SICILIA: PONTE SULLO STRETTO. GIAMBONA “REGIONE AFFONDA TRA LE BUCHE MENTRE SALVINI ESULTA”
PALERMO (7 agosto 2025) – “Mentre in Sicilia ci vogliono 10 ore per andare da Trapani a Messina e 14 ore per arrivare da Trapani a Ragusa, il ministro Salvini continua a esultare e a vendere il Ponte sullo Stretto come la panacea di tutti i mali del Sud. Un giocattolo costosissimo che, in realtà, non convince nemmeno chi governa con lui. La premier Meloni, infatti, se ne tiene ben alla larga, lasciandogli tutta la scena e il peso”. Lo ha detto Mario Giambona, vicepresidente del gruppo PD all’Assemblea Regionale Siciliana.
Il deputato regionale continua il suo intervento spiegando che “il Ponte sullo Stretto è diventato il grande spot elettorale permanente di Salvini, buono solo a riempire comizi e titoli di giornale. Ma se si guarda alla realtà – quella vera, fatta di chilometri di strade provinciali dissestate, di paesi isolati, di ambulanze bloccate nel fango e di pendolari ostaggio dei crateri stradali – il quadro è desolante. In Sicilia oltre 10.000 chilometri di strade provinciali sono in stato di abbandono, mentre intere comunità devono fare i conti con la difficoltà di raggiungere un ospedale, una scuola, una stazione. Il ponte per Salvini è un simbolo, ma per noi è solo l’ennesima distrazione di massa a spese degli italiani e dei siciliani”.
Giambona continua ponendosi un interrogativo: “con quali strade dovrebbe collegarsi questo fantomatico ponte? Secondo i sondaggi, gli italiani non considerano il ponte una priorità, ma Salvini preferisce ignorare la realtà, continuando a raccontare la favola del “collegamento strategico” mentre il vero isolamento lo vivono, ogni giorno, migliaia di siciliani prigionieri di un sistema infrastrutturale fermo al dopoguerra e abbandonato a all’incuria”, e conclude precisando che “il Partito Democratico – a differenza di chi governa – non si oppone allo sviluppo, ma al fumo negli occhi. Siamo per opere utili, credibili e sostenibili. E prima di progettare un ponte multimiliardario che forse non si farà mai, ci batteremo per mettere in sicurezza la viabilità interna, ridurre le distanze reali tra le province e garantire ai cittadini siciliani il diritto fondamentale alla mobilità”.


