TRAPANI, EVASIONE DAL CARCERE NELLA NOTTE: IL SAPPE PREMIA IL CORAGGIO DEGLI AGENTI CHE CATTURANO IL FUGGITIVO E CHIEDE SUBITO PIÙ SICUREZZA
Trapani, evasione nelle prime ore del mattino dalla Casa circondariale: un detenuto, sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario, è riuscito a fuggire dal reparto Mediterraneo, ma è stato rintracciato e catturato circa tre ore dopo dai poliziotti penitenziari, mentre stava per salire su un autobus nei pressi di via Marsala, a circa 2,5-3 chilometri dall’istituto. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE esprime apprezzamento per la professionalità e la tempestività del personale intervenuto e propone un riconoscimento per gli agenti protagonisti della cattura, chiedendo contestualmente interventi urgenti per rafforzare la sicurezza penitenziaria. Secondo la ricostruzione dei fatti, la fuga è avvenuta intorno alle 4 del mattino, dopo che il detenuto sarebbe riuscito ad aprire un varco all’interno di una cella del reparto Mediterraneo e a lasciare la struttura. Le ricerche hanno consentito di individuarlo intorno alle 7.10-7.15, quando stava per salire su un autobus nella zona di via Marsala, scongiurando così il rischio che potesse allontanarsi ulteriormente.
«Esprimiamo il nostro apprezzamento ai colleghi della Polizia Penitenziaria che, grazie alla professionalità, alla prontezza operativa e alla conoscenza del territorio, sono riusciti a rintracciare e catturare il fuggitivo in poche ore», dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). «A loro va il nostro plauso per un intervento che testimonia, ancora una volta, quanto siano determinanti la preparazione e il senso del dovere delle donne e degli uomini del Corpo. Riteniamo opportuno che venga valutato un adeguato riconoscimento per il personale che si è distinto nell’operazione». Capece sottolinea, tuttavia, che «la rapidità della cattura non deve far passare in secondo piano la gravità dell’episodio. Un’evasione, anche quando viene risolta positivamente in poche ore, rappresenta un segnale che impone verifiche puntuali sulle condizioni di sicurezza dell’istituto, sulle modalità con cui è stata realizzata la fuga e sulle eventuali criticità strutturali e organizzative. Occorrono risposte concrete, non soltanto attestazioni di stima rivolte al personale».
Sulla vicenda interviene anche Calogero Navarra, segretario SAPPE per la Sicilia, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate in tutte le carceri dell’Isola. «Il personale penitenziario è chiamato quotidianamente a svolgere un compito delicatissimo, spesso in contesti complessi e con risorse che devono essere adeguate alle esigenze operative. Episodi come quello di Trapani impongono di accertare tempestivamente quanto accaduto e di adottare ogni misura necessaria a prevenire il ripetersi di simili eventi. La sicurezza degli istituti non può essere affidata esclusivamente alla capacità di reazione dei singoli operatori: servono strutture efficienti, controlli adeguati e strumenti di prevenzione efficaci». Gaspare Daguanno, segretario SAPPE di Trapani, evidenzia il valore dell’intervento dei poliziotti penitenziari: «I colleghi hanno dimostrato grande professionalità, riuscendo a individuare il detenuto a distanza dall’istituto e a bloccarlo prima che potesse allontanarsi ulteriormente. A loro va il ringraziamento del SAPPE. Proprio per questo chiediamo che venga riconosciuto concretamente il merito del personale intervenuto e che, parallelamente, si faccia piena luce sulle modalità dell’evasione, individuando eventuali vulnerabilità da eliminare senza ritardi».
Il SAPPE sollecita, pertanto, accertamenti immediati sull’accaduto e interventi urgenti per rafforzare le misure di sicurezza della Casa circondariale di Trapani, verificando l’integrità delle strutture, l’efficacia dei sistemi di controllo e ogni possibile elemento di criticità. Il sindacato ribadisce che la prevenzione delle evasioni e la tutela del personale e della collettività devono costituire una priorità assoluta dell’Amministrazione penitenziaria. «La Polizia Penitenziaria ha dimostrato ancora una volta di saper intervenire con efficacia e senso di responsabilità», conclude Capece. «Adesso spetta all’Amministrazione fare la propria parte: accertare le cause dell’episodio, rimuovere le eventuali criticità e mettere il personale nelle condizioni di lavorare in sicurezza. La professionalità degli agenti merita riconoscimenti, ma soprattutto risposte concrete sul piano organizzativo e della prevenzione».

