Trasporti, Di Cristina (Uiltrasporti Sicilia): “Cresce occupazione e sviluppo ma contratti continuano ad essere precari. Serve lavoro stabile e dignitoso”.
Palermo. La Sicilia registra segnali incoraggianti sul piano macroeconomico con una crescita dell’occupazione e delle prospettive di sviluppo ma cresce anche il lavoro precario e povero. “Questa fotografia riguarda da vicino anche il sistema dei trasporti, della logistica, dei servizi aeroportuali, portuali, dell’igiene ambientale e del multiservizi. Comparti strategici per che meriterebbero più attenzione dalla politica”, afferma la segretaria della Uiltrasporti Sicilia, Katia Di Cristina, che spiega: “Stiamo registrando una crescita senza precedenti nel settore della logistica, trainata dall’espansione dell’e-commerce e dall’aumento dei flussi commerciali, e nel settore del trasporto aereo. Gli aeroporti siciliani esplodono di traffico, registrano una crescita esorbitante producendo utili milionari che, però, non si traduce nel miglioramento delle condizioni contrattuali e retributive. Migliaia di lavoratrici e lavoratori continuano a operare in condizioni spesso caratterizzate da turnazioni pesanti, ritmi sempre più intensi, utilizzo massiccio di appalti e subappalti, part-time involontario, dumping contrattuale, tentativi di applicazione di contratti pirata, contratti a termine o peggio contratti a 6/7 mesi l’anno a tempo indeterminato che non consentono alle lavoratrici e ai lavoratori, a fine contratto, di accedere alla naspi e livelli salariali non adeguati alle responsabilità richieste”. A tutto questo si aggiunge il tema della sicurezza con morti sul lavoro, infortuni e malattie professionali. “La logistica, i trasporti e i servizi non possono continuare a crescere sulla pelle dei lavoratori – continua la Di Cristina -. Non possiamo accettare che la competitività venga costruita attraverso appalti al massimo ribasso, contratti impropri o riduzione delle tutele. Dietro ogni servizio essenziale ci sono persone che hanno diritto a un lavoro stabile, sicuro e giustamente retribuito -. Lo ripeteremo finché avremo voce”


