Enna Press

Testata giornalistica Online

Un Vigile del Fuoco ennese in Antartide; Mario La Paglia "Pronto per una terza esperienza"

Non c’è due senza tre cita uno dei motti più comuni del nostro modo di essere. Ed a quanto pare il cinquantunenne Vigile del Fuoco ennese Mario La Paglia in servizio presso il comando provinciale di Enna, questo motto lo vuole confermare visto che da alcuni giorni a Enna ha fatto ritorno dalla sua seconda esperienza di oltre 100 giorni in Antartide dove ha prestato servizio presso la Base Italiana Mario Zucchelli gestita dall’Enea e dall’Aeronautica Militare. Una esperienza professionale ma soprattutto umana unica che lo ha arricchito tantissimo come lo stesso Mario che in questo luogo nel più Sud del Sud del mondo ha lavorato insieme ad altri colleghi alla realizzazione di una pista per aerei di 1,7 km di lunghezza per 60 metri di larghezza (l’unica su terra dell’Antartide) conferma. “Per me si tratta della seconda esperienza – ci dice – la prima volta è stata a cavallo tra il 2017 ed il 2018. Adesso questa seconda esperienza dallo scorso 10 ottobre al 9 febbraio. E poiché per accordi tra vari enti chi svolge attività come le nostre più di tre volte non può andare, se mi dovessero coinvolgere per una terza esperienza sarò ben lieto di farla”. Che tipo di attività hai svolto e come sei stato scelto. “Ho partecipato ad un regolare bando del ministero dell’interno per una selezione a cui ho partecipato e dopo una serie di valutazioni di titoli, visite mediche, colloqui e prove d’arte siamo rimasti in tutta Italia una trentina e che poi siamo quelli che a turno siamo andati a lavorare nella base. Io mi occupo sia di movimento terra che di manutenzione meccanica”. Una esperienza non facile già dal viaggio per arrivare alla base. “Infatti il viaggio per andare alla base Mario Zucchelli dura circa 36 ore da Roma, passando per Dubai, sino a Sidney, Nuova Zelanda ed infine da con aerei militari si raggiunge la base”. Come si svolge la giornata alla base. “Ci alziamo la mattina alle 7, alle 8 facciamo colazione e immediatamente ci mettiamo a lavoro sino alle 13. Dopo il pranzo ci sono delle attività varie e alle 19,30 la cena e poi a letto. Così per tutta la settimana sino a domenica. C’è da dire che soprattutto per chi opera all’esterno l’attività è legata al clima. Quando c’è vento e c’è scarsa visibilità tutto viene sospeso”. Una vita quindi non certo facile. “Diciamo che ti devi sapere adattare ad esempio dalle comunicazioni. In questa seconda volta ad esempio potevamo comunicare con il mondo ma solamente a certe ore tramite WhatsApp. Più complicate invece le comunicazioni con il resto del mondo attraverso aerei o navi. Ma queste non avvengono con frequenza. Quindi ci si deve fare il conto che se sei li non hai la possibilità eventualmente hai necessità di ritornare a casa di poterlo fare quando vuoi”. Non è neanche facile lavorare a quelle temperature rigide. “Sicuramente anche se devo dire che rispetto alla prima volta in questa seconda le temperature erano più alte intorno a -10. Ma c’era invece molto vento che ti davano la sensazione che ci fosse più freddo”. Ma sicuramente poter ammirare paesaggi unici ti ripaga di tante fatiche. “Questo sicuramente perchè ci troviamo in un ambiente unico. Ad esempio in questo momento è sempre giorno. Devi sempre regolarti con l’orologio altrimenti perdi la cognizione della giornata stessa su quando è mattina e sera”. Ad ogni modo malgrado questi “piccoli inconvenienti”, sicuramente le esperienze che hai ad oggi vissuto ti fanno quasi un privilegiato. “Diciamo che sicuramente non capita tutti i giorni viere esperienze come queste – conclude – anche perché ti ritrovi a convivere in un sito di ricerca e con una comunità di un centinaio di persone altamente professionali e qualificate. Ma malgrado ciò quando sei li tutti insieme ogni grado o qualifica si azzera e siamo tutti uguali, una sorta di grande famiglia”. Quindi in sintesi già pronto per la terza partenza. “So che non è facile perché ci sono altri miei validi colleghi pronti dare anche loro un contributo – conclude Mario La Paglia – ma per quanto mi riguarda io sono nuovamente pronto per questa eventuale terza ed ultima esperienza”.
Riccardo Caccamo
foto M. LA PAGLIA@PNRA

Visite: 10