“CIELI CHE SI POSSONO SUONARE”
A Palermo la nuova musica torna a interrogare il presente nel segno di
Paolo Emilio Carapezza
Prosegue fino al 28 ottobre 2026 tra Palazzo Chiaramonte-Steri, Cantieri Culturali alla Zisa un progetto di respiro internazionale di Curva Minore, tra avanguardia, ricerca, improvvisazione e nuove produzioni
Prosegue “Cieli che si possono suonare”, progetto speciale e internazionale ideato da Curva Minore, curato da Giovanni Damiani, e dedicato alla memoria di Paolo Emilio Carapezza (1937–2025), musicologo, compositore e figura centrale della nuova musica italiana, recentemente scomparso, che si terrà fino al 28 ottobre 2026 tra Palazzo Chiaramonte-Steri, Cantieri Culturali alla Zisa. Si attraverseranno Cinque “Cieli”, dunque, cinque tappe di un unico percorso: dalla memoria alla ricerca, dalla musica scritta all’improvvisazione, dalla formazione alla produzione contemporanea.
Il percorso proseguirà sabato 24 ottobre alle ore 21 alla Sala Perriera con “Quarto Cielo”, performance site-specific a cura di Hélène Breschand, pensata come un’interazione tra musica, spazio architettonico e processi collettivi. La performance coinvolgerà la SIO – Sicilian Improvisers Orchestra in formazione allargata e proporrà musiche di Cat Hope, Luigi Esposito e Hélène Breschand e Julia Marczuk-Macidlowska (una prima assoluta con la sua regia del suono, commissione di Curva Minore e Istituto di cultura polacca).
Ultimo appuntamento, mercoledì 28 ottobre alle ore 18 a Palazzo Chiaramonte-Steri, dedicato a Federico Incardona, nel ventennale della sua morte, con la proiezione del docufilm “Federico Incardona. Ritratto postumo di un musicista” di Nosrat Panahi Nejad e, alle ore 19.00 con “Quinto Cielo”, concerto finale affidato a mdi ensemble, con Paolo Casiraghi al clarinetto e Paolo Vuono, Elia Leon Mariani, Paolo Fumagalli e Giorgio Casati agli archi.
Il programma attraverserà opere di Franco Evangelisti, nel centenario della sua nascita, Federico Incardona, Giovanni Lo Curto, Luca Valli e Giovanni Damiani, (questi ultimi tre invitati a prove e concerto), comprendendo prime esecuzioni assolute e prime esecuzioni italiane e riportando al centro della scena il rapporto compositore interprete insieme ad alcuni protagonisti della ricerca musicale della storia delle Settimane Internazionali Nuova Musica.
Tra i principali artefici delle storiche Settimane Internazionali Nuova Musica di Palermo, Carapezza contribuì a trasformare la città, tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, in un luogo privilegiato di incontro tra le avanguardie musicali italiane e internazionali. Un’esperienza che Curva Minore, da lui definita una «degna erede» di quella stagione, intende oggi rileggere e rinnovare attraverso un percorso che mette in dialogo musica colta, alea, improvvisazione, jazz, elettronica, arti visive e linguaggi audiovisivi.
“Cieli che si possono suonare” non è soltanto un omaggio alla figura di Carapezza, ma un progetto di ricerca, produzione e formazione che mira a riattualizzare lo spirito di quella straordinaria esperienza. Laboratori, seminari, giornate di studio, concerti e nuove composizioni costruiscono un itinerario attraverso il quale la memoria dell’avanguardia diventa materia viva, capace di confrontarsi con le pratiche musicali contemporanee.
Il progetto ricostruisce in particolare il sistema di relazioni artistiche e intellettuali tra Palermo e Roma che negli anni Sessanta contribuì allo sviluppo delle avanguardie musicali italiane. Le Settimane Internazionali Nuova Musica furono infatti un luogo di confronto tra compositori, musicisti, artisti visivi, poeti e studiosi, mettendo Palermo in relazione con alcuni dei più importanti protagonisti della ricerca musicale dell’epoca.

