Ristorazione in Sicilia: stipendi in crescita del 7,2% in un anno, nel 2026 una posizione su due offre almeno 1.750 euro netti al mese
L’Osservatorio Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione, rivela che la retribuzione è di circa 117 euro netti in più rispetto alla scorsa estate, il 67% delle offerte include l’alloggio, quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Il 97% degli annunci richiede la settimana lavorativa da sei giorni, il dato più alto a livello nazionale.
Secondo l’Osservatorio Restworld sulle retribuzioni nel settore della ristorazione, in Sicilia le retribuzioni offerte nella ristorazione sono complessivamente in linea con la mediana italiana e, nell’ultimo anno,registrato una crescita significativa con stipendi netti equivalenti da 27.500 euro. Il mercato regionale resta fortemente segnato dalla stagionalità e dai flussi turistici, che incidono sulla diffusione dell’alloggio e sull’organizzazione della settimana lavorativa.
È quanto emerge dall’indagine di Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione. L’analisi considera le offerte pubblicate nella regione da aprile 2024 a oggi.
Gli stipendi salgono: più 7,2% rispetto allo scorso anno
La mediana di un lavoro a tempo pieno nelle offerte analizzate in Sicilia è di 1.700 euro netti al mese, sostanzialmente in linea con il dato nazionale. Nel confronto tra la scorsa estate e questa, la retribuzione mediana è passata da 1.633 a 1.750 euro netti al mese: un aumento del 7,2% in un anno, pari a circa 117 euro mensili.
“Il dato siciliano restituisce un quadro più competitivo di quanto spesso si immagini: le retribuzioni sono in linea con il livello nazionale e crescono del 7,2% in un anno. La forte presenza di offerte stagionali e con alloggio mostra però quanto il mercato resti legato alla capacità delle imprese di attrarre personale durante i picchi turistici”, commenta Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.
I ruoli più retribuiti e quelli più difficili da trovare
La figura meglio retribuita è il cuoco capo partita, con una mediana di 1.900 euro netti al mese. Seguono gli aiuto cuochi, con 1.642 euro, mentre i camerieri si attestano a 1.400 euro. Tra il ruolo più pagato e quello con la retribuzione più bassa tra i principali si registra quindi una differenza di circa 500 euro mensili.
La difficoltà nel reperire figure qualificate riguarda soprattutto i profili specializzati della cucina. Il cuoco capo partita e le altre figure di brigata sono i mestieri più complessi da coprire, confermando come esperienza e competenze specifiche incidono sulla capacità delle imprese di completare gli organici.
Il turismo pesa su alloggio e organizzazione del lavoro
Nell’ultimo trimestre il 67% delle offerte include l’alloggio, quasi il doppio rispetto al 34% a livello nazionale, mentre il 58% delle posizioni è stagionale, contro il 31% in Italia. I pasti sono inclusi nel 70% degli annunci. Il 18% richiede la conoscenza dell’inglese e il 97% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, dato più alto a livello nazionale.
Le offerte arrivano soprattutto da Palermo, Catania e da località a forte vocazione turistica, tra cui Portopalo di Capo Passero, Riposto, Lampedusa, Panarea e Taormina.
Il quadro nazionale, più trasparenza e meno turni spezzati
Il focus regionale si inserisce nel quadro delineato dall’Osservatorio Restworld, basato su 6.108 offerte di lavoro pubblicate in tutta Italia tra aprile 2024 e giugno 2026. A livello nazionale, la retribuzione mediana si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese; il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% propone una retribuzione superiore a 1.300 euro netti equivalenti mensili.
L’Osservatorio rileva inoltre che la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% delle aziende propone un contratto a termine con prospettiva di stabilizzazione.
“Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stanno diventando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo”, conclude Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.


