Anche se si tratta di una struttura provvisoria ai fini della sicurezza si poteva intervenire però in un modo molto più “delicato”. E’ così che il presidente della sezione di Enna di SiciliAntica l’archeologo Sandro Amata commenta il lavoro che si sta facendo sul costone che tiene il muro di cinta del castello di Lombardia. Nel 2015 fu proprio SiciliAntica a far scoppiare il “caso” su dei lavori che si stavano eseguendo con la conseguente sospensione, sequestro del cantiere ad avvio di indagini da parte della magistratura. Adesso si va verso l’apertura dell’anello stradale intorno al castello. Ma per poterlo fare si deve mettere in sicurezza la zona dove insisteva il cantiere. “A prescindere dall’azione ai fini della sicurezza si è tentato di nascondere l’intervento già eseguito nel 2015 – continua Amata – ma per nascondere si sta facendo un lavoro che ha un impatto abbastanza visibile, come lo era stato il precedente muretto costruito per nascondere la ferita sul costone roccioso inferta durante il cantiere incriminato. Unica consolazione è il fatto che i lavori sono reversibili e temporanei, resta l’amara considerazione che forse dei paletti di ghisa con una catena avrebbero mitigato l’impatto. SiciliAntica resta disponibile ad un confronto con i tecnici interessati al fine di ponderare interventi più consoni e rispettosi dell’importante bene monumentale che rappresenta e racchiude la storia della città di Enna.


