TEATRI DI PIETRA 2026 in Sicilia
Riccardo III e Shakespeare a Ustica: Teatri di Pietra prosegue il suo viaggio nella provincia di Palermo
L’11 e il 17 agosto due appuntamenti a Marineo e Ustica portano in scena il potere, l’ambizione e l’attualità dei grandi classici
Dopo il fitto calendario della prima parte di agosto, Teatri di Pietra Sicilia 2026 concentra il proprio percorso nella provincia di Palermo in due appuntamenti che mettono al centro la forza senza tempo del teatro classico e delle sue riscritture contemporanee. Dall’11 al 17 agosto, il festival farà tappa al Castello Beccadelli di Marineo e sull’isola di Ustica, proponendo due produzioni che affrontano temi come il potere, l’ambizione, la coscienza e le grandi domande dell’esistenza. Anche in questa fase della rassegna, il dialogo tra spettacolo e luoghi della storia continua a essere il tratto distintivo del progetto, trasformando ogni sito in una scena naturale capace di amplificare il significato delle opere.
L’11 agosto, al Castello Beccadelli di Marineo, andrà in scena “Riccardo III. Il potere a pezzi”, una rilettura del capolavoro shakespeariano che indaga i meccanismi della conquista del potere e il progressivo sgretolarsi dell’umanità del protagonista. Lontano da una semplice riproposizione del testo originale, lo spettacolo mette in luce la modernità della tragedia attraverso una drammaturgia che restituisce tutta l’ambiguità di Riccardo: un uomo capace di manipolare, sedurre e distruggere pur di raggiungere il proprio obiettivo. Il risultato è una riflessione sul rapporto tra politica, consenso e responsabilità individuale che conserva una sorprendente attualità.
Il 17 agosto, il festival raggiungerà Ustica con “Essere o non essere Shakespeare”, spettacolo che conduce il pubblico all’interno dell’universo creativo del drammaturgo inglese, intrecciando alcune delle sue opere più celebri in un racconto agile, ironico e ricco di suggestioni. Da Amleto a Macbeth, da Romeo e Giulietta a Re Lear, il percorso attraversa i grandi temi della produzione shakespeariana – amore, potere, gelosia, destino e libertà – dimostrando come le sue parole continuino a parlare con straordinaria efficacia al nostro tempo. Un omaggio al teatro come luogo di confronto, conoscenza e continua riscoperta dell’essere umano.
«Ogni spettacolo nasce dall’incontro tra il linguaggio della scena e quello dei luoghi che lo accolgono», sottolinea il direttore artistico Aurelio Gatti. «Anche quando il programma si concentra su pochi appuntamenti, il Festival continua a costruire un percorso culturale che restituisce centralità ai siti storici e archeologici, facendo del teatro uno strumento per rileggere il passato e interpretare il presente attraverso lo sguardo delle comunità che li abitano.»


