SCORDIA, L’EUROPA ACCENDE I RIFLETTORI SUL CENTRO PER L’IMPIEGO
Antoci: “Sui 500 mila euro di fondi PNRR Bruxelles faccia chiarezza”.
Bruxelles, 28 ottobre 2026 – Cinquecentomila euro di fondi PNRR destinati al potenziamento del Centro per l’Impiego di Scordia, in provincia di Catania, finiscono sotto la lente della Commissione europea. A sollevare il caso è Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, che, dopo le diverse segnalazioni del Gruppo Territoriale M5S di Scordia e le interrogazioni presentate a livello regionale e nazionale, porta la vicenda a Bruxelles attraverso un’interrogazione parlamentare.
“Abbiamo deciso di portare questa vicenda all’attenzione della Commissione europea perché riteniamo necessario fare piena chiarezza sulla gestione di questi finanziamenti. Parliamo di mezzo milione di euro di risorse europee che dovrebbero servire a migliorare i servizi per il lavoro e offrire ai cittadini strutture moderne, efficienti e accessibili”, dichiara Antoci.
Al centro della vicenda, la scelta del Comune di Scordia di optare per l’acquisto di un immobile da una società privata. In seguito ad alcuni rilievi del Dipartimento regionale, sembrerebbero inoltre emergere ulteriori criticità.
“Sono circostanze sulle quali occorre fare luce” prosegue Antoci. “Non possono esserci dubbi o zone d’ombra sulla gestione di fondi pubblici, soprattutto quando sono destinati a servizi essenziali per i cittadini. Vogliamo sapere se le procedure utilizzate siano state trasparenti, se i costi sostenuti siano congrui e se gli immobili rispettino tutti i requisiti di accessibilità, conformità e funzionalità”.
Con l’interrogazione, Antoci chiede alla Commissione europea di sollecitare verifiche da parte delle autorità italiane e di valutare eventuali strumenti di controllo a tutela delle risorse europee.
“I fondi del PNRR rappresentano un’opportunità fondamentale per i nostri territori, soprattutto in Sicilia. Ma ogni euro deve essere speso con trasparenza e nell’esclusivo interesse della collettività. Per questo chiediamo a Bruxelles risposte chiare e verifiche puntuali. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzati i soldi pubblici. Su questo non faremo passi indietro”, conclude Antoci.

