SiciliAntica. Tra le febbri di Leonforte e la luce di Roma: il viaggio siciliano che cambiò San Giovanni Enrico Newman. Nel cuore dell’entroterra ennese, a pochi metri dai capolavori del Borremans nella Chiesa di San Giuseppe, il grande teologo inglese visse nel 1833 la notte oscura dell’anima che lo condusse al cattolicesimo. L’associazione SiciliAntica ne rievoca il passaggio in occasione della memoria liturgica del 9 ottobre.
LEONFORTE (EN) – 9 ottobre 2026. Incastonata in uno dei quartieri più antichi, caratteristici e suggestivi di Leonforte, adagiata in una posizione scenograficamente ammiccante e dominante proprio alle spalle della rotonda e celebre Piazza Margherita, sorge la settecentesca Chiesa di San Giuseppe.
Questo gioiello del patrimonio cittadino riserva al visitatore un felice incontro con la grande arte barocca: la chiesa custodisce infatti i preziosi affreschi di Guglielmo Borremans, il maestro fiammingo che lasciò un’impronta indelebile nella storia figurativa della Sicilia. Ma chiunque varchi la soglia di questo tempio e si soffermi al primo altare a destra, noterà anche un ritratto dal fascino austero e magnetico: l’effigie di un solenne uomo di Chiesa.
Non tutti sanno che proprio il 9 ottobre il calendario liturgico celebra la memoria di questo gigante della fede: San Giovanni Enrico Newman (1801-1890), cardinale, teologo di fama mondiale e riconosciuto tra i più importanti Padri della Chiesa dell’era moderna.
Ma c’è un dettaglio ancora più straordinario e sconosciuto ai più: il cammino spirituale che condusse questo celebre intellettuale britannico dall’anglicanesimo all’abbraccio con la Chiesa Cattolica vide la sua scintilla decisiva proprio a Leonforte.
Un viaggio in Sicilia e l’ombra della malattia
È la primavera del 1833. Il giovane teologo anglicano John Henry Newman si trova impegnato in un lungo Grand Tour nel Mediterraneo. Affascinato dalla bellezza classica e dai paesaggi incontaminati della Sicilia, decide di addentrarsi nell’interno dell’isola — un’impresa che all’epoca si presentava ardua e non priva di incognite e insidie.
Nel maggio di quell’anno, giunto nella cittadina dei Branciforte, la sorte del futuro santo sembra improvvisamente vacillare: Newman viene colpito da una violenta epidemia di febbri tifoidee che lo costringe a un letto di dolorosa degenza. Trovò ricovero e assistenza in un’abitazione situata ad appena poche decine di metri dalla Chiesa di San Giuseppe.
Per giorni e settimane, sospeso tra la vita e la morte nel cuore dell’entroterra siciliano, il giovane pensatore visse un’esperienza estenuante di sofferenza fisica e di profonda angoscia interiore.
La “notte oscura dell’anima” e la svolta leonfortese
Fu proprio durante quelle drammatiche giornate di delirio e solitudine a Leonforte che avvenne una radicale trasformazione spirituale. Nel pieno della malattia, tormentato da un doloroso senso di indegnità ma al contempo confortato da una misteriosa e viva percezione della Grazia divina, Newman ripeteva a se stesso e al suo fedele servitore una frase destinata a rimanere celebre nella storia della letteratura cristiana:
«Non devo morire, perché non ho peccato contro la luce; sì, ho una missione da compiere.»
Le sofferenze patite tra le vie leonfortesi non furono soltanto una tremenda prova fisica, ma rappresentarono per Newman una vera e propria “notte oscura dell’anima”. Fu qui che la Grazia scavò nel fondo della sua coscienza, spogliandolo di ogni certezza dottrinale pregressa e accendendo in lui il desiderio insopprimibile della Verità.
Poco dopo la faticosa guarigione e il ritorno in Inghilterra, Newman avrebbe composto uno dei suoi inni più famosi e toccanti, Lead, Kindly Light (Guidami, luce gentile), le cui prime strofe nacquero idealmente proprio dal buio di quelle ore trascorse a Leonforte. Quel travaglio interiore lo avrebbe guidato, dodici anni più tardi (nel 1845), all’ingresso ufficiale nella Chiesa Cattolica, fino alla solenne canonizzazione proclamata nel 2019.
L’impegno di SiciliAntica: custodire e valorizzare l’identità del territorio
Ancora una volta, in occasione della ricorrenza del 9 ottobre, l’associazione SiciliAntica (Comprensorio di Assoro, Leonforte, Nissoria) ha voluto rievocare e celebrare la figura di questo gigante della cultura e della fede universale.
L’effigie custodita nella Chiesa di San Giuseppe non è soltanto un’opera d’arte da ammirare tra le pennellate del Borremans, ma la testimonianza tangibile di un passaggio storico indelebile: Leonforte non è stata una semplice tappa geografica nel viaggio di Newman, bensì il vero crocevia spirituale in cui la sua vita è cambiata per sempre.
Riscoprire e valorizzare queste pagine di storia significa ridare voce e dignità al patrimonio artistico e immateriale locale, ricordando a residenti e visitatori che le vie del nostro territorio sono state teatro di eventi dal respiro e dalla risonanza mondiale.
BOX INFORMATIVO / NOTE PER I LETTORI
• Luogo: Chiesa di San Giuseppe – Leonforte (EN)
• Promotore dell’iniziativa: Associazione SiciliAntica – Comprensorio di Assoro, Leonforte, Nissoria
• Ricorrenza: 9 Ottobre (Memoria liturgica di San Giovanni Enrico Newman)

