Versalis: Cgil, No allo smantellamento della chimica di base. Il governo eserciti un ruolo da protagonista con un tavolo che assuma la vertenza nel suo complesso
In Sicilia a rischio quasi 2.000 posti di lavoro tra Priolo e Ragusa e lโintera industria
A Priolo la terza iniziativa della campagna di mobilitazione nazionale
Priolo, 18 feb- La dismissione della chimica di base rischia di avere effetti dirompenti. Nel Paese, tra diretto e indotto impatterebbe su 20 mila lavoratori. Dopo Ferrara e Brindisi, la Cgil e le categorie interessate, hanno tenuto oggi a Priolo il terzo incontro del percorso di mobilitazione per dire No a un piano โsbagliato per la chimica, per il lavoro, per tutta lโindustria e per il Paeseโ. โUna scelta miope, scellerata- ha detto il segretario confederale nazionale Pino Gesmundo- che fa saltare un asse strategico e rischia di compromettere lโintero sistema industriale italianoโ. Una scelta che il sindacato chiede venga modificata, ed รจ pronto per questo a proseguire con la mobilitazione, giร in occasione dellโincontro convocato per il 26 dallโEni. โSiamo pronti a stare al tavolo- ha sostenuto Marco Falcinelli, segretario generale nazionale della Filctem- ma non per essere complici di una dismissione che peraltro renderebbe il nostro Paese dipendente dallโesteroโ. La Cgil chiede dunque al Governo di esercitare un ruolo da protagonista, convocando un tavolo ministeriale che assuma la vertenza nel suo complesso, considerando lโimpatto su diretto e indotto, quindi su piรน categorie di lavoratori, su tutta lโindustria, su intere aree e in definitiva su tutto il Paese.
Per quanto riguarda la Sicilia, secondo le stime della Cgil, rischiano di venire meno tra diretto e indotto nellโarea direttamente interessata- Siracusa e Ragusa. quasi 2 mila posti di lavoro, 600 circa diretti e il resto indotto, considerando che per ogni lavoratore diretto se ne contato 3 dellโindotto. Un effetto domino travolgerebbe inoltre i settori collegati, non solo dellโindustria chimica: dallโalimentazione alla mobilitร , dalla comunicazione allโigiene e salute, coinvolgendo oltre 15 mila lavoratori . โEโ assurdo- ha detto Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia coordinatrice del dibattito- che questo progetto sia avallato dal Governo nazionale dal momento che Eni รจ unโazienda partecipata dallo Stato e non contrastato dal governo regionale, visti gli effetti devastanti che rischia di avere. La regione non puรฒ limitarsi a convocare le parti e fare da spettatrice prendendo semplice atto delle posizioni. Questa industria- ha aggiunto- puรฒ avere un ruolo cruciale per realizzare concretamente la transizione ecologica senza sacrificare il benessere e la coesione sociale. Ad oggi non si hanno invece certezze su eventuali piani di reindustrializzazioneโ.
Del resto lo ha detto a chiare lettere Falcinelli: โSiamo stanchi di giocare una partita in cui il primo tempo รจ fatto di chiusure e dismissioni e il secondo non si gioca mai. Per tornare a fidarci e avere credibilitร , dunque, al tavolo lโEni deve cominciare col fare le cose di cui ha parlato in passato e modificare completamente lโattuale pianoโ.
La scelta di Eni, si evince dalle slide proiettate allโinizio della manifestazione, coinvolge in Sicilia 30 imprese della chimica di base , il 10% del totale nazionale e nel complesso. Rischia inoltre di avere ricadute su 727 imprese della filiera , incluse le materie plastiche, che contano 10.366 addetti dati 2022) con i maggiori insediamenti insediate in tre a Catania, Siracusa e Ragusa (283 unitร locali e 6.496 addetti), piรน le aziende della manutenzione e dei servizi. Il valore aggiunto dei settori indicati (piรน quello del comparto ยซminerali non metalliferi), ha totalizzato in Sicilia, nel 2022, oltre 4,2 miliardi di euro, ovvero il 4,7% del totale realizzato in regione. Il valore aggiunto delle imprese del comparto dei prodotti chimici, ha registrato in Sicilia una tendenza espansiva mediamente superiore a quella dellโItalia in complesso.
โLa chimica- ha sostenuto Falcinelli-รจ strategica, lo dicono sia lโEuropa che il Governo italiano, allora perchรฉ non produrre piรน etilene e propilene? I mercati -ha aggiunto- sono ciclici, se oggi si perde domani il ciclo si inverte. Diciamo no dunque a questo piano, non possiamo avallarlo. Possiamo stare al tavolo per gestire il cambiamento- ha proseguito- definendo bene prima il perimetro della discussione, ma non per essere complici di una dismissione che metterebbe tutta lโindustria in ginocchio. Noi guardiamo agli interessi delle lavoratrici, dei lavoratori e del Paese. Questa invece รจ una scelta spinta dagli azionisti privati per il loro tornaconto. Ma la finanza โ ha sottolineato-non puรฒ prevalere sullโindustria, il nostro Paese non puรฒ consentire scelte di questo tipoโ.
โCi batteremo fino in fondo- ha detto Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-perchรฉ i 4.500 metalmeccanici che lavorano allโinterno del polo abbiano un futuro. Chiederemo un tavolo che comprenda tutti con soluzioni credibili, non accettiamo che il futuro del siracusano venga archiviato dai piani di unโazienda pubblicaโ. Tibaldi ha sottolineato che โquesto piano non dร speranze di futuroโ, aggiungendo che โla Sicilia non ha bisogno di altre cattedrali nel deserto, che consegnerebbero interi territori alla disperazioneโ.
Eventuali accordi separati sul diretto, per il sindacato, oscurerebbero il problema complessivo e dellโindotto si finirebbe col non parlare piรน. โNon รจ peraltro vero- ha rilevato Falcinelli โ che il diretto non รจ mai stato toccato , se negli anni โ80 contava 20 mila lavoratori oggi solo 7.500โ.
Il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha detto che โinvece che essere smantellato il settore ha bisogno di investimenti. Eni deve fare la sua parte- ha detto Mannino-, del resto se non la fa unโazienda di Stato รจ difficile chiedere ad altri di farlo. Questa รจ una vertenza strategica- ha sottolineato- una battaglia piรน generale per il futuro dellโindustria e dei lavoratoriโ.
โDagli incontri tenuti a Ferrara, Brindisi e ora Priolo- ha sostenuto Gesmundo- emerge grande preoccupazione anche da parte di soggetti politici e del mondo dellโimprenditoria. La chimica incide per lโ80% ed รจ trasversale rispetto a tutta lโindustria e se salta ha rilevato- saremmo assoggettati per gli approvvigionamenti ad altri paesi, come Cina e Usa. Chiediamo una strategia industriale, se รจ vero come dice lโEuropa che la chimica รจ lโindustria dellโindustria, in cui la chimica di base abbia un ruolo. Il governo in questo contesto- ha sostenuto- deve giocare da protagonista, in un confronto complessivo, vista la complessitร della vertenza, con lโobiettivo di non perdere un solo posto di lavoro. Dobbiamo rilanciare, non smantellare. Non accettiamo che il sistema industriale sia mandato allo sbando. Non accettiamo il prezzo di una finanza che guarda solo al profittoโ.
Allโincontro di oggi hanno partecipato lavoratori, esponenti politici e di Confindustria Siracusa.


