ROMEO&GIULIETTA.COM
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI CARRARA
Lunedì 2 – Martedì 3 Marzo ore 18:15
Milano, 27 febbraio 2026 – City Open Museum – Com-Unità dell’Arte Diffusa accoglie un nuovo progetto performativo che trasforma gli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Carrara in un’esperienza immersiva e corale, dove teatro, arti visive e linguaggi multimediali si intrecciano per restituire una riflessione sulla tragica banalità dell’odio.
L’acronimo C.O.M. (City Open Museum) sintetizza un progetto di arte diffusa, transmediale e interattiva promosso dall’Accademia: un museo a cielo aperto e insieme un luogo mentale che supera la distribuzione topografica tradizionale dell’arte, mettendo in relazione Conservatori, Accademie e Università in un sistema a cerchi concentrici. Nascono così comunità temporanee capaci di condividere esperienze e differenze, mantenendo viva l’identità dei territori. Una grande comunità (con)temporanea che, come sottolinea il direttore artistico Angelo Capasso, interpreta la vocazione dell’arte a vivere oltre confini rigidi.
La performance
Una figura di donna bendata, con una spada e un abito da sposa, indica dove siamo, chi siamo, perché ci siamo. Poco distante, un giovane – forse ubriaco o drogato – sussurra parole farneticanti di duelli e scherni.
Un gioco di scatole cinesi si apre negli ambienti del Palazzo dell’Accademia: biblioteca, nel cui atrio si incontra l’imponente gesso della Nike (o Vittoria di Samotracia), scalinata, aula di anatomia, andito della Letizia, cortili che si accendono di nuova vita. Tulle, veli e damaschi si mescolano a dipinti e statue; rulli di tamburi, grida e musiche dolcissime trasformano gli spazi in paesaggi mentali.
È la storia di Giulietta e del suo Romeo: la rottura di un mondo fondato verticalmente sul nome – Dio al Principe, il Principe al Padre, il Padre al Figlio – frantumato da una domanda: «Che cosa vuol dire Montecchi?». Una lama che squarcia la regola. Io, Giulietta. A te, Romeo.
Il tempo accelera: non esiste più il pensiero, solo azione, istinto animale, amore e morte intrecciati fino all’ultimo sussulto. Poi la storia rallenta e si ferma. Resta un corpicino nudo, sporco di sangue: Giulietta, carne innocente del caso e dell’odio.
Tema centrale: la tragica banalità dell’odio
Il progetto mostra amore e vita travolti da una forza più grande: l’odio, ripetitivo e banale, apparentemente evitabile ma storicamente inevitabile. Ambientare la vicenda negli anni Settanta evidenzia come violenza e intolleranza nascano da automatismi sociali e culturali. Gli amanti non muoiono solo per passioni estreme, ma per l’incredibile stupidità dell’odio, cieca e determinata. Le azioni di Montecchi e Capuleti diventano metafora del nostro quotidiano conformarci alla violenza.
Un progetto corale nel segno dell’arte diffusa
Inserito nel City Open Museum, lo spettacolo è itinerante: il pubblico attraversa gli spazi dell’Accademia trasformati dagli studenti di Scenografia in una Verona simbolica — strade di conflitto, stanze d’amore, luoghi di destino. La messinscena integra video e linguaggi multimediali, creando un’esperienza immersiva. Il cast riunisce giovani attori neodiplomati o diplomandi dell’Accademia del Dramma Antico di Siracusa, affiancati dagli attori del WiShkespeare-Lab diretto da Andrea Battistini, regista dello spettacolo. La storia è restituita dal punto di vista dei giovani, con freschezza e innocenza passionale che trasformano in carne il verso shakespeariano. Nell’adattamento e nella regia di Battistini, la vicenda è compressa in un unico atto di 1 ora e 45 minuti: dalla festa dei Capuleti al primo sguardo, fino alle strade di Verona dove quattro ragazzi trovano la morte. Con ritmo cinematografico, parole, suoni e video scarnificano i personaggi, ridotti a funzioni sacrificali di emozioni.
Non esiste più il pensiero: solo azione, istinto animale. Amore e morte si intrecciano fino all’ultimo sussulto.
In arrivo un progetto di rigenerazione urbana
Tra i vari prestigiosi progetti inseriti nel progetto COM – City Open Museum, l’Accademia sta lavorando allo sviluppo di un ampio progetto di rigenerazione urbana che interesserà il territorio di Carrara, più specificatamente il quartiere di Caina, con l’obiettivo di promuovere processi condivisi di trasformazione dello spazio pubblico e di rafforzare il senso di comunità tra gli abitanti.
Il progetto prevede il coinvolgimento di un affermato duo artistico italiano Bianco-Valente, la cui ricerca si distingue per l’indagine sui temi della relazione, della memoria collettiva e delle dinamiche percettive tra individuo e ambiente. Il loro lavoro si sviluppa attraverso installazioni, interventi site-specific e pratiche partecipative che mettono al centro l’esperienza umana e la costruzione di significati condivisi, attivando processi di ascolto e co-creazione con le comunità coinvolte.
L’iniziativa si realizzerà attraverso percorsi partecipativi che coinvolgeranno attivamente gli abitanti della zona, con particolare attenzione alle realtà delle case popolari, al fine di costruire insieme un processo di rigenerazione capace di rispondere ai bisogni reali del territorio e di valorizzarne le identità sociali e culturali. Le attività saranno inoltre parte integrante del percorso formativo degli studenti dell’Accademia, che prenderanno parte alle fasi di ricerca, ascolto e progettazione, sperimentando sul campo pratiche di arte pubblica e cittadinanza attiva.
Fondamentale sarà il sostegno e la collaborazione dell’ERP di Carrara e di Spazio Alber1ca, realtà che da anni promuove pratiche di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza, favorendo il dialogo tra istituzioni, artisti e comunità locali. Il contributo di questa esperienza consolidata garantirà un approccio inclusivo e strutturato, volto a rendere gli abitanti protagonisti attivi del processo di trasformazione urbana. Il progetto si configura così come un laboratorio aperto di cittadinanza attiva, in cui arte, territorio e comunità convergono per generare nuove forme di appartenenza e cura condivisa dello spazio pubblico.
Info e orari:
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ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI CARRARA
Lunedì 2 – Martedì 3 Marzo ore 18:15
Scene e costumi: corsi di Scenografia e Costume, prof. Italo Grassi e prof.ssa Anita Lamanna
Linguaggi multimediali: corso di Audiovisivi lineari, prof. Flavio Lazzeri
Assistente ai costumi: Asya Fulani
Regia: Andrea Battistini
Interpreti:
Romeo – Giovanni Taddeucci Giulietta – Allegra Azzurro Mercuzio – Giuseppe Orecchio
Madonna Capuleti – Cecilia Malatesta
Capuleti – Patrick Passini Balia – Sara Battolla Tebaldo – Davide Sgamma
Frate Lorenzo – Elia Fiorentini
Principe – Paolo Mutti
Luna – Anastasia Cino
Conte Paride – Nicolò Barbato
Danza e animazione: Arts & Musical School, Massa
Un’opera collettiva che, nel quadro del City Open Museum, rende l’arte esperienza condivisa e diffusa, restituendo agli spazi e alla comunità una narrazione viva, urgente e profondamente contemporanea.
Ingresso gratuito prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti, info su: https://www.cityopenmuseum.com/
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Cos’è C.O.M.unità dell’arte diffusa
C.O.M. è un museo a cielo aperto, un luogo mentale che varca i confini della tradizionale distribuzione topografica e geografica dell’arte tra le città, le piazze, i parchi. Dall’Accademia di Belle Arti di Carrara si slancia un progetto che intende costruire uno spirito di comunione tra le comunità delle arti secondo un sistema a cerchi (centri) concentrici, in cui i progetti dei Conservatori, delle Accademie e delle Università che hanno accolto l’invito si inanellano l’un l’altro generando a loro volta altre comunità che condividono le esperienze scaturite da ogni singolo, come una costellazione temporanea fatta di differenze, in cui ogni territorio, contesto culturale locale, o sensibilità alla ricerca, mantiene la propria identità. Il risultato è la generazione di luoghi mentali che reinterpretano la vocazione dell’arte a vivere al di fuori di confini rigidi, all’interno di una totalità, secondo quella spinta wagneriana che oggi si esprime come una grande comunità (con)temporanea.


