Poteva andare meglio…ma poteva andare peggio. Ma è fuor di dubbio che la risposta della città di Enna all’organizzazione di un momento di incontro in piazza VI dicembre per dire No al Genocidio nella striscia di Gaza è stata al di sotto delle aspettative. Soprattutto facendo il paragone con quanto era accadiuto a poche decine di metri di distanza qualche giorno prima quando ad attendere il ritorno del fercolo di Maria SS Addolorata dal Giubileo di Roma sono stati in migliaia. E non basta come giustificazione una presenza di persone così risicata, che il tutto sia stato organizzato in pochissimo tempo e quindi magari tante persone non hanno saputo o non potevano essere presenti per impegni già presi.
Probabilmente c’è ancora tanta gente che ritiene che la tragedia a Gaza non è un problema che ci interessi mentre invece la presenza all’arrivo della statua di Maria Addolorata era quasi “obbligatoria”.
Ieri sera è venuta a mancare, tranne che per la deputata nazionale Stefania Marino, la presenza di rappresentanti politici e di istituzioni sia pubbliche che religiose invece presenti in massa per il ritorno della statua di Maria SS Addolorata come è venuta a mancare totalmente presenza anche da un punto di vista istituzionale del clero. E dire che già dal primo momento Papa Leone IX sta esortando la comunità internazionale a trovare una soluzione per il massacro che si sta perpetrando a Gaza.
Un segnale che fa sperare per il futuro la presenza di una numerosa rappresentanza di giovanissimi Scout.
I promotori di questa prima mobilitazione, hanno già fatto intendere che molto probabilmente saranno organizzati altri momenti di protesta con l’augirio che questa volta la città di Enna sia un segnale numericamente più incisivo.


