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Quando un accordo di mediazione civile riduce anche la massa dei processi penali.

Si parte da una mediazione volontaria. I protagonisti sono due ragazzi, uno dei quali ancora minorenne, che qualche mese fa si sono picchiati perchè si contendevano una ragazzina. La storia, di per sè, potrebbe sembrare romantica, ma, ahinoi, ha portato, soprattutto per i genitori, molta preoccupazione e sofferenza. Il ragazzo più grande, anche se appena diciottenne, ha avuto la peggio riportando lesioni alla teca cranica. Sono scattate reciproche denunce e richieste di risarcimenti. Contravvenendo alle regole, l’esperto mediatore dell’Organismo Internazionale di Mediazione dell’A.N.P.A.R. iscritto al n. 24 nel Registro del Ministero di Giustizia, ha tenuto diversi incontri ‘preliminari’ perchè teneva davvero alla loro pacificazione e, onestamente e senza presunzione, se li avesse lasciati andare barricandoli dietro la scelta di proseguire con la mediazione, non sappiamo se oggi si sarebbero stretti la mano, come in effetti hanno fatto. I ragazzi sempre silenziosi, i familiari invece più determinati nel rappresentare le pretese e nel giustificare i loro figli. Immedesimandosi, come genitore, ha cercato di trovare la ragione l’avrebbe indotto a trovare un accordo. Ha fatto leva sulla circostanza che la pendenza di questi giudizi avrebbe seriamente pregiudicato il futuro imminente di questi ragazzi, il loro curriculum, la loro partecipazione ai concorsi, a corsi, sino a finire ad un eventuale posto di lavoro perchè, con i tempi della Giustizia, il certificato penale sarebbe rimasto ‘macchiato’ a lungo. Sic! Gli occhi di tutti, seduti attorno al suo mega tavolo, ma a distanza regolamentare, erano rivolti improvvisamente verso il basso, anche quelli dei suoi colleghi avvocati, anche loro genitori. Da quel momento la strada è stata in discesa, si è trattato solo ridurre le pretese risarcitorie e di concordare un pagamento dilazionato. Allo stesso tempo, però, in quel momento potevano lasciarlo, trovare un accordo negli studi dei loro avvocati e, onor del vero, ha creduto lo facessero. Invece no, concordemente hanno voluto che l’accordo si chiudesse con il lui, in mediazione, dove hanno iniziato il loro cammino. Questa è la forza della mediazione, che dopo dieci anni per certi versi lo fa ancora commuovere, quasi quanto le parole della Cartabia.

Comunque, la ragazzina che ha scatenato il putiferio, oggi è felicemente la fidanzata del ragazzo minorenne ed è un grande amore.

Conclusioni: per una vera deflazione dei processi giudiziari è necessario mediare i conflitti piuttosto che aggravarli. Questo è il compito del mediatore e delle parti.

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