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A distanza di alcuni giorni dallβAssemblea regionale del PD sento il dovere intervenire rispetto a quanto accaduto lunedΓ¬ scorso. Nel corso il dibattito ho preso la parola per chiedere alla presidenza di garantire la massima trasparenza durante la votazione del regolamento congressuale. In particolare, ho chiesto la verifica del numero legale e lβappello nominale degli aventi diritto, sia per i componenti in presenza che per quelli collegati on line.
Tale richiesta non Γ¨ stata minimamente accolta e, al momento del voto, nel contestare fermamente la mancanza di trasparenza (circa il 60% dei collegati non faceva parte dellβAssemblea e quindi non poteva prendere parte alla votazione), mi sono avvicinato alla presidenza e ho chiesto a chi stava gestendo la piattaforma di farmi visionare la procedura di voto on line. Dinnanzi alla mia insistenza, lβaddetto stampa del segretario regionale Anthony Barbagallo mi ha risposto testualmente che mi avrebbe dato “due pugniβ e che mi βavevano dato la scorta perchΓ© ero un rompi coglioniβ.
Tali affermazioni, di una gravitΓ inaudita, sono state fermamente condannate da alcuni dei presenti e ringrazio i tantissimi amici, semplici cittadini e compagni di partito per avermi espresso in questi giorni la loro solidarietΓ .
Non sono solito parlare delle condizioni relative alla mia sicurezza personale e delle privazioni a cui sono sottoposto da dieci anni che non mi consentono di vivere una vita serena e normale, ma chi mi conosce sa che per me la legalitΓ non Γ¨ solo una parola vuota e di circostanza. PiΓΉ che βpredicarlaβ ho preferito in questi anni βpraticarlaβ con serietΓ , sobrietΓ e dignitΓ . E lβho fatto sempre mettendoci la faccia, assumendomi le mie responsabilitΓ con azioni forti e concrete: ho annullato gare dβappalto in odore di turbativa da parte dei mafiosi locali, ho licenziato dipendenti infedeli che facevano gli interessi di soggetti sottoposti a interdittive antimafia, ho denunciato le cosche βsantapaolianeβ che con inaudita violenza volevano imporre il pizzo e opprimere lβeconomia locale, ho fatto costituire per la prima volta parte civile nei processi per mafia il comune che ho amministrato, sono stato al fianco dei commercianti e degli imprenditori che denunciavano le estorsioni, ho lottato insieme ai contadini e agli allevatori contro la “mafia dei pascoli”, sono andato a testimoniare nei processi e ho fatto i nomi degli appartenenti a βcosa nostraβ, ho tolto, rischiando la vita, 4.000 ettari di terre demaniali alle organizzazioni mafiose dei Nebrodi per creare la piΓΉ grande azienda agricola pubblica italiana che dΓ attualmente lavoro a 20 giovani del territorio ed Γ¨ stata considerata a livello nazionale uno degli esempi piΓΉ virtuosi di lotta alla mafia.
Quasi certamente sono stato un βrompi coglioniβ per i mafiosi e proprio per questo ho pagato e sto pagando un prezzo alto, ma non Γ¨ accettabile che queste parole vengano pronunciate da chi gestisce la comunicazione di un partito che affonda le proprie radici nel sangue e nel sacrificio di tanti uomini che hanno lottato, perdendo la vita, per la legalitΓ e per la lotta alla mafia.


