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Salute: La storia di Viorica e la sua richiesta d’aiuto

La storia di Viorica e la sua richiesta d’aiutoLettera apertaViorica Geraci, di Casteldaccia, ex studentessa diScienze della Natura e dell’Ambiente, necessitadi cure mediche, in quanto è affetta da frequentibronchiti e c’è anche il sospetto, da recentianalisi, che sia affetta da fibrosi cistica, unamalattia molto grave. Non può affrontare da sola le spese necessarie,poiché è disoccupata e non può percepire,attualmente nessuna forma di sostegno al reddito,come il reddito di cittadinanza. Ad aggravare lasituazione, vi è il fatto che Viorica vive da sola,essendo orfana di entrambi i genitori e non puòcontare quindi sull’aiuto di nessuno. Abbiamo ricevuto la sua lettera aperta, indirizzataal maggior numero di organi di informazionipossibili, nonché alle istituzioni, affinché vengaaccolta la sua richiesta d’aiuto, che siamo lieti dipubblicare. È stata attivata una raccolta fondi su Facebook,per sostenere le cure mediche di cui Viorica habisogno, al seguente link:https://www.facebook.com/donate/1546294265539719/————————————————————————————————————————“Salve, mi chiamo Viorica Geraci, ho 29 anni, sono nata a Chisinau, in Moldavia. Sono nata alsettimo mese di gravidanza e alla nascita sono stata in terapia intensiva neonatale consupplemento di ventilazione meccanica. Dopo mi hanno portato in orfanotrofio, lì ci sono rimastafino all’età di 5 anni, subendo maltrattamenti, ricordo anche che da mangiare mi davano pane,acqua, uova sode e brodo vegetale. Nel gennaio del 1996, a 5 anni e mezzo, arrivai in Italia, perché sono stata adottata da una coppiaitaliana, dalla quale ho ricevuto tanto amore, affetto e non mi hanno fatto mai mancare nulla. Giunta all’età di 15 anni, dovetti affrontare la perdita di mio padre adottivo, morto di cancro (acausa di un microcitoma polmonare). Da allora, fu il nonno materno, Biagio La Tona ad aiutareeconomicamente sia me sia mia madre adottiva, Rosaria La Tona. Mi sono diplomata al liceo socio-psico-pedagogico con il punteggio di 92/100, nel 2009. Nel 2012ho iniziato la carriera universitaria, iscrivendomi al Corso di Laurea in Scienze della Natura edell’Ambiente. In questo periodo mi prendevo anche cura della mamma e del nonno, sofferente di cuore, polmoni ereni. Nonostante tali difficoltà riuscì a sostenere tre esami universitari, con ottimi voti: biologiacellulare, matematica e fisiologia umana. Nel 2015 mia madre cominciò ad accusare dolori osseidiffusi e tosse stizzosa che culminarono in una forma di broncopolmonite. Nel marzo 2016 a miamadre venne diagnosticato un adenocarcinoma polmonare avanzato.
Il suo calvario durò un anno e mezzo, nonostante le moderne terapie in campo oncologico,sviluppate fin ad allora, ma che, purtroppo non furono sufficienti: mia madre morì nel 2018.Io adesso mi ritrovo in grave disagio economico, senza potere contare sull’aiuto della famiglia, nesu un supporto psicologico e affetto da loro. Non ho trovato lavoro, neppure come badante. Nonposso usufruire del reddito di cittadinanza, in quanto nel 2018 ho usufruito del reddito di invaliditàcivile di mia madre, denaro che oramai è finito. Lo stato quest anno richiede la giacenza media degli ultimi due anni. Attualmente ho pure problemidi salute, non affatto indifferenti, che si erano già manifestati nel 2015, quando mi ammalai dibronchiti frequenti ed accusai problemi intestinali e di digestione. Ad aggravare la situazione vi èuna diagnosi sospetta di fibrosi cistica. Nel 2016 la pneumologa Giusy Crimi, mi aveva parlato disindrome rino-bronchiale, probabilmente su base allergica. Recentemente ho avuto un attaccod’asma, che non aveva risposto in maniera efficace al “Ventolin” e ora sono in cura con lo sprayFoster e Ventolin spray al bisogno. Ho chiesto aiuto ai ricercatori della Telethon che hanno pensato alla fibrosi cistica atipica, comecausa del mio malessere. Da 7 mesi ho una leucocitosi neutrofila, transaminasi alte, sabbia biliare,albumina bassa, potassio un po’ basso. Devo fare gli esami per un sospetto di fibrosi cistica. Nel 2017, quando mia madre adottiva Rosaria La Tona aveva la malattia in fase terminale,vennicontattata dalle due sorelle biologiche più grandi di me, Maia e Cornelia Tanas. Ho conosciutotelefonicamente il padre biologico, docente alle scuole superiori di matematica, fisica einformatica. A marzo 2019 ho avuto contatti con la madre biologia, affetta da cancro al colon-retto, con metastasi al polmone, aritmie cardiache, ricorrenti bronchiti. Tramite la sorella Cornelia,ho scoperto che la nonna materna è morta per una grave patologia, forse la la fibrosi cistica, daqui presumo che con molta probabilità, soffro di una patologia ereditaria. Dato le mie gravi difficoltà, ho chiesto aiuto anche alla famiglia biologica, ma è stato inutile.Voglio rendere noto, che sono cittadina italiana e che come tale ho diritto anche io a fare una vitanormale e ad avere diritto alle cure mediche, dato che la maggior parte dei farmaci non sonosoggetti a prescrizione medica. Sottolineo, inoltre, che le istituzioni, attualmente, non migarantiscono un lavoro, come prescritto dai miei diritti in modo da potermi garantire lasopravvivenza e le necessarie quanto indispensabili cure mediche.Dovrei sottopormi a degli esami clinici tramite colonscopia virtuale, ma l’esame è a pagamento,così come risulta da consultazioni, con il medico internista Stefano La Spada ed io, purtroppo, nonho il denaro necessario e non percepisco, attualmente, nessuna forma di reddito.Ho deciso di scrivere questa lettera aperta, affinché le istituzioni locali si interessino del mio caso,in modo da potermi aiutare”.Viorica Gerac

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