“St’aiu acchianannu a Madonna”
Ho voluto iniziare così,con le parole che lei diceva spesso in questi giorni di luglio.
Mi sono sentito catapultato per un attimo, dal bambino che ero, mentre mi portava con gli altri suoi nipoti a Montesalvo la mattina alle 10.30 e ci spiegava le cose che sapeva, al relatore che sono stato ieri in una chiesa gremitissima di gente partecipe, attenta, incuriosita.
Ho tentato di ricostruire le storie di questi luoghi, di questo quartiere, di questo eremo, di questa gente, che lei conosceva bene, che ha frequentato, visto cambiare e ha amato molto.
Abbiamo parlato di storia , di tradizioni, di arte, di devozione viscerale, di un continuum tra passato e futuro. Abbiamo parlato di tanto, ma abbiamo parlato soprattutto di Lei, che nel suo simulacro dall’alto guardava, come sempre.
É stato un bellissimo viaggio, sono state settimane belle, di ricerca, di studio, di analisi .
É stato bello scoprire figure semplici ma ricche di fascino come quelle di Fra Angelo Lo Musico, di Elisabetta Ciraulo, di Fra Benedetto. É meraviglioso accorgersi che dietro a dei quadri, a delle statue, a dei riti, dei simboli, dei gesti, delle tradizioni c’è un motivo, c’è un perché, c ‘è un messaggio che ci é stato tramandato e che dobbiamo tramandare. C’ é soprattutto la fede di un popolo che ha val icato i secoli.
É stato tutto frutto di un lavoro che non sarebbe stato possibile se non grazie a documenti , materiale, foto, fonti.
Per cui sono diverosi dei ringraziamenti; a Ilarialombardo, Francesco e Francesco per i loro aneddoti e il materiale recuperato e condiviso con la comunità, la loro voglia di scoprire e trasmettere, che ci accomuna. Grazie a Luigi ed Elio Camerlingo , per aver aperto i loro archivi e avermi fatto dono di risorse preziose.
Così come al lavoro certosino di ENNA Come eravamo. che ci consegna spaccati di storia locale attraverso scatti di epoca, veri e propri reperti.
Grazie soprattutto a Fra Domenico Gulioso e alla comunità dei frati e di Montesalvo, per avermi dato questa grande possibilità di ricerca e scoperta. Ma soprattutto per il calore, l’accoglienza , la disponibilità .
Grazie alla tanta, tantissima gente, amici e conoscenti, ma anche non conoscenti che sono accorsi e mi hanno accompagnato in questo viaggio. É stato un grande onore.
E quindi grazie a te , nonna Ciccina,per ciò che mi hai trasmesso, per esserci stata ed esserci ancora, nel soffio del vento, nella dolcezza di un ricordo, nello sguardo di questa Madre.
Si, perché quando la guardo, tra le tante emozioni e pensieri, c’é sempre un pensiero per te.
Perchè questo sguardo, sono certo, é lo stesso che adesso contempli tu .


