Prosegue spedita la preparazione alla Madre di tutte le feste degli Ennesi, la più grande, ovvero la Solennità di Maria Santissima della Visitazione. Ieri pomeriggio, difatti, nella Festa dei Santi Pietro e Paolo, i confrati Ignudi e Devoti, dell’omonima congregazione, guidati dall’assistente spirituale Enzo Murgano e dal rettore Angelo Campione, si sono recati presso la chiesetta di San Pietro dove hanno celebrato i vespri solenni dei due grandi Santi Apostoli , colonne portanti del cristianesimo, Pietro, appunto, il pescatore di Galilea, chiamato da Cristo a diventare “pescatore di uomini” e Paolo di Tarso, l’Apostolo delle genti, folgorato sulla via di Damasco, dalla luce di Cristo. Terminata la funzione, i confrati con a capo lo Stendardo e le croci di Rappresentanza, con il Vassoio portato dal rettore e contenente le chiavi della nicchia della Cappella dei Marmi, a destra dell’Altare Centrale del Duomo, dov’è riposto il sacro simulacro di Maria, qui si sono recati processionalmente e, recitando il santo rosario. Qui, sempre il rettore, non dopo aver urlato a squarciagola il classico “E chiamamu la Regina di l’Angili!”, al quale i confrati e ormai anche gran parte della folla risponde : “ Ebbiva Marì!”, ha aperto la Nicchia dov’è custodita la sacra Statua di Maria che è stata ancora una volta, con un rito che ormai si ripete dal 1412, disvelata agli occhi degli ennesi, fra donne e uomini che piangono di gioia e di commozione e che consegnano, in quegli attimi, a Maria, le loro attese e le loro speranze perché lei, solo lei, come sa e può fare, le metta nelle mani di quel Bambino che porta in braccio. Subito dopo, la Madonna è stata collocata sopra una portantina ed è stata traslata a spalla dagli Ignudi, dalla Cappella dei Marmi all’Altare Centrale, dove è stata intronizzata con ai piedi un mazzo di rose bianche, segno di candore e purezza. Subito dopo è iniziata la messa solenne propria dei Santi Pietro e Paolo, durante la cui omelia, padre Enzo Murgano, affiancato sull’altare dai frati francescani minori di Montesalvo, il guardiano, Domenico Gulioso, Benedetto Lipari , Stefano Cammarata e Francesco Ferdico, che accoglieranno l’effigie della Madonna durante il suo pellegrinaggio a Montesalvo stessa, ma di questo avremo tempo di parlare. Sempre sull’altare anche i diaconi Mimmo Cardaci e Pietro Valenti. Terminato il rito di intronizzazione della Madonna sull’altare centrale, durante il quale la Corale dedicata alla Madonna e diretta dal maestro Santino Cancaro ha intonato le litanie lauretane, è iniziata la Santa Messa nella cui omelia Murgano ha sottolineato come ancora una volta la Madonna ed Enna siano un “Binomio potente” ovvero un unico grande corpo, non solo significato dalla massiccia presenza di popolo ma anche da coloro i quali per un impedimento o per un altro non possono essere presenti. Il sacerdote ha ringraziato le autorità presenti con a capo il sindaco Vladimiro Crisafulli nella sua prima volta da primo cittadino e
Il suo vice, il deputato nazionale Stefania Marino, che, va ricordato, oltre ad essere stata impegnata nell’area cattolica, ricopre una carica molto importante e attinente alla Carità Cristiana, che sicuramente la porterà a collaborare con la Chiesa Cittadina, quella di assessore alle Politiche Sociali. Presenti anche il presidente del collegio dei rettori delle confraternite di Enna Giovanni Zodda e il responsabile del coordinamento diocesano delle stesse Gaetano Di Venti. Murgano ha dunque sottolineato come Maria sia la più grande mediatrice presso il trono dell’Altissimo e lo ha fatto ricordando il miracolo delle nozze di Cana quando lei in punta di piedi, dice al Figlio: “non hanno più vino” e poi ai servi: “Fate quello che lui vi dirà”. In queste due semplici frasi si racchiude l’enorme ruolo di Maria, quello di interceditrice e quello di tenera Madre e guida che dà a ciascuno di noi l’indirizzo esatto per giungere verso il Figlio, il quale ci conduce al Padre. E ciò lo si può concretizzare soltanto ascoltando e mettendo in pratica la Parola. “Il Concilio Vaticano II – ha detto Murgano – sancisce nella Lumen Gentium che “Da lui veniamo, per mezzo suo viviamo, a lui siamo diretti” , le nostre vite quindi sono orientale a Cristo. “Paolo, ha proseguito il parroco del duomo- esprime questo sentimento nella seconda lettera a Timoteo , quando dice ‘ho combattuto la buona battaglia e mi resta soltanto la corona che Cristo mi assegnerà’ . Gli apostoli vivono il loro quotidiano nelle contrarietà in funzione di Cristo. Pietro dal lago di Galilea in poi da dove viene chiamato vive in funzione di Cristo . Paolo da quel baratro di cecità e di persecuzione nei confronti dei cristiani in cui si trova, quando incontra Cristo cambia la sua vita fino all’unione finale di dare la propria vita per Cristo con Cristo e in Cristo. Entrambi sono uniti dall’esperienza del martirio” “Siamo qui per invocarli, perché ci diano la testimonianza del martirio per essere anche noi testimoni del Signore”. “Contemporaneanemente – ha continuato- avviamo i giorni intensissimi della devozione a Maria che ci guida nell’esperienza del discepolato. Lei ci insegna a vivere la vita buona del Vangelo in quel “fate quello che lui vi dirà”
A lei affidiamo la nostra vita e nello stesso tempo a lei consegnamo la nostra esperienza di vivere come discepoli del Signore ”. La serata si è conclusa con un bagno di folla in piazza San Francesco dove la nuova Amministrazione Crisafulli per mezzo degli assessori Randazzo e Milano ha organizzato l’esibizione gratuita del famoso attore, comico e cabarettista Uccio De Santis. Adesso si attende la madre di tutte le feste di Enna, ovvero il due di luglio, giornata in cui il fercolo della Madonna sarà traslato dagli Ignudi dal Duomo a Montesalvo ma di questo avremo tempo per parlarne. Mario Antonio Filippo Pio Pagaria


