OLTRE IL MITO DELLA “PASSEGGIATA ALLEATA”:
LEONFORTE RICORDA IL SACRIFICIO DI LUIGI SCAPUZZI, LIVIO ROBUSCHI E PIERINO VARRICCHIO
A 83 anni dalla sanguinosa battaglia che piegò ma non domò la difesa italiana in Sicilia, una sobria cerimonia celebrerà l’eroismo dei carristi del 233° Battaglione Semoventi in contrada Sant’Elena.
LEONFORTE (EN) – C’è una storia scritta sui libri di scuola che per decenni ha raccontato l’invasione alleata della Sicilia del luglio 1943 come una “passeggiata militare”. E poi c’è la Storia reale, quella custodita tra le pieghe del tempo, scritta con il fango e il sangue da una generazione di giovani soldati italiani che, pur consapevoli di una schiacciante inferiorità di uomini e mezzi, scelsero di non fuggire. Di fare, fino in fondo, il proprio dovere.
A distanza di 83 anni da quei tragici eventi, la storiografia moderna – grazie anche alle ricerche di autorevoli studiosi come Pier Luigi Villari, Andrea Augello e lo storico premio Pulitzer Rick Atkinson – ha finalmente squarciato il velo della propaganda, restituendo dignità e onore alla strenua resistenza della fanteria della Divisione “Livorno” e dei carristi italiani che, tra Leonforte e Assoro, rallentarono l’avanzata delle truppe d’élite anglo-americane.
Per dare il giusto riconoscimento a chi si è immolato per la Patria in adempimento del dovere, mantenerne sempre viva la memoria e coltivare l’esempio valoriale per le nuove generazioni, martedì 21 luglio p.v., a Leonforte in zona case Ricifari – rotonda in direzione Nissoria, proprio nel luogo in cui sorgerà un memoriale dedicato ai caduti della battaglia, le associazioni Falchi degli Erei, U.N.U.C.I. – Sez. di Enna, Associazione Nazionale Carristi d’Italia- Sez. di Leonforte commemoreranno il Sottotenente Luigi Scapuzzi (Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria) e i suoi coraggiosi carristi Livio Robuschi e Pierino Varricchio, entrambi decorati con la Croce di Guerra al Valor Militare.
Il contesto: l’inferno di Porta Palermo e contrada Sant’Elena.
Nella torrida estate del 1943, Leonforte divenne lo snodo di una difesa disperata. Al comando di una compagnia del 233° Battaglione Semoventi – equipaggiata con i piccoli e fragili scafi L40 da 47/32 – lo sparuto gruppo di carristi comandato dal giovanissimo sottotenente Luigi Scapuzzi ricevette l’ordine di contenere le soverchianti forze canadesi. L’obiettivo era vitale: proteggere il ripiegamento delle truppe italo-tedesche ed evitare l’accerchiamento.
Fu uno scontro aspro e ravvicinato, carro contro carro, strada per strada. Durante la disperata resistenza, il semovente del carrista S. Ten Pierino Varricchio ingaggiò una dura lotta finché il mezzo non fu colpito e messo fuori combattimento; Varricchio, ferito, venne tratto in salvo continuando a dimostrare assoluto sprezzo del pericolo, un valore che gli varrà la Croce di Guerra.
Poche ore dopo, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, in contrada Sant’Elena, si consumò l’atto finale. Al comando del suo semovente e terminate le munizioni, il Sottotenente Scapuzzi uscì allo scoperto imbracciando un mitra per coprire i suoi uomini, cadendo colpito a morte di fronte a Casa Ricifari.
Il suo corpo straziato fu sottratto alla cattura del nemico grazie al gesto eroico del suo pilota, il fidentino Livio Robuschi. Con una manovra di pilotaggio tanto ardita quanto disperata sotto il fuoco battente, Robuschi riuscì a disimpegnare il carro armato salvando i sopravvissuti e riportando indietro la salma del suo comandante, meritando per questo la Croce di Guerra al Valor Militare.
“La memoria non è un semplice sguardo al passato, ma un faro per il futuro” spiegano gli organizzatori. “Ricordare Luigi Scapuzzi, Livio Robuschi, Pierino Varricchio e tutti i ragazzi della ‘Livorno’ non significa celebrare la guerra, ma rendere giustizia a dei giovani che hanno sacrificato tutto in nome del dovere, con un coraggio che persino i loro avversari di allora oggi riconoscono con rispetto.”
Le Associazioni
Falchi degli Erei
U.N.U.C.I. – Sez. di Enna
Associazione Nazionale Carristi d’Italia- Sez. di Leonforte


