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Zone franche montane: La Cgil Sicilia oggi al presidio di Irosa per sollecitare il varo da parte delle Camere delle disposizioni per l’istituzione delle Zfm

Zone franche montane: La Cgil Sicilia oggi al presidio di Irosa per sollecitare il varo da parte delle Camere delle disposizioni per l’istituzione delle Zfm

Palermo, 12 gen – Una delegazione della Cgil Sicilia – composta dal segretario generale Alfio Mannino, da Gabriella Messina, della segreteria regionale e dal segretario generale della Flai siciliana Tonino Russo- ha preso parte stamani al presidio permanente in corso da 33 giorni a Irosa, nei pressi dello svincolo dell’A19, per chiedere l’attuazione delle Zone franche montane. In proposito l’Ars ha varato una legge il 17 dicembre del 2019 , ma perché venga attuata si aspetta il passaggio necessario alla Camera e al Senato. I comuni interessati ( sopra i 500 metri e con meno di 15 mila abitanti) sono 133. “Amministratori locali e associazioni- dicono Alfio Mannino e Gabriella Messina – rivendicano per queste aree la possibilità di attivare politiche di sviluppo e di crescita sociale attraverso l’affermazione di diritti fondamentali. La Cgil sostiene questa battaglia. E’ grave che dal Parlamento nazionale non arrivino ancora risposte concrete”. Per la Cgil “il contrasto allo spopolamento delle aree interne passa attraverso l’attuazione di un ventaglio di azioni per il lavoro, le infrastrutture e il welfare.”. “L’intervento solo sulla fiscalità, con le zone franche, è una misura necessaria- sottolineano Mannino e Messina- ma da sola insufficiente. Ci vogliono politiche di sviluppo e del lavoro più ad ampio raggio, che riguardino in generale le aree interne, comprese quello montane”. I comuni delle aree interne siciliane sono 291 per oltre 2 milioni di residenti, il 40% della popolazione siciliana. “In questo contesto le zone franche montane – prosegue la nota della Cgil- sono uno degli strumenti utilizzabili, assieme alle Snai, alla Banca della terra e alle misure della legge sui piccoli comuni. Ma su questi strumenti si registrano disinteresse della politica e ritardi inammissibili ”. Mannino sottolinea che “le istituzioni regionali e nazionali non tengono conto del fattore tempo, che invece è determinante per contrastare un fenomeno galoppante come lo spopolamento. Basti pensare che tra il 2011 c’è stato un calo della popolazione nelle zone interne del 7,7% e dal 2011 al 2016 del 5,09%, pari a 3.380 unità, come se fosse sparito un intero paese come Petralia Soprana”.

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