Ieri sera é andato in scena ai piedi della nostra Santa Patrona “O Stidda Bedda”, un intenso momento di arte, musica, devozione. Uno spettacolo, un cunto, una storia, quella che lega Enna alla sua “Madunnuzza”, un omaggio alle nostre radici devozionali e religiose, un ritratto di quella piccola fanciulla di Nazareth divenuta grande agli occhi di Dio.
Uno spettacolo tra parti recitate e cantate in dialetto, tra nenie tradizionali siciliane e inediti scritti,musicati e pensati per l’occasione, resi vividi dalla vibrante, potente ed espressiva voce di Francesca Picciurro, una cantastorie doc che ha accompagnato grandi e piccoli in questo viaggio particolare, rendendo vivi Anna e Gioacchino, Gabriele e Giuseppe, lo strazio della “Matri Santa ca si mindi in caminu” alla ricerca del Figlio condannato. Il tutto impreziosito dalla voce melodiosa e limpida di Marzia Cillari, il suo spaziare dalla chitarra alle percussioni, la sua poliedrica capacità di dar vita a suoni che hanno accompagnato, emozionato, catturato , rapito.
E poi il viaggio, il resoconto, a conclusione della festa Patronale, ancora una volta immersi nella Bella Legenda, le nostre belle tradizioni: il mese di Giugno, il 29 giugno, i giorni preparatori, a Festa Ranni del 2 Luglio, la visita a Montesalvo, a Madonna a Muntata, la chiusura della Madonna. É stato per me emozionante poter ascoltare le mie poesie dialettali dedicate alla nostra festa rese così vive, musicate, recitate, prendere vita grazie all’ immensa bravura di queste due performer proprio lì, ai piedi della Patrona. Una bellissima ed indescrivibile emozione di cui sono davvero grato.
Un grazie di cuore alla Confraternita degli Ignudi Maria SS. della Visitazione che nel suo 150* di fondazione mi ha coinvolto anche in questa occasione. Un grazie doveroso a Silvia e Andrea, infaticabili promotori ed organizzatori dell evento, alla tanta gente accorsa. Ad Emanuela Fai per il preziosissimo contributo dato. Ad Alessandro che in quelle poesie ha dato il giusto tocco di dialetto, quello tramandato dai nostri nonni, così intriso di storie e saggezza popolare.
Ancora una volta a Francesca e Marzia per il loro estro e la loro bravura.
A Maria, a ciò che nel suo nome ci permette senpre di vivere e fare.


