Sanità: Mannino ( Cgil Sicilia), “Inchieste confermano zona grigia e contiguità tra livello politico , amministrativo e imprenditoria per affari e consenso , mentre il diritto alla salute resta in soffitta”.
Palermo, 12 giu- “L’inchiesta della procura di Palermo e della Guardia di finanza, insieme a quella di Catania, conferma l’esistenza di una zona grigia, di una contiguità tra livello politico, burocratico e impreditoria, con nomine che avvengono senza trasparenza e che configura un sistema sanitario terreno di clientele, ruberie, illeciti e arricchimenti e non in grado di garantire il diritto alla salute dei cittadini.”: lo dice Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. “In seguito agli innumerevoli scandali scoppiati- afferma Mannino- più volte la nostra organizzazione ha sollecitato trasparenza e criteri di merito nella nomina dei manager, insieme a un piano di rilancio della sanità pubblica serio e credibile, con la rimodulazione delle rete ospedaliera, il rafforzamento della medicina territoriale, nuova assunzioni. Ma continua a non accadere nulla se non gli scandali”. Per Mannino “questi nuovi casi che scuotono la sanità siciliana hanno un’unica realtà alla base: quella di una politica della sanità fallimentare perché prevalgono le ragioni di schieramento e di fedeltà, che scantonano come evidente anche nell’illecito, piuttosto che gli interessi dei cittadini. Questo- sottolinea -è un modo di procedere che penalizza tutti i siciliani, che attendono una riforma del sistema sanitario pubblico laddove gli investimenti servano per aumentare le prestazioni e renderle esigibili a tutti piuttosto che per alimentare le tasche di faccendieri , funzionari e intermediari senza scrupoli alimentando la macchina del consenso”.


