaro giocato, che sfonda il tetto dei 110 miliardi con una crescita del 3,5% sul 2018 e una raccolta pro capite di 2.180 euro. Il trend del gioco sale, anche se si registra un calo delle puntate nella rete fisica che segna un meno 1,7% sul 2018, trainato dal gambling in Rete, alla portata di tutti grazie anche alle molte applicazioni per il gioco scaricabili sul proprio smartphone, soprattutto giochi di carte e scommesse a quota fissa, il 64% del totale sullโ€™online. La raccolta dellโ€™azzardo virtuale si assesta sui 36,4 miliardi di euro che corrisponde a un aumento del 16% sullโ€™anno precedente, con una crescita esponenziale del 70% in quattro anni, e ne certifica lโ€™incidenza sempre maggiore sulle giocate complessive, che sale fino a un terzo (33%) del totale quando nel 2016 era al 22%.

Segno che la pur buona volontร  di frenare il dilagante uso del gioco sul territorio non รจ lโ€™unica soluzione per il contrasto, anche se intanto gli apparecchi da intrattenimento sono diminuiti dai 579.228 del 2015 agli 418.491 del 2019, nonostante le videolottery siano cresciute del 10,5% in un lustro. Questo in virtรน dellโ€™applicazione del comma 943 dellโ€™articolo 1 della legge di bilancio del dicembre 2015, che ha imposto la riduzione degli 30% degli apparecchi attivi. E comunque le โ€˜macchinetteโ€™ si confermano le piรน utilizzate, con una raccolta di 47,6 miliardi di euro (63% delle giocate totali sulla rete fisica) e la somma di slot machine, videolottery, gratta e vinci e Lotto copre allโ€™86% delle giocate fisiche totali, cioรจ circa 64 miliardi.
Un dramma sociale

Ma se il gioco dโ€™azzardo รจ un ingente ingresso per la casse dello Stato, il rovescio della medaglia รจ lโ€™allarmante ampiezza della diffusione della ludopatia e degli effetti che ne scaturiscono. Problemi di salute collegati alla patologia, come depressione, attacchi di panico e disturbi associati allo stress, quali lโ€™ulcera e lโ€™ipertensione arteriosa. Crisi tra le mura domestiche, perdita del posto di lavoro per lโ€™ossessione del gioco, precarietร  finanziaria. Nello scenario peggiore, cadere nella microcriminalitร  o rivolgersi alla malavita per procurarsi del denaro. Tutto questo ha un impatto in termini di costi per la comunitร .

Secondo lo studio โ€œGioco dโ€™azzardo patologico e usura. Studio preliminare sullโ€™incidenza nelle regioni Lazio e Campaniaโ€ a cura della psicologa e psicoterapeuta Nicole Miriam Scala, con dati che si riferiscono al biennio 2014-2016, la Regione Lazio avrebbe calcolato in 85 milioni di euro annui i costi sanitari diretti per il trattamento delle ludopatie e cinque miliardi di costi indiretti per il welfare pubblico. Il documento rivela inoltre che โ€œil dato assoluto di imprenditori (compresi commercianti e liberi professionisti) vittime di usura, sul dato statistico nazionale dei giocatori dโ€™azzardo, รจ del 0,25% su due milioni di giocatori potenzialmente a rischio, pari a 5mila commercianti a rischio in Italiaโ€. La criminalitร  organizzata, secondo quanto riportano in โ€œIl gioco dโ€™azzardo in Italia. Contributi per un approccio interdisciplinareโ€ (2016) Giovanni Manguerra e Giuseppina Maria Chiara Talamo, col gioco dโ€™azzardo illegale realizza un giro dโ€™affari di circa 10 miliardi di euro.

Le dimensioni della diffusione della ludopatia in Italia e dei casi in cura presso i servizi pubblici per le dipendenze patologiche (Ser.D) del Sistema sanitario nazionale preoccupano gli esperti. โ€œSono grandi numeri, alcune migliaia di casi su un milione di persone circaโ€, commenta De Carlo. Sono utili illustrare la situazione del nostro Paese i dati statistici di una ricerca epidemiologica sul fenomeno realizzata da Agenzia delle dogane e dei monopoli e Istituto superiore di sanitร , con riferimento al periodo 2016-2019, focalizzati principalmente sulle fasce dโ€™etร  14-17 anni e adulti over65. Dal documento emergono numeri allarmanti. Un uomo su due e una donna su tre ha dichiarato di aver giocato dโ€™azzardo almeno una volta entro i 12 mesi precedenti lโ€™intervista. Si tratta del 36,5% degli italiani, vale a dire 18,4 milioni di persone.

Tra questi si conferma quindi la penetrazione del Gap nel genere femminile, anche se non รจ stato ancora colmato il divario in quanto le donne sembrano sviluppare il disturbo in etร  piรน avanzata e in seguito alla depressione. Un quarto circa del totale ha affermato di essere giocatore sociale, cioรจ senza effetti collaterali sulla sua vita privata, mentre la percentuale di giocatori problematici โ€“ chi ha sviluppato la dipendenza โ€“ รจ al tre e interessa circa un milione e mezzo di persone, di cui piรน di un terzo ha tra i 50 e i 64 anni. Nella popolazione minorenne in etร  da scuola superiore dichiara di aver giocato entro lโ€™anno il 29,2% degli interpellati e si segnala che giocano piรน ragazzi che le ragazze. Il fenomeno riguarda maggiormente gli studenti del Meridione e delle isole, in particolare รจ piรน diffuso tra chi frequenta gli istituti tecnici e gli istituti professionali. Anche tra i giovanissimi la percentuale dei problematici รจ del 3%, ma la media sale di quasi un punto e mezzo nel Sud Italia (4,4%). In merito ai piรน giovani, nel rapporto โ€œConsumi dโ€™azzardo 2017โ€ del Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dellโ€™Istituto di fisiologia clinica del Centro nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) si osserva un calo degli studenti giocatori da 1,4 milioni a un milione. Una variazione da poter attribuire, secondo la coordinatrice e ricercatrice dellโ€™Ifc-Cnr Sabrina Molinaro, allโ€™attivazione del numero verde per lโ€™azzardo patologico e dallโ€™aumento della quota di istituti scolastici che ha attivato interventi per la prevenzione al gioco, โ€œdal 4% del 2009 al 27% del 2016โ€. Nonostante si vedano i risultati positivi, la sola sensibilizzazione non รจ sufficiente perchรฉ quasi lโ€™11% degli studenti italiani ignora che giocare dโ€™azzardo sotto i 18 anni รจ illegale.
Il ritardo delle istituzioni

Ma la lettura del dato che dร  il professor De Carlo riporta lโ€™attenzione sulle criticitร  ancora ben presenti. โ€œIl trend รจ comunque in crescitaโ€, spiega lo psicologo โ€œsempre meno verticale per fortuna, ma difficilmente andrร  a calare se non si agisceโ€, e aggiunge infine โ€œi genitori non hanno gli strumenti culturali per controllare i giovani nella loro vita online nรฉ hanno il tempo per farloโ€. Compito di contrastare il gioco dโ€™azzardo e la ludopatia spetta quindi allo Stato. Dopo il processo di liberalizzazione avviato circa un ventennio fa per poter sfruttare il gioco come leva fiscale, dal 2015 lโ€™esecutivo guidato da Partito democratico ha iniziato a occuparsi del versante socio-sanitario della vicenda. In quellโ€™anno infatti il governo in manovra di bilancio ha introdotto lo stanziamento di 50 milioni di euro annui per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza dal gioco dโ€™azzardo. In quello stesso anno viene costituito, di concerto tra il Ministero della Salute e il dicastero dellโ€™Economia e delle finanze, lโ€™Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco dโ€™azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, i cui compiti sono la valutazione delle misure di contrasto alla diffusione dellโ€™azzardo e la definizione di linee di azione per le prestazioni di prevenzione.

Nel 2017 con lโ€™aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza si introduce il trattamento per la ludopatia. Durante il primo governo Conte si vara il cosiddetto โ€˜Decreto dignitร โ€™ che ha lโ€™obiettivo di vietare la pubblicitร  di giochi e scommesse โ€“ ma lโ€™Agcom, a cui era stato assegnato il ruolo di comminare le sanzioni, ne ha sottolineato le criticitร  e le contraddizioni che rendono la norma difficilmente applicabile โ€“ e nei giorni convulsi della crisi di governo intrapresa dal leader della Lega Matteo Salvini viene ricostituito lโ€™Osservatorio con un ampliamento delle competenze: aggiornare le linee guida su base di evidenze scientifiche; svolgere le funzioni assegnate dalla legge; esprimere un parere sui piani di attivitร  presentati da Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

Simona Neri, sindaco del piccolo comune toscano di Laterina Pergine, nellโ€™aretino, dal dicembre 2019 รจ rappresentante dellโ€™Associazione nazionale dei comuni italiani presso lโ€™Osservatorio e ha unโ€™ampia conoscenza del problema e delle possibili soluzioni, quelle che sono state preso solo in parte e quelle non ancora attuate. โ€œPer anni il problema della malattia รจ stato solo di tipo etico-morale, ora รจ anche sanitario. Eโ€™ importante sensibilizzare sulla ludopatia per intercettare chi non si rivolge al Ser.Dโ€, afferma il primo cittadino. Sul fronte delle istituzioni, Neri spiega quali strade si รจ scelto di seguire e quali sono le carenze: โ€œOra cโ€™รจ un protocollo sanitario che i servizi possono attivare per il recupero, il reinserimento sociale e il tutoraggio economico di chi ha perso tuttoโ€ a causa del disturbo. In virtรน dei suoi ruoli, Neri puรฒ monitorare il tipo di risposta che dร  il territorio locale e quello nazionale: โ€œLโ€™Osservatorio deve valutare tutti i piani di contrasto, ho avuto modo di capire che non tutte le regioni hanno la stessa reazione. Lombardia e Toscana hanno preso piรน di petto il problema, cโ€™รจ chi รจ piรน avanzato nelle proposte e ha attivato una rete mentre altre regioni mettono in atti misure meno efficaci e meno omogeneeโ€.

Per attuarle perรฒ servono norme chiare e uguali per tutti, non รจ sufficiente vietare le pubblicitร  o imporre โ€“ lasciando lโ€™incombenza alle leggi regionali โ€“ una distanza minima da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e parchi pubblici, il cosiddetto distanziometro. โ€œVogliamo che venga ripreso e ridiscusso lโ€™accordo preso in Conferenza unificata Stato-Enti locali del 2017, che permetteva di immettere sul mercato macchine awp controllabili da remoto e una misura importantissima per regolarizzare le fasce orarie di apertura a livello locale, oltre che dare peso agli indici di presenza mafiosa nei comuni. Noi amministratori siamo sempre bocciati dal Tarโ€. Serve poi โ€œuna legge nazionale che regolamenti il settore e la distribuzione dei punti gioco. Le leggi regionali son tante ma non si puรฒ andare avanti cosรฌ, alcune licenze le dร  il comune e altre la questura โ€“ che non fa riferimento ai distanziometriโ€.
Educazione, leggi e investimenti

Il contrasto al gioco dโ€™azzardo e alla ludopatia deve passare per tre filoni dโ€™azione, secondo De Carlo. โ€œCulturale, legislativo e sanitarioโ€, illustra lo psicologo. โ€œIl primo per diffondere una cultura della salute psicofisica, il secondo per introdurre norme restrittive piรน severe e infine investire sui serviziโ€. Il conto dei costi รจ preso fatto: โ€œUn grosso stimolo economico per i servizi di salute mentale costerebbe mezzo miliardo per le tradizionali sedute in presenza, se si investisse poi sullโ€™intervento psicologico online la cifra potrebbe persino essere dimezzata. Per fare una proporzione, il budget alla sanitร  della Regione Veneto รจ di nove miliardiโ€.

Visto il livello di allarme espresso dagli addetti ai lavori, viene da chiedersi come i giocatori a rischio e quelli problematici hanno reagito ai due mesi di lockdown nazionale, allโ€™ansia e alla paura della malattia e alla preoccupazione di fronte a, poniamo, il rischio di perdere il posto di lavoro. Eโ€™ presto per avere risposte sicure, sostiene De Carlo: โ€œSono state fatte delle surveys che hanno visto picchi di stress notevoli e si puรฒ facilmente stimare un aumento delle giocate da parte di chi giร  faceva uso su Internet, perchรฉ i comportamenti compulsivi sono risposte disfunzionali allo stressโ€. Ma forse si puรฒ chiudere con una nota di speranza. โ€œIl lockdown รจ stato una specie di terapia dโ€™urto per chi ha trovato le imposizioni e non si รจ avventurato in un nuovo stile di gioco con siti falsi e server stranieriโ€, racconta Neri โ€œabbiamo fatto questionario per capire se ci sono state variazioni rispetto al gioco durante i due mesi trascorsi chiusi in casa: hanno risposto lโ€™80% di giocatori problematici e patologici e solo lโ€™11% ha dichiarato di aver spostato le proprie abitudini di gioco dallโ€™on site (sul luogo) allโ€™onlineโ€.

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Riccardo

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