RICORDI DEL PASSATO
Le mie esperienze elettorali
Per due volte negli anni 1963 e 1967 sono stato scelto dal mio partito la D.C. per essere candidato all’Assemblea Regionale Siciliana per la provincia di Enna.
Scelta condivisa dall’On. Giuseppe D’Angelo, allora leader del partito, sia per i miei trascorsi politici che per essere Presidente dell’Ospedale di Enna.
Il risultato, per me soddisfacente, non fu però quello sperato nel confronto con i voti di lista.
Nessuna considerazione da me venne fatta circa i risultati ottenuti, tanto che dopo quattro anni, fu lo stesso On .D’Angelo ad imporre la mia nuova candidatura.
Due eventi di una certa importanza ho pensato di tramandare con questa nota.
Il primo estrapolato dal mio libro in corso d’opera “Il mio Diario di una vita intensamente vissuta”, mentre per il secondo il testo integrale di una mia lettera, datata 6 giugno 2016, spedita al mio carissimo amico Franco Nicastro, già direttore del giornale Sicilia Domani, vicino alle posizioni dell’On.D’Angelo, il quale ha anche scritto il libro “Giuseppe D’Angelo, il democristiano che sfidò la mafia, le mafie e l’antimafia.
Queste le mie prime considerazioni, parlando del mio rapporto con l’On. Giovanni Gioia;
Delegato provinciale del movimento giovanile di Palermo, deputato per sei legislature, Vicesegretario nazionale del partito nel 1969 e capo della Segreteria politica di Fanfani quando lo stesso Presidente del Consiglio manteneva anche la carica di Segretario del Partito.
Un solo fatto ritengo di dovere ricordare:
Un giorno del 1966 mi chiamò per telefono e mi disse che mi voleva incontrare.
Ero stato candidato per la prima volta nelle elezioni del rinnovo dell’Assemblea regionale ed ero risultato il primo dei non eletti.
A livello politico era stato deciso di eliminare l’On. Giuseppe D’Angelo, Presidente della Regione, eletto nel mio stesso collegio.
Il motivo gli atteggiamenti di D’Angelo si manifestavano sempre in aperto contrasto con le scelte da concordare con i maggiori rappresentanti del partito di allora: Gioia/Palermo, Drago/Catania e Gullotti/ Messina.
Alcuni proponevano di liquidare D’Angelo offrendogli la Presidenza del Banco di Sicilia, altri erano contrari.
Giovanni Gioia mi disse che lui era determinante tra i contrari ma, tenuto conto che nel caso di nomina di D’Angelo e le sue contestuali dimissioni, io avrei preso il suo posto a Sala d’Ercole, si era creato un problema di coscienza per i nostri rapporti.
Gli risposi di considerare soltanto se il potere del Presidente del Banco di Sicilia nominato per cinque anni, ai fini delle linee concordate dai politici siciliani, potesse essere minore di quello del Presidente della Regione, al quale potrebbe essere riservato un voto di sfiducia in ogni momento.
Gioia apprezzò il mio disinteressato discorso e la nomina di D’Angelo a Presidente del Banco di Sicilia venne accantonata.
Questa situazione fu l’anticamera della mancata elezione di D’Angelo nelle successive elezioni regionali del 1967. da me commentate con la lettera scritta il 6 giugno 2016 al dr. Franco Nicastro, già direttore della rivista “Sicilia Domani” (espressione del gruppo vicino all’On. Giuseppe D’Angelo), che preferisco trascrivere.
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