Celebrata lunedì scorso l’importantissima solennità dell’Esaltazione della Croce che ad Enna è sentita in maniera particolarmente forte e si festeggia nel Santuario dedicato al Santissimo Crocifisso in Contrada Papardura.
Questo è stato un anno speciale, perché grazie all’ impegno dei precedenti amministratori, l’ex depositario Santo Calzetta, e l’ex presidente Francesco Petralia, è stato riconsegnato ai fedeli, più bello che mai, attraverso l’opera diligente dell’architetto Sebastiano Fazzi e dell’impresa Gaetano Debole il complesso monumentale che raffigura il Crocifisso sul Golgota e l’artistica Via Crucis. E non si può dimenticare la vicinanza e il lavoro dell’ineffabile parroco e pastore, Angelo Lo Presti, un pastore, appunto, con la “puzza delle pecore addosso”. Quest’anno, per l’occasione, è stato presente a celebrare il solenne pontificale e ad impartire la benedizione con la reliquia della Santa Croce, Sua Eccellenza il Vescovo Mons Rosario Gisana che durante l’omelia ha sottolineato come si provi imbarazzo quando si parla della croce “perché si vede che c’è gente che soffre più di noi”. Tuttavia la liturgia invita a parlare della croce. “Ci sono delle indicazioni interessanti e suggestive: lo stesso serpente che mordeva gli israeliti diventa motivo di guarigione.” Sembrerebbe un paradosso, il serpente simbolo del male che diventa veicolo di salvezza. Ma Giovanni che è un fine teologo fa capire chiaramente che Cristo, come il serpente nel deserto, si carica di tutto il male e chi guarda alla sua croce pentendosi, giunge alla salvezza. Importante ruolo in questa opera occupa la Misericordia, difatti, essa è infinita e Dio che è infinito non fa alcuna distinzione tra i peccatori. Un paradosso che è opinione di chi scrive : se Adolf Hitler, un secondo prima di morire si fosse pentito dei suoi peccati, Dio lo avrebbe perdonato? E Saddam Hussein? Talvolta ci definiamo cristiani e cattolici ma abbiamo il giudizio facile . Leggiamo sui Social affermazioni da parte di “delinquenti da tastiera” che si arrogano l’auto definizione di dichiararsi cristiani …sempre pronti ad emettere giudizi, dimenticando che Cristo dall’alto della croce perdonò ai suoi crocifissori, a coloro che gli avevano sputato addosso e lo avevano flagellato…”Se non ci fosse stata questa rilettura di Giovanni che indica in quel serpente Gesù, probabilmente non avremmo mai capito il senso della croce. Ma noi abbiamo a che fare con Gesù che è un serpente? Il serpente diventa simbolo della vita ma anche del male. Il male distrugge se stesso, quando dice che questo servo porterà il male su di sé. Gesù carica su di sé il peccato per liberarci da esso e porta su di sé la maledizione di tutti noi. Il Signore porta su di sé i nostri peccati. L’autore del quarto vangelo fa su di noi questa lettura perché potesse nascere su di noi il senso della giustizia e della riconciliazione. Noi non stiamo facendo una lezione ma leggiamo la Parola di Dio e impariamo a fare quello che dobbiamo fare noi. Siamo capaci di prendere le maledizioni degli altri su di noi come ha fatto Cristo nella Kenosis , svuotando sè stesso della sua divinità?” Ha colpito molto fra i massari la sensibilità verso i disabili. Ma la nuova deputazione dei Massari, oggi è degnamente rappresentata dal depositario Paolo Savoca e dal presidente Gaetano Cammarata che si stanno prodigando per adeguare la festa alle esigenze dei tempi e ad attualizzarla, organizzando manifestazioni culturali e spettacoli di essa corollario . Ha colpito anche la sensibilità verso i disabili. Prima della benedizione padre Lo Presti ha ringraziato ancora una volta la deputazione “Il Calvario ha riacquistato dignità e bellezza, qui vengono pellegrini da tutta la provincia e si celebrano molti matrimoni. Questa è la festa che dà senso a tutte le feste ed è molto significativo che la benedizione sia impartita dal vescovo che è l’apostolo in questa Chiesa che è una costola della Diocesi di Piazza Armerina”Il vescovo a conclusione ha detto: “Vorrei che questo luogo fosse la sintesi di tutti i Golgota che viviamo noi. Il Golgota è anche la rivelazione di un grande amore e sarebbe bello se anche noi se riuscissimo nelle nostre relazioni a scambiarci amore senza ipocrisia”. E dulcis in fundo desideriamo ricordare un depositario che non c’è più. Si tratta di Filippo Valvo, scomparso il 17 marzo scorso. Di lui ci limitiamo a raccontare una breve testimonianza della sua umanità e sensibilità: era la festa della Esaltazione della Croce dello scorso anno e chi scrive aveva difficoltà ad entrare in macchina all’interno del Santuario con un suo amico disabile in carrozzina. Chiese aiuto a Filippo Valvo senza che lo conoscesse e lui pur non essendo più depositario, rendendosi conto della difficoltà disse a chi scrive: “Entra tranquillamente e se qualcuno ti fa osservazioni dì che ti ha detto di entrare Filippo Valvo!”. Chi scrive capì la sensibilità di questo ragazzo e da allora divennero grandi amici. Che Dio lo abbia in gloria per la Santa Crocifissione del suo Figlio. Mario Antonio Filippo Pio Pagaria


